Risposta del sottosegretario alla mia interrogazione sulla Tenaris Dalmine

2009 Ottobre 22
by Savino Pezzotta

STAMANE PRESSO LA Xma COMMISSIONE “ATTIVITA’ PRODUTTIVE“ SI E’ PROCEDUTO ALLE INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, TRA CUI QUELLA PRESENTATA DALL’ON. PEZZOTTA SULLA SITUAZIONE DELLA TENARIS DALMINE. ERA PRESENTE IL SOTTOSEGRETARIO STEFANO SAGLIA IN RAPPRESENTAZA DEL MINISTRO SCAJOLA.

 

L’On. Pezzotta ha illustrato i contenuti della sua interrogazione:

 

Premesso che: la crisi economica in atto e la concorrenza internazionale, in particolare dei paesi emergenti che hanno un costo del lavoro di gran lunga inferiore a quello italiano, hanno colpito anche la multinazionale Tenaris Dalmine, azienda leader nella produzione delle tubazioni in acciaio senza saldatura costretta, ad un drastico ridimensionamento del personale e dell’attività;

 

Che i vertici aziendali hanno presentato un piano industriale 2010-2011 in cui, secondo un comunicato diffuso dalla stessa Tenaris Dalmine, oltre ad una serie di investimenti stimati in 114 milioni di euro nei prossimi due anni

 

Il piano industriale prevedrebbe in sintesi la chiusura dello stabilimento di Piombino, un forte ridimensionamento delle attività produttive di Costa Volpino, un graduale disimpegno delle attività dello stabilimento Fapi di Dalmine, una pesante riorganizzazione sulle aree a caldo e freddo di FTM (Fabbrica Tubi Medì) di Dalmine, nonché una pesante razionalizzazione e riorganizzazione degli organici per tutti gli altri siti produttivi, servizi e strutture impiegatizie che determinerebbe una riduzione complessiva si 1024 unità lavorative sulle attuali 2814

 

Chiede al Governo quali iniziative intenda adottare, a partire da un tavolo nazionale di confronto con il Gruppo Tenaris Dalmine e le rappresentanze sindacali per far modificare alla direzione aziendale l’attuale impostazione riorganizzativa e prevedere un piano con meno oneri sociali.

 

All’interrogazione il Sottosegretario ha risposto:

Per quanto riguarda la concorrenza estera, e in particolare cinese, e al connesso rischio di dumping, il Consiglio dell’UE, ha recentemente (24 settembre) approvato l’introduzione di dazi antidumping sulle importazioni di alcune tipologie di tubi senza saldatura, in ferro o acciaio, dalla Cina. Tali dazi possono innalzare il prezzo del prodotto d’importazione dal 17,7 fino al 39,2% del costo finale. Tale misura avrà la durata di cinque anni.

 

Tale decisione deriva dai costanti sforzi e dalle pressioni esercitate sulla Commissione Europea e sugli altri Stati Membri, da parte del Governo italiano.

 

Il successo della linea italiana, a tutela del comparto siderurgico, trae origine dall’introduzione, nella prassi comunitaria della difesa commerciale, del nuovo principio della cosiddetta “minaccia del danno futuro”: tale principio viene qui applicato, per la prima volta, per dirimere una controversia che interessa tutta l’industria europea e potrebbe, pertanto, rappresentare un importante precedente.

La Commissione si è, inoltre, impegnata a monitorare attentamente le condizioni del mercato, al fine di rivedere i dazi, se le condizioni economiche e giuridiche dovessero consentirlo, anche al rialzo.

 

Tale misura è stata positivamente accolta, sia dalle associazioni imprenditoriali di settore, che dai maggiori colossi europei della siderurgia, compreso il Gruppo Tenaris Dalmine di Bergamo, che è tra i maggiori beneficiari di tali misure.

In un momento in cui l’economia internazionale ha bisogno di apertura e di libera concorrenza, per sostenere la crescita economica e poter uscire dalla crisi in atto, è maggiormente da condannare l’utilizzo di pratiche commerciali sleali, quali il dumping, da parte dei produttori internazionali, soprattutto cinesi.

 

La decisione presa dall’Unione Europea, entrata in vigore il 7 ottobre scorso, quindi, consente di tutelare il lavoro e gli sforzi profusi nel raggiungimento di livelli di alta qualità nelle produzioni europee.

 

E’ verosimile che un livello di dazi vicino al 40% (elevato se confrontato con la media comunitaria) pur non rappresentando un ostacolo insormontabile per le esportazioni cinesi di tubi senza saldatura in Europa, costituirà una misura di difesa commerciale idonea, almeno in parte, a creare le condizioni per una concorrenza mondiale leale nel settore siderurgico.

Per quanto riguarda, invece, il rischio occupazionale, l’Azienda Tenaris Dalmine ha presentato, il 28 settembre scorso, alle Rappresentanze Sindacali Unitarie un piano di ristrutturazione che prevede per i prossimi due anni 1024 esuberi, di cui 836 negli stabilimenti bergamaschi.

 

Attualmente la vertenza è monitorata dal Ministero dello Sviluppo Economico, in coordinamento con la Regione Lombardia, la quale ha attivato, con l’accordo dell’azienda e dei rappresentanti di Confindustria, un percorso finalizzato a chiudere la trattativa, con un numero di esuberi minore di quello annunciato.

Anche questa settimana si terranno incontri a livello locale, che il competente Ufficio sta seguendo con attenzione, rendendosi disponibile alla convocazione delle parti. A tal fine è stata già calendarizzata una riunione per il giorno 28 ottobre p.v.

 

L’On. Pezzotta nel valutare con interesse l’azione svolta nei confronti dell’Unione Europea e la validità delle misure antidumping che sono state prospettate, rilevato che la Tenaris Dalmine sarà la maggior beneficiaria di questi provvedimenti, ha invitato il Governo a premere sull’azienda per una modifica sostanziale del piano e a chiedere che la stessa si impegni su settori innovativi diversi da quelli propri. 

 

Roma, 22 ottobre 2009

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