In questi giorni si discute molto delle liberalizzazioni. Il decreto del Governo affronta una serie di nodi che riguardano i blocchi che pesano sulla nostra economia cercando di aprire più spazio alla concorrenza in 15 settori: energia, carburanti, rete gas, assicurazioni, banche, commercio edicole, taxi, farmacie, ferrovie, autostrade, professionisti e notai, class action, imprese, pagamento imprese, infrastrutture.
Il dibattito che si sviluppato è ampio e articolato, da quelli che affermano che si tratta di “una rivoluzione liberale” che consentiranno di sbloccare l’Italia, di dare spazio alla creatività e anche all’occupazione. Personalmente vedo le liberalizzazioni più come un processo di razionalizzazione del sistema. Forse si poteva essere un poco più incisivi, ma credo, vista la situazione di tensione sociale in cui viviamo, sia meglio agire con il bisturi che con l’accetta.
Anche dentro i partiti maggiori ci sono dei “mal di pancia”, soprattutto quando si interviene su interessi fino ad oggi protetti. C’è anche chi attacca il Governo considerandolo il nume tutelare delle Banche. Non tutto è perfetto in quello che si sta facendo, ma è sicuramente molto di più di quanto ha fatto il precedente Governo: Ma forse è proprio la fattibilità a far scatenare le reazioni di Berlusconi che ogni giorno che passa vede crescere la differenza tra il suo modo di governare e quello messo in atto dal Governo Monti, mentre la “crisi di astinenza” dal potere scatena le rimostranze della Lega come ha fatto pubblicamente Umberto Bossi, in occasione della manifestazione della Lega in Piazza del Duomo a Milano – considerando quelle norme come attività di un governo “infame” sollecitandolo ad “andare fuori dai c….”
Non tutto è perfetto, ma l’impostazione di fondo è alquanto convincente.
Per consentire di valutare il senso dei provvedimenti, vi alleghiamo la bozza di “relazione al decreto”, invitandovi a leggerla con attenzione. Continua a leggere »