Mozione Industria siderurgica
Riporto di seguito il testo della mozione sul settore siderurgico che ho presentato oggi alla Camera.
La Camera dei Deputati, premesso che
il nostro Paese sta attraversando un periodo di forti difficoltà sul piano economico e si trova a dover fare i conti con una fase segnata da una pesante recessione, nonostante il nostro sistema creditizio non sia incorso nei rischi che hanno investito i sistemi di altri paesi e che l’indebitamento privato e delle famiglie sia restato fortunatamente molto basso;
i provvedimenti assunti in questi giorni dal Governo non ci sembrano in grado di affrontare con determinazione i problemi e sembrano non cogliere l’ampiezza e la profondità della crisi e la necessità sempre più urgenti di intervenire con misure strutturali e di lungo periodo, specie se rapportati alle analisi della crisi avanzate dell’Ocse, dalla Banca d’Italia e dai dati Istat;
secondo i dati diffusi dall’istituto di statistica, nel primo trimestre del 2009 il valore delle esportazioni italiane ha registrato un calo del 22,8 %, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, dovuto a riduzioni dei flussi sia verso i paesi Ue (meno 23,4 %) sia verso i paesi extra Ue (meno 21,9 %);
nel mese di aprile gli indici destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi, confrontati con il mese precedente danno i seguenti dati: il fatturato è aumentato dell’1,1% sul mercato interno ed è diminuito del 2,6% su quello estero. Gli ordinativi nazionali hanno registrato un calo del 4,0% e quelli esteri del 3,0%. Facendo un confronto dei tre mesi febbraio – aprile 2009, con i tre mesi precedenti novembre-gennaio, le variazioni congiunturali sono state pari a -7,4% per il fatturato e – 8,3% per gli ordinativi.
a fronte di questa situazione molte aziende stanno chiudendo gli stabilimenti di produzione, ricorrendo ai licenziamenti , alla chiusura dei contratti a temine e alla cassa integrazione( il livello raggiunto è il più alto degli ultimi 20 anni), posticipando gli investimenti , gli acquisti di materie prime e chiedendo una dilazione dei pagamenti e schemi di rateizzazione ai propri fornitori. A soffrire di più sono le piccole imprese che vedono con timore avvicinarsi il periodo di chiusura feriale e non sanno se saranno in grado di riaprire le loro aziende;
l’intensità con la quale la crisi finanziaria ha aggredito l’economia reale si è manifestata con gradi diversi a seconda dei settori merceologici, ma non vi è dubbio che quelli dell’industria manifatturiera e delle costruzioni che impiegano prodotti siderurgici ne abbiano risentito in maniera particolare;
l’Italia è il terzo produttore europeo di acciaio, viene dopo la Russia e la Germania. Questo settore nel corso degli anni ha avuto un significativo slancio, fatto investimenti e si è rafforzato finanziariamente fino alla metà del 2008. Da allora la situazione è venuta progressivamente modificandosi : la produzione di metallo e prodotti metallici è diminuita del 22% nel 2008 e allo stato attuale non si avvertano segnali di inversione di tendenza;
secondo le previsioni della Federazione Imprese Siderurgiche Italiane , a causa di una domanda che resterà su livelli bassi per tutto il 2009 , nonostante alcuni possibili miglioramenti nei mesi a venire, la produzione italiana di acciaio diminuirà drasticamente;
sul settore ha pesato la crisi dell’auto e la lentezza della sua ripresa, la crisi dell’edilizia, degli elettrodomestici e la contrazione dei consumi delle famiglie. Gli incentivi a favore del settore automobilistico hanno tempi di impatto abbastanza lunghi. C’è il rischio di un aggravamento anche perché gli ordinativi non accennano a crescere ed il mercato manifesta ancora difficoltà ad assorbire le capacità produttive generate da un passato di investimenti e di innovazioni tecnologiche. Le aziende, inoltre, devono affrontare con sempre maggiori difficoltà i piani di rientro dei prestiti a medio e lungo periodo, provocando un rallentamento anche sui pagamenti verso i fornitori;
occorre rimarcare che, grazie ad agevolazioni fiscali, interventi nel mercato dei capitali, prestiti sovvenzionati e sorvolando sugli standard minimi di protezione sociale e di sostenibilità ambientale, erogati dalle autorità locali, le imprese cinesi dell’acciaio hanno inondato i mercati mondiale e comunitario con le loro produzioni, tanto che la Cina da importatore netto nel 2005, è diventata oggi il più importante esportatore di prodotti siderurgici;
questa politica di dumping cinese sta danneggiando le nostre aziende, che hanno fortemente investito in questi anni sia in processi tecnologici che in ricerca, e temono di veder vanificati questi loro sforzi, in caso di una ripresa economica, da una sleale politica concorrenziale della Cina;
il problema dell’Export cinese, infatti, diventerà drammatico non appena il commercio internazionale riprenderà, poiché in Cina c’è un ‘enorme quantità di acciaio che attende di invadere il mercato europeo, ed italiano in particolare : si tratta di quantità peraltro a buon mercato, visti gli imponenti finanziamenti messi in campo dal governo cinese. Tale aspetto farà ritardare l’uscita europea, ma soprattutto italiana, dalla crisi.
il settore sta mutando rapidamente, ed è oggetto di forti investimenti e di scambi internazionali che attraverso un intreccio di fusioni e acquisizioni, trasforma l’offerta e la domanda. A fronte della nascita di colossi da centinaia di milioni di tonnellate di capacità produttiva occorre che si agisca in fretta, producendo non solo sostegno ma anche innovazione, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione italiana segnata da una parcellizzazione e diffusione sul territorio che costituisce, rispetto ai competitori europei, una forza e una debolezza;
il settore dell’acciaio e l’industria siderurgica sono settori strategici per il nostro paese: i prodotti siderurgici sono una delle risorse a più largo impiego in molti settori della produzione e dell’economia. Pochi materiali sono in grado di essere plasmati nelle molteplicità delle forme senza perdere le loro caratteristiche. Va anche tenuto presente che alla fine del loro ciclo di utilizzo possono essere riciclati molteplici volte. Teniamo presente che più di trecento milioni di tonnellate di acciaio vengono riciclate in un anno nel modo e se a questo aggiungiamo la quantità dei materiali ferrosi la cifra diventa altissima;
per le imprese italiane le bollette dell’energia elettrica sono aumentate del 31% negli ultimi quattro anni, mentre il gas è rincarato addirittura del 50%. Nello stesso periodo, in 5 Paesi europei che non hanno produzione di energia con il nucleare, i prezzi dell’elettricità, al netto delle tasse, sono calati in media dello 0,30% . Nel settore siderurgico l’energia incide per il 40%, il lavoro solo per il 15% : questa situazione costituisce un grave fattore di svantaggio competitivo rispetto agli paesi produttori, sia europei che extra-UE.
impegna il Governo
- a mettere in atto misure che salvaguardino gli impianti e l’occupazione del settore siderurgico, anche attraverso un utilizzo dinamico della Cassa Integrazione .
- ad attivarsi a livello internazionale per una nuova regolazione del commercio in raccordo con l’Unione Europea, non in senso protezionista, ma tesa a mettere tutti i competitori sullo stesso piano e ad eliminare eventuali politiche di dumping adottate dai paesi produttori di acciaio, in primis la Cina;
- ad attivare un confronto con le imprese multinazionali che operano in Italia per evitare l’esposizione al rischio di delocalizzazione e di deintustrializzazione dei siti siderurgici;
- ad una azione nei confronti del sistema economico , finanziario e bancario perché facciano da volano alla ripresa e a un modello di sviluppo sostenibile, e tolgano gli impedimenti di accesso al credito per le imprese siderurgiche;
- a procedere ad una modernizzazione vera del sistema strutturale, infrastrutturale e della logistica, a partire dagli investimenti annunciati in opere pubbliche, nell’edilizia pubblica e privata, togliendo gli impedimenti a livello locale e coinvolgendo le amministrazioni locali;
- ad attivare un tavolo di confronto con le parti sociali per affrontare i problemi di politica industriale e commerciale del settore siderurgico;
- ad adottare misure determinate ad affrontare le debolezze strutturali e le riforme necessarie per rimodulare il nostro sistema di Welfare a favore dei nuovi bisogni e dell’esigenza di innovativi sistemi di promozione sociale;
- ad ultimare l’accordo di programma che prevede la ristrutturazione del sito di Genova con investimenti privati di oltre 700 milioni di euro, il più importante investimento siderurgico degli ultimi anni.
