SLEGHIAMOCI

2009 Giugno 14
by Savino Pezzotta

INTERVISTA AL “CORRIERE DELLA SERA” edizione lombardia  14 GIUGNO 2009

«L’Udc non può votare una coalizione con la Lega»

«Come possiamo appoggiare una coalizione dove c’è la Lega?». Savino Pezzotta, presidente della Rosa per l’Italia e parlamentare dell’Udc, specifica di parlare «a ti­tolo personale, perché nell’Unio­ne di Centro si stanno confrontan­do posizioni diverse sui ballottag­gi». Ma per il caso Milano e lo scontro fra Guido Podestà e Filip­po Penati, il giudizio è tagliente: «Io sto atten­to a quello che dice l’ar­civescovo di Milano, in termini di accoglienza e solidarietà. E mi pare che la politica della Le­ga non vada in quella direzione».

Quindi?

 «Quindi è una questione di coe­renza. Nella Lega c’è chi, come il dottor Salvini, vorrebbe le carroz­ze differenziate per gli stranieri. Io sono sempre stato contento di sta­re dalla parte dei poveri e dei de­boli, quindi non mi posso ricono­scere in questa linea. Tra l’altro, per tutta la campagna elettorale i leghisti da Bossi in giù hanno det­to che ci dovevano prendere a le­gnate: io non ho la sindrome di Stoccolma e quindi scelgo di con­seguenza».

 Via dalla Lega.

 «Esatto. Anche se la loro posi­zione è legittima, sia chiaro: ma è distante anni luce dalla mia».

 Presidente, il suo è un invito a votare Penati?

 «Ripeto: invito a non votare una coalizione dove c’è la Lega».

 E il suo giudizio po­litico sui due candida­ti?

 «Non e un problema di valutazione fra Pena­ti o Podestà, anche se leggo che Podestà an­drà a Pontida, metterà un bella ca­micia verde e sposerà le posizioni del Carroccio. Su questo, mi pare inevitabile fare una riflessione».

 A chi invoca omogeneità negli schieramenti di governo cosa ri­sponde?

 «Che c’è anche un problema di pluralismo». .

 In che senso?

 «Siamo in una Regione già ege­monizzata dal centrodestra. Se non vogliamo cadere nel pensiero unico, forse mantenere una voce diversa sarebbe necessario e addi­rittura utile. È anche una questio­ne di democrazia, no? E poi sono convinto che avere governi di co­lore diverso sarebbe meglio sia per chi amministra sia per i citta­dini».

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  1. 2009 Giugno 18
    Rodolfo Vialba permalink

    Nella New Letter del Movimento Civico Lombardo.aderente al progetto della Rosa per l’Italia sono pubblicate le mie considerazioni sulle elezioni e i ballottaggi in Provincia di Milano.
    R. Vialba

    ELEZIONI E UNIONE DI CENTRO A MILANO

    E’ cosa nota che Berlusconi, pur sapendo che per ragioni di incompatibilità con la carica di Presidente del Consiglio non avrebbe potuto fare il parlamentare europeo, si era candidato capolista in tutta Italia per trasformare l’occasione delle elezioni europee in una sorta di gigantesco sondaggio su di sé, come persona e come capo indiscusso del centro destra.
    Avendo raccolto circa 500.000 preferenze in meno delle politiche 2008, si deve registrare che non gli è andata molto bene: ha vinto il centro destra, ma ha perso Berlusconi.
    Sul fronte delle elezioni per il Presidente della Provincia di Milano aveva preso corpo sulla stampa l’idea che le votazioni sarebbero state un inutile rito dato che il candidato del centro destra avrebbe dovuto vincere, già al primo turno. Così non è stato.
    Grazie alla scelta dell’Unione di Centro di presentare un proprio candidato a Presidente della Provincia, Enrico Marcora, e una propria lista di candidati, il centro destra non ha vinto e non si è affermato il “pensiero unico” tra i tre maggiori livelli istituzionali lombardi: Regione, Provincia e Comune di Milano. Ora il 21 e 22 giugno si va al ballottaggio.
    E’ indubbio che il risultato conseguito dall’UdC sia positivo, l’Unione di Centro incrementa i suoi voti ed è determinante per i futuri assetti della Provincia, e credo che sia ora doveroso esprimere un convinto apprezzamento al candidato Presidente alla Provincia di Milano Enrico Marcora per la decisione di lasciare ai propri elettori piena libertà di scelta, secondo le loro personali convinzioni.
    Decisione certo non facile, considerato il fascino di quanto proposto dai candidati Presidente, e perché no, anche per le pressioni messe in atto da soggetti interni all’UdC (la componete dei consiglieri e assessori alleati del PdL) ed esterni all’UdC (vedi, in proposito, le dichiarazioni del Ministro La Russa e del Sindaco Moratti).
    Battista Bonfanti su questo si è espresso nella lettera inviata venerdì 12 giugno agli amici del Movimento Civico Lombardo, organizzazione lombarda della Rosa per l’Italia, dove ricorda “ai responsabili locali il dovere di tenere conto, nelle scelte che competono a loro, della prospettiva più generale dell’Unione di Centro il cui progetto consiste nella creazione di un soggetto politico forte e autonomo sia dalla destra che
    dalla sinistra e che ogni atteggiamento teso a piatire qualche posizione di potere sarebbe la negazione di quel progetto”.
    Savino Pezzotta, Presidente della Rosa per l’Italia, nelle interviste al Sole 24 Ore e al Corriere della Sera (venerdì 12 e domenica 14 giugno) invita, pur se a titolo personale, a “non votare una coalizione dove c’è la Lega” e afferma che “questa impossibilità è determinata da una proposta politica contraria all’accoglienza e alla solidarietà” e conclude di “non volere fare alleanze con chi lo vuol prendere a legnate”.
    Posizioni chiarissime e, per me, pienamente condivisibili che rendono esplicito l’invito a votare per Filippo Penati, candidato Presidente alla Provincia di Milano. Non solo per evitare di consegnare alla destra tutti i più importanti livelli di governo della Lombardia, ma soprattutto per la qualità della democrazia
    e della libertà che può essere assicurata, o comunque avere maggiori possibilità di affermarsi, solo attraverso il pluralismo della rappresentanza politica.
    Certo resta sul tavolo da affrontare il tema della Costituente dell’Unione di Centro come soggetto politico autonomo sia dalla destra che dalla sinistra.
    Il Movimento Civico Lombardo è parte essenziale di questo processo costituente, sia a livello regionale che nelle singole Province, con i suoi uomini ha partecipato, in alleanza con l’Unione Democratica Cristiana e l’Associazione Liberal, alle elezioni europee e amministrative, ed ora ha il dovere di interrogarsi sul percorso fin qui fatto per decidere se e come andare avanti, affrontando il tema del modello organizzativo da assumere quale premessa per definire le modalità della sua partecipazione alla costruzione dell’Unione di Centro.
    L’esperienza maturata in questa fase elettorale conferma che per molti l’Unione di Centro altro non è che la nuova denominazione dell’Unione Democratica Cristiana, ed il suo processo costituente solo l’aggregazione delle altre forze sull’esistente partito UDC che si ritiene legittimato ad assumere posizioni e decisioni politiche in nome e per conto di tutti.
    Tutto ciò non favorisce, ma ostacola, il percorso della Costituente dell’Unione di Centro e spiega i perché dei ritardi che, nel merito, si registrano in Lombardia.
    Il Movimento Civico Lombardo e la Rosa per l’Italia sono come l’alpinista che scala una parete: o va avanti e raggiunge la vetta, oppure torna indietro, certo non può fermarsi e attendere, perché questo è già un tornare indietro.

    R. Vialba

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