Il tema che mi è stato proposto non è di facile declinazione, soprattutto se si vuole evitare di fare dell’ideologia. Dobbiamo tenere presente che è molto complesso e non privo di ambiguità. continua a leggere…
I problemi del lavoro, dell’occupazione e della piccola impresa si aggravano ogni giorno di più e rappresentano la vera questione del Paese, su cui però si discute troppo poco. Intanto però un operaio bergamasco di 35 anni sabato mattina si è cosparso di benzina e dandosi fuoco. Il gesto di disperazione è stato originato dalla perdita del posto di lavoro. L’operaio era impiegato in una ditta di Zingonia (Bergamo) fallita un paio di mesi fa, costringendolo a casa Solo l’intervento di una donna, che ha utilizzato un piccolo estintore per spegnere le fiamme, e il tentativo di rianimazione dei soccorritori, erano riusciti a strappare alla morte l’operaio, che però è morto dopo neppure 24 ore di ricovero. E’ un avvenimento che deve obbligarci tutti a riflettere e ad agire.
Altra notizia a conferma della gravità della situazione è relativa alla Cassa integrazione. Nel 2009 sono state autorizzate dall’Inps 918 milioni di ore di cassa integrazione con un aumento del 311,4% rispetto ai 223 milioni del 2008. Il massiccio ricorso alla cassa straordinaria e a quella in deroga evidenziano come la crisi incida pesantemente sui lavoratori e sulle famiglie .
Il Santo Padre mostra invece una grande sollecitudine sulle questioni dell’occupazione e ha scelto l’Angelus in piazza San Pietro per esprimere la sua preoccupazione per la disoccupazione che coinvolge migliaia di famiglia: «La crisi economica sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti». «Penso ad alcune realtà difficili in Italia come ad esempio Termini Imerese e Portovesme». Il Papa ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie».
Ho sempre avvertito un certo timore nei confronti delle celebrazioni, avendo il dubbio che possano svuotare la profondità e il valore di ciò che vogliono ricordare. Questa preoccupazione vale anche per la giornata della memoria che si celebra oggi. continua a leggere…
Il presidente dei vescovi italiani aprendo i lavori del Consiglio permanente della CEI, ha stigmatizzato il fatto che in Italia “il confronto pubblico sia sistematicamente ridotto a rissa” e critica la “denigrazione reciproca” che arriva a “denigrare il paese intero”. Uno scenario al quale non sono estranei i mass media, “da cui provengono a volte deviazioni e intossicazioni”. Il cardinale Angelo Bagnasco fa così appello ad un “disarmo duraturo tra schieramenti e gruppi”, ancora una volta chiede, con forza, alla politica e al mondo dell’informazione quel “disarmo” che già aveva esortato nei mesi scorsi.
“La situazione interna – ha rilevato Bagnasco – ha continuato a surriscaldarsi fino all’episodio violento ed esecrabile che ha riguardato il Presidente del Consiglio. Maestri nuovi del sospetto e del risentimento – ha detto il porporato – sembrano talora riaffiorare all’orizzonte lanciando parole violente che, ripetute, possono resuscitare mostri del passato”.
“Ebbene – ha proseguito il numero uno della Cei – dobbiamo continuare a dare un contributo speciale come credenti su questo versante della riconciliazione degli animi, quale condizione irrinunciabile per un disarmo duraturo tra schieramenti e gruppi, in vista di una coesione effettiva tra i componenti dell’intera comunità nazionale”. Il cardinale ha poi spiegato: “Non serve a nessuno che il confronto pubblico sia sistematicamente ridotto a rissa, a tentativo di dominio dell’uno sull’altro. Allo stesso modo è insopportabile concentrarsi unicamente sulla denigrazione reciproca, arrivando talora a denigrare il Paese intero pur di far dispetto alla controparte”. Inoltre “anche i media”, per Bagnasco, “non devono cadere nel sistematico disfattismo o nell’autolesionismo di maniera. Il giornalismo del risentimento che si basa, più che sulle notizie, sui conflitti veri o immaginati, finisce per nuocere anche alla causa per cui si sente mobilitato”. Senza citare esplicitamente il caso Boffo, Bagnasco ha messo in evidenza, al riguardo, “una responsabilità precipua dei mezzi di comunicazione, da cui provengono a volte deviazioni e intossicazioni”.
L’Assemblea nazionale del Comitato di Coordinamento della Costituente di Centro, sottolinea la “riaffermazione rigorosa” della propria autonomia e rigetta con fermezza ogni accusa sulla presunta politica del “doppio forno”. E’ questo uno dei passaggi principali del documento varato venerdi scorso dall’Assemblea costituente di Centro che ha approvato all’unanimità le relazioni introduttive di Savino Pezzotta e Lorenzo Cesa

