La Costituente è aperta, il cammino prosegue

2009 Novembre 11
by Savino Pezzotta

In questi giorni ho ricevuto molte telefonate, e-mail e richieste di chiarimenti sulla scelta fatta dall’on. Tabacci. Ho tardato a rispondere perché non volevo farmi guidare dall’emotività. Devo però confessare di aver appreso la decisione dell’on. Tabacci di lasciare il gruppo parlamentare dell’Unione di Centro per passare al gruppo misto leggendo la sua intervista lunedì mattina.

Non nascondo di esserne stato turbato e stupito: senza parole. Poiché ci eravamo inoltrati insieme nell’avventura della Rosa per l’Italia, avrei preferito conoscere direttamente le sue scelte e non attraverso un’intervista.

Giovedì 5 novembre ci siamo incontrati, presente l’on. Folloni, e abbiamo discusso delle scelte di Rutelli e della situazione, come pure gli ho espresso la convinzione che servisse un periodo di riflessione e di decantazione prima di convocare l’Ufficio politico della Rosa, ma nulla mi è stato detto della sua uscita dal gruppo parlamentare.

Non voglio recriminare alcunché. Ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune, ma chi va in montagna sa che non si abbandonano le corde senza avvisare.

Come ha più volte riconosciuto in pubblico e in privato anche l’on. Tabacci, con la nascita della Rosa abbiamo contribuito a far fare passi avanti alla Costituente di un nuovo soggetto politico. Tutti abbiamo presente i suoi interventi all’Assemblea congiunta dei soggetti promotori dell’Unione di Centro del 27 luglio, agli Stati generali di Chianciano dell’11 /13 di Settembre, ma soprattutto a quello del 24 ottobre a Milano alla riunione degli amici del Movimento civico lombardo.

Ora l’on. Tabacci muta parere. Ne prendo atto e vi assicuro che nemmeno io andrò ad Arcore e tanto meno a Legnano.

Non capisco le ragioni di quanto avvenuto, anche perché ho sempre affermato che il progetto di Rutelli e di Dellai era interessante e da seguire con simpatia da parte di tutti i componenti della Costituente. Ricordo che quando la Rosa fece l’accordo con l’Unione Democratici Cristiani per costituire le liste elettorali e avviare il processo costituente, diversi amici avevano espresso perplessità, poi superate perché convinti che l’area di centro non potesse essere costituita da una serie di gruppetti. L’obiettivo fondamentale era quello di ricomporre la diaspora centrista. Su questo terreno ci siamo incamminati e credo che si siano fatti passi avanti. C’è chi sostiene che si è troppo lenti; anch’io più volte l’ho detto, ma tutti avevamo concordato sulla necessità di lasciare aperta la fase costituente del nuovo soggetto politico in attesa dell’evolversi dei processi in atto nel Pd e nel Pdl.

Proprio questa apertura oggi ci permette di guardare con attenzione e simpatia la scelta di Rutelli e aprire con quest’area un discorso serio per ampliare il processo costituente. Se avessimo chiuso la fase costituente, le possibilità di un incontro sarebbero state minori. Oggi invece si può costruire insieme una prospettiva.

E’ vero – e lo sperimentiamo tutti i giorni – che ci sono resistenze e ritardi soprattutto a livello periferico che vanno superati. Non possiamo vivere tutti i giorni con l’ansia e il timore che Casini vada con Berlusconi. I processi politici sono complessi e vanno sempre verificati sul campo. E’ in base a quanto accade che si decide e non in base a cosa si presume possa accadere. Intanto dovremmo prendere atto che la nostra azione contro il bipartitismo ha ottenuto risultati non di poco conto. Sono convinto che Casini non vorrà (perfino non potrà) sprecare il lavoro fatto e non essere attento alle prospettive. I mesi che ci stanno alle spalle e il lavoro fatto ci dicono qualche cosa o no?

In politica nulla è mai facile, concluso e lineare. Ci sono tanti problemi ancora da risolvere e servirebbe uno slancio e una visibilità maggiore all’idea di Costituente. In questa prospettiva la Rosa ha e sarebbe utile esercitasse un suo ruolo più forte e visibile.

Ringrazio tutti gli amici che in queste ore mi sono stati vicini, che hanno discusso con me la situazione e tutti quelli che mi hanno telefonato, scritto e incontrato ponendomi interrogativi e domande a cui è necessario trovare insieme risposte. Abbiamo fin qui camminato insieme, ed è giusto che ancora insieme decidiamo come procedere.

39 Risposte leave one →
  1. 2009 Novembre 11

    io credo che tale scelta di politico abbia ben poco, perchè, a mio parere, non sussistono le condizioni che avrebbero determinato l’abbandono.

    La mia lettura è molto più “opportunistica”: da politico navigato l’on. Tabacci sa che non è lo stesso sedersi al tavolo delle alleanze come “uno tra tanti” o come “porta voce” di Rutelli

  2. 2009 Novembre 11
    Arsenio Carosi permalink

    Il ragionamento di Savino, mi sembra di una linearità e di una coerenza ineccepibili.Anch’io, per la modesta parte che mi riguarda,ho vissuto l’esperienza dei mesi scorsi con il medesimo spirito. Tabacci può spiegare questa repentina svolta strategica con considerazioni che stento a riconoscere come propriamente politiche. Le speranze per un nuovo centro passano dall’unica possibilità di incrociare gli esiti della Costituente con l’esperienza di Rutelli & c. nell’ambito dei mutamenti di quadro attesi.Non mi sembra giovi alla causa motivare le proprie scelte con un riavvicinamento di Casini a Berlusconi e col bisogno di posizionarsi su una sponda di quei due scheramenti che si sostengono superati. Dopo lo stupore, occorre ammettere che il tutto non sembra utile alla causa e che porterà ad incomprensioni verso chi pensa di dover portare nella Costituente precisi connotati culturali e politici.
    L’importante è che la strada e l’biettivo restino invariati. Poi,se matureranno le condizioni attese, nei tempi e nei modi valutati più produttivi,spero ci ritroveremo, anche con Tabacci, al centro: parola che non ammette equivoci perché il centro può solo essere uno.

  3. 2009 Novembre 11

    UDC, Rosa Bianca, Costituente di centro ecc.: ultimamente mi sembravano impantanati in una … palude un po’ vischiosa. Occorreva “lanciare il cuore oltre l’ostacolo”, e rompere degli schemi un po’ “liturgici” e troppo auto-referenziali, da quello che leggevo nel blog. Buon lavoro.

  4. 2009 Novembre 12

    Caro Pezzotta,
    dopo aver visto il Tg1 e l’annuncio dato da Rutelli e Tabacci della costituzione del “movimento Alleanza per l’Italia”, mi sono chiesto: e Pezzotta che fa? che succede della Rosa per l’Italia? Così sono arrivato al tuo blog e ho trovato una parziale risposta alle mie domande. Il tuo racconto su quanto è avvenuto tra di voi in questi ultimi giorni mi ha lasciato senza parole, più che stupito, allibito. Scrivi poi: “Ci sono tanti problemi ancora da risolvere e servirebbe uno slancio e una visibilità maggiore all’idea di Costituente”: è vero, drammaticamente vero. All’indomani degli Stati Generali di Chianciano, avevo scritto a te, a Buttiglione e a Cesa, mettendomi a disposizione per partecipare ai lavori preparatori dello statuto del nuovo soggetto politico di centro, ma sinora non ho ricevuto nemmeno una risposta! Intanto i giorni passano velocemente e le elezioni regionali si avvicinano. Cosa faremo qui in Lombardia?

  5. 2009 Novembre 12
    bartolomeo permalink

    La costituente è aperta, il cammino prosegue
    sarà certamente un caso
    ma è scomparsa la parola di ” centro ”
    siamo sulla buona strada
    se riusciamo a ragionare senza usare più
    neanche le parole ” destra ” e ” sinistra ”
    forse ce la possiamo fare
    “bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo”
    non è una mia frase
    ma sicuramente per me ha un grande significato
    con stima
    Bartolomeo

  6. 2009 Novembre 12
    Pier Paolo Pedriali permalink

    Non credo sia imputabile solo a lei, on. Pezzotta, il fatto che la “Rosa Bianca per l’Italia” sia oggi soltanto un guscio vuoto. Gli errori compiuti dopo Montecatini, comunque motivati e giustificati, sono così numerosi che il fallimento potrebbe persino definirsi annunciato e non da ieri. Il primo di tali errori, a mio avviso, è consistito nella rinuncia a promuovere ed organizzare, su tutto il territorio, quei Comitati Comunali, che dovevano costituire le cellule del tessuto connettivo destinato a dare concretezza al nuovo Movimento. Mancavano i mezzi? Lo si doveva dire con onestà e magari chiamare a raccolta iscritti e simpatizzanti. Di lì avrebbe dovuto partire anche l’espressione di organi dirigenti ai diversi livelli territoriali. Compito per nulla facile, ne sono più che convito, ma che andava almeno affrontato con la necessaria determinazione. E l’abbraccio, forse obbligato (se non altro, per l’elezione sua e di Bruno Tabacci in Parlamento), con l’UDC, non avrebbe dovuto costituire un freno e un alibi per un atteggiamento via via sempre più rinunciatario fino ad apparire una sostanziale abdicazione rispetto alle cose dette solennemente al momento del varo dell’iniziativa. La stessa Costituente di Centro, così fumosa tanto nella sua formazione quanto nel suo cammino, lentissimo e totalmente autoreferenziale, non è che avesse molti requisiti per risultare attrattiva, per cui a lungo poteva essere vista come una emanazione dell’UDC col corteggio, quasi pleonastico, di alleati minori. Se dunque si è lasciato un vuoto in un Centro, che non poteva essere rappresentato solo dall’UDC, è logico che prima o poi tale vuoto avrebbe trovato qualcuno che si sarebbe incaricato di riempirlo. “Alleanza per l’Italia”, il nuovo movimento che ha visto convergere una decina di parlamentari di varia provenienza, mi sembra abbia avuto buon gioco nel posizionarsi in un’ area che poteva essere quella occupata dalla RB, se questa si fosse fatta carico, da quasi due anni a questa parte, di esprimere le potenzialità che pure erano percepibili e visibili nel febbraio-marzo del 2008.
    A mio avviso tutti gli attori principali di questa vicenda – quella della “Rosa Bianca per l’Italia” – dovrebbero fare un analitico esame di coscienza e considerare perchè è stata sprecata un’occasione, che certo non si ripresenterà più.

  7. 2009 Novembre 12

    Riuscire a mantenere un equilibrio ed un’autonomia di pensiero maturata interiormente da condividere poi con gli amici ed i sostenitori è sicuramente difficile, ma necessario. L’attacco della sua nota “Ho tardato a rispondere perché non volevo farmi guidare dall’emotività” mi trova concorde.

    Al di là del giudizio sulla persona, il comportamento politico di Tabacci, infatti, mi è sembrato ben poco convincente, e probabilmente il primo a rimanerci molto male è stato lei stesso e tutti coloro che hanno seguito l’evolversi della Rosa nel tempo.
    E’ vero che la scelta di Tabacci poteva essere evinta dal video che Lorenzo Dellai ha pubblicato sul suo blog a fine Ottobre (link: http://lorenzodellai.wordpress.com ), nel quale il manifesto del nuovo partito di Rutelli viene presentato proprio da Tabacci – che ne traccia l’identità programmatica e dice più volte “noi” (….), ma forse Tabacci cercava da tempo una posizione di maggior visibilità, e non è stato a pensarci molto prima di accettare di salire sull’autobus in corsa.

    La mia impressione è che la nascita di un nuovo “partito” nell’area di centro, in effetti, più che portare vantaggi, può rischiare di portare scompiglio in un processo che era invece di confluenza – dopo scioglimento – di tutti i partiti e i movimenti verso un unico soggetto partitico. Processo formale, d’accordo, ma proprio per questo coattivo rispetto alle singole posizioni: un processo di unione e non di divisione. Questo processo andrà sicuramente avanti, ma l’aver voluto creare una nuova piccola formazione, seppure sorretta da personalità autorevoli, che si pone dunque in una prospettiva di autonomia rispetto alla Costituente di Centro, di cui probabilmente farà parte in futuro, crea un precedente di cui forse non c’era bisogno.

  8. 2009 Novembre 12
    Rodolfo Vialba permalink

    Ho letto con grande attenzione quanto ha scritto Savino ed ho trovato conferma, per la parte relativa alle scelte di Tabacci, che di tali scelte Savino non era informato, che sono state assunte in totale solitudine e, dunque, in piena e totale responsabilità personale di Tabacci.
    In questi giorni convulsi, pur senza aver parlato con Savino, non ho avuto dubbi, e ne ho scritto sia sul blog di Savino che su quello di Tabacci, su quali sono state le modalità e il contesto entro cui sono maturate le scelte di Tabacci e, dunque, ho espresso la mia non condivisione di tali scelte per ragioni di metodo, prima ancora che di merito.
    Quanto scrive Savino dei rapporti con Tabacci serve all’indispensabile chiarezza circa il succedersi degli avvenimenti, bloccando così sul nascere una inutile polemica.
    Ciò che serve oggi è riflettere sulla strada che abbiamo intrapreso e percorso, su dove siamo arrivati e perché qui e non altrove, su quali sono i problemi che viviamo e dobbiamo affrontare e risolvere e su quali sono le prospettive della nostra iniziativa politica.
    Prendo atto della riconferma, pur se in un quadro di riferimento in forte evoluzione, che la Costituente di Centro rimane la prospettiva primaria della Rosa per l’Italia e della necessità che essa (la Rosa per l’Italia) eserciti un ruolo più forte e visibile.
    Assume, dunque, grande importanza e valenza strategica l’attuazione delle decisioni di Chianciano in particolare la convocazione dell’Assemblea degli Stati Generali dell’Unione di Centro (in Lombardia è fissata per il prossimo 28 novembre) in quanto questa sarà l’occasione che consentirà di verificare, rispetto ai temi aperti e sopra richiamati, qual’è la sensibilità, quali sono le proposte, i punti di convergenza e le prospettive politiche in cui si riconoscono i soggetti che intendono dar vita all’Unione di Centro.
    In particolare due temi sono derimenti, dal mio punto di vista, per le prospettive future:
    - le prossime elezioni regionali, cioè, se allearci e con chi. Considerato che l’Unione di Centro è alternativa alla Lega per valori, ragioni politiche e prospettive, nessuna alleanza è possibile con schieramenti che vedono la presenza della Lega ed è un bizantinismo linguistico ritenere invece possibile tale alleanza qualora la Lega non esprima il candidato alla Presidenza della Giunta. Alleanze diverse possono essere prese in considerazione ma non quelle, comunque camuffate, che coinvolgono la Lega.
    - il tema di quale rapporto con il movimento di Rutelli e Dellai, cioè la possibilità di un incontro e un confronto serio per verificare la possibilità di ampliare il processo costituente e di costruire insieme una prospettiva, possibilità e prospettiva che personalmente mi auguro e auspico. Questo tema si intreccia strettamente con la scadenza elettorale regionale e dunque è un tema assolutamente prioritario per la Rosa per l’Italia e per l’Unione di Centro. Anche per la ragione che anche noi dobbiamo fare tutto quanto ci è possibile per favorire la nascita di una prospettiva comune e nuova, non possiamo che scegliere di partecipare da soli alle elezioni regionali.
    Molti sono dunque i temi che dobbiamo affrontare e le decisioni da assumere in tempi necessariamente brevi, mentre per l’adesione all’UdC, come deciso a Chianciano, i tempi sono un pò più lunghi.
    Dice Savino: “Abbiamo fin qui camminato insieme, ed è giusto che ancora insieme decidiamo come procedere”.
    Per questo mi auguro che, al di là delle Assemblee degli Stati Generali dell’Unione di Centro, ci siano occasioni per fare un bilancio, per discutere e per decidere le prospettive future, sia come Rosa per l’Italia che come Unione di Centro.

    R. Vialba

  9. 2009 Novembre 12

    Sul proseguimento sulla strada intrapresa mi ero già espresso positivamente e non mi ripeto.
    Colgo con soddisfazione l’accentuazione posta da Savino sull’esigenza di “uno slancio e una visibilità maggiore all’idea di Costituente” e di un “ruolo più forte e visibile” da parte della Rosa.
    Ci sono temi come quelli del lavoro, della famiglia, dell’innovazione che ci sono congeniali ed è su questi che dovremo darci visibilità. In questa ottica è importante non addossare tutto a Savino ma portare avanti noi direttamente l’elaborazione e la presentazione di idee e proposte concrete.
    A mio parere occorrerà anche tener presente la necessità, non solo di un dialogo, ma anche di un raccordo continuo (superando anche quelle amarezze di natura personale che ancora portiamo dentro) con gli amici di Alleanza per l’Italia.
    Il rischio, nel caso che questo raccordo venga meno è che, nonostante le intenzioni iniziali di una comune prospettiva politica fra Alleanza per l’Italia e Unione di Centro, la spinta che sta provenendo da una larga base della prima la trascini verso una ottica preferenziale verso il PD, provocando un contraccolpo di natura opposta sull’Unione di Centro, spingendola alla ricerca di un accordo con il PDL e la Lega.
    Cari saluti.

  10. 2009 Novembre 12
    Maurizio Falbo permalink

    Credo che gli interventi di Rodolfo Vialba e Pier Paolo Pedriali siano veramente esaurienti per comprendere le difficoltà di chi in questi mesi ha lavorato per dare un senso compiuto al progetto originario della ex Rosa Bianca oggi? Rosa per l’Italia.
    Di seguito riporto alcuni tratti del mio contributo al manifesto promosso dal nuovo soggetto politico “Cambiamento e Buongoverno oggi Alleanza x l’Italia”:

    Apprendo in modo senz’altro positivo gli sforzi che i firmatari di questo Manifesto e altri soggetti stanno compiendo…………………, per restituire con grande senso di responsabilità il giusto valore al termine “politica”.
    Sono convinto che per promuovere una buona e nuova offerta politica sia prima necessario rivalutare il termine “professione politica”; tale esercizio non è in sé “il male” ma piuttosto lo è chi di questa professione non ne fa una questione di “puro servizio alla collettività”……,…….. ..
    ………………..Ci sarà un Futuro solo se come “classe politica” sapremo trasmettere, nelle parole e nei fatti, l’importanza “dell’etica della responsabilità”. Un valore che ogni essere umano dovrebbe fare come proprio in qualsiasi ambito esso si trovi. ………………………………………
    modificare le norme ma anche riformare il concetto di “esercizio della politica” per chi, impegnandosi attivamente, dovrebbe rispondere ai propri ideali avendo come fine il perseguimento del bene comune…………….

    Senza commentare ulteriormente quanto accaduto, utilizzo nella discussione in itinere queste stesse parole di “ieri” per chiedere a Savino di individuare il nuovo e giusto percorso da fare insieme, “oggi e domani”, affinché il progetto originario della Rosa possa finalmente vedere la luce.

    Grazie.

  11. 2009 Novembre 12
    Gian Paolo permalink

    Certamente la scelta di Bruno Tabacci non mi è sembrata molto bella. Non discuto sui motivi personali che hanno portato alla scelta ma contesto una cosa che mi fa veramente “impazzire”: il fatto che una persona che viene eletta in un determinato gruppo (UdC, pdl, pd…) possa di punto in bianco abbandonare il proprio posto per trovarne un altro. Questa cosa non mi è mai piaciuta, avrei apprezzato molto di più le sue dimissioni da parlamentare e ricominciare. Questo non vale solamente per lui ma per tantissime altre persone. Detto questo mi pare che quello che dici nella tua breve riflessione nasconda veramente che il processo di costituente non sia una cosa semplice, forse io, come tanti altri credo, pensavo che fosse molto più veloce ma ragionando con calma è una cosa difficile. Difficile ma che deve portare i frutti sperati e avremo il prossimo banco di prova nelle elezioni regionali del 2010. Credo che il percorso che ha intrapreso Rutelli (io ero un ex margherita) possa trovare unità con l’idea di costituente di centro che si stà lentamente costruendo, anzi credo che possa dare un processo di accelerazione, una nuova boccata di aria fresca per proseguire il cammino. Dopotutto mi sembra che le parole di Casini e di Rutelli siano solamente di apprezzamento e stima reciproca. Non perdiamo questa occasione che può essere qualcosa di Grande.

  12. 2009 Novembre 12
    Francesco Re permalink

    Egregio On. Savino Pezzotta,
    ho letto con molta attenzione la nota pubblicata sul suo Blog che condivido in tutto… sono convinto che la lealtà e la coerenza pagano sempre!
    Andiamo avanti con il progetto della Costituente di centro…
    Con tanta stima,
    Francesco Re

  13. 2009 Novembre 12

    Cari amici per me alcuni punti sono chiari. L’uscita di Tabacci più che indebolire la rosa per l’Italia, può indebolire le resistenze dell’UdC, perchè ha evidenziato le difficoltà di far nascere un nuovo partito e di rigenerare quella classe dirigente. Paradossalmente l’UdC non può permettersi ancora attriti con la rosa, ma la deve inglobare presto per continuare ad essere punto di coagulazione di tutto ciò che uscirà da PdL e PD. Dobbiamo essere convinti in questo momento del ruolo che possiamo svolgere: non andare via dall’UdC, sostenere la scelta di andare da soli alle regionali, entrare definitivamente nella gestione di questo partito. Se non ci fosse stata la Costituente di Centro (anche se fumosa e lenta) non ci sarebbero state delle fuoriuscite e non sarebbe nata ” Alleanza per l’Italia”, (movimento che vede convergere dei parlamentari di varia provenienza, ma bisogna vedere nei territori chi li segue). Alleanza per l’Italia anche se si va a posizionare in un’ area che poteva essere quella occupata dalla RB, non può sopravvivere in una prospettiva frazionistica: dovrà convergere nel nuovo partito e troverà certamente noi come interlucutori privilegiati.
    Pezzotta è un grande per la pazienza di Giobbe mostrata e per la coerenza mantenuta. Tabacci ha fatto una scelta che possiamo definire pro domo sua, ma dobbiamo vedere l’aspetto positivo (il mezzo bicchiere pieno): si è messo in movimento l’area di centro. Adesso dobbiamo non più guardare a chi abbiamo perso per strada, ma proiettarci nei territori per dialogare con la gente con progetti politici riformatori e conquistare nuovi amici.
    Ricordatevi di Pietro che “tradì” il Signore ed il gallo cantò per 3 volte. Non abbiamo alcun diritto di giudicare le scelte personali, ma dagli eventi trovare spunti per portare avanti il nostro progetto politico: provare ad unire la diaspora cattolica in un partito di ispirazione cristiana, aperto al liberismo e a moderati non credenti.
    Paolo Giuseppe d’Angelo

  14. 2009 Novembre 12
    Federico Quaglini permalink

    Sinceramente deluso e amareggiato per come siamo stati messi di fronte al fatto compiuto della nuova collocazione “improvvisamente” (?) assunta dall’On. Bruno Tabacci che indiscutibilmente ha fatto sorgere molti dubbi in tanti di noi che abbiamo creduto alla Rosa Bianca come elemento fondamentale per l’auspicata Costituente di Centro e non certo alla ennesima invenzione di Rutelli sul cui carro, purtroppo, Bruno Tabacci ha preferito salire senza discuterne serenamente almeno con l’Ufficio Politico della R.B. ! Non so quali speranze politiche abbia la nuova formazione che, tra l’altro, si è data un nome ed un simbolo decisamente tristi!
    Auguri comunque a Tabacci !
    Fraternamente, pur comprendendo anche la sua amarezza, chiedo a Savino
    Pezzotta di farci sapere con tempestività e chiarezza cosa intende fare lui a questo punto e quali prospettive ci può indicare.
    Diversamente, saremo in tanti che occuperemo il nostro tempo e le nostre energie in tanti altri ambiti che, forse, danno più consolazione.

  15. 2009 Novembre 12
    Giuseppe Berthoud permalink

    Caro Savino.
    ho provato a sminuzzare i passaggi più delicati del tuo intervento sul blog ed ho raccolto ancora una volta le riflessioni degli amici che, numerosi, hanno frequentato in questi ore questo spazio di aperto confronto.
    Voglio lasciarmi alle spalle ogni possibile traccia polemica. Ora, con voi, voglio solo guardare avanti e proseguire con determinazione nell’impegno della Costituente di Centro.
    La Costituente di Centro si alimenta con il confronto politico e con le proposte per l’Italia. Limitarci a parlare della Costituente non aiuta la sua crescita ed anzi si rischia di disperdere le energie in uno schema autoreferenziale.
    Sabato 14 a Brescia si terrà l’Assemblea provinciale del Centro. Intendo promuovere le ragioni del Centro lanciando una sfida a tutti gli amici, alle associazioni ed ai movimenti che interverranno all’incontro. Offrire uno spazio aperto di confronto per elaborare insieme nuove proposte per i cittadini della Lombardia, per l’Italia. Il quadro dei valori in cui ci muoviamo è ormai definito da tempo, ora dobbiamo elaborare proposte politiche responsabili, serie e perché no, inedite e coraggiose per:
    La crisi economica e sociale, i disagi delle persone, l’istruzione, le liberalizzazioni, la giustizia, un nuovo sistema di sostegno sociale, le pari opportunità, le distorsioni del mercato, la famiglia, un nuovo sistema di sviluppo produttivo, i mezzi di comunicazione, le nuove povertà, la salute dei cittadini, lo sviluppo sostenibile, il valore del tempo…
    E per dare forza alle nostre proposte, dobbiamo definire un percorso ed una linea politica all’interno dell’Unione di Centro e su questa cercare il consenso interno ed esterno-
    Abbiamo di fronte una prateria, rompiamo i vecchi schemi, elaboriamo idee e progetti e facciamolo sapere alle persone. Il resto: gli equilibri, le resistenze, gli ostacoli, diventeranno secondari.
    Troviamoci, parliamone.
    Con rinnovata fiducia,
    Giuseppe Berthoud

  16. 2009 Novembre 12
    Rinaldo permalink

    Caro Savino mi sono subito allineato, alla sua costituzione, con la Rosa Bianca e devo dire che pur mantenendo la stima per te, ho visto con favore la scelta di Tabacci, forse come dici ne doveva discutere, però parliamoci chiaro era ora di rompere il ghiaccio.
    Il tatticismo e gli ammiccamenti di Casini sanno di vecchia politica, la politica (parlo di quella sana) non può assistere passivamente allo sfacelo del paese e delle sue istituzioni, basta!!!
    Ci vuole la voglia di metterci la faccia e tentare di dare dignità alla politica, meglio tentare che non fare nulla.
    Nel paese c’è grande voglia di pulizia, ma ci vogliono interpreti con voglia ed entusiasmo, un entusiasmo che contamini quanti sono alla ricerca del volto nuovo delal politica.
    Mi auguro che anche tu ti schiererai con noi, premesso che non faccio attività politica, ma non ne posso più di questo andazzo e vedo sempre con piacere chi cerca di cambiare le cose.

  17. 2009 Novembre 13
    roberto cambiaggio permalink

    Caro Savino, io sono intervenuto solo un paio di volte sul tuo blog, più per ragioni di mancanza di tempo che altro ho preferito frequentare con assiduità solo il blog di Tabacci, un po’ più agevole per i “pigri”. Vedendo tanti osanna per un manifesto che francamente mi sembra un po’ banale, mi sento in dovere di garantirti che cercherò di esser più presente qui. Saluti agli amici Sbardella e Berthoud (sono il milanese che ti era seduto a fianco alla cena a Sarteano)e buon lavoro a tutti.

  18. 2009 Novembre 13
    Angelo Fragnelli permalink

    Caro Savino,
    ci siamo incontrati a Lecce, poi a Taranto, poi a Bari. Ho contribuito alla nascita della Rosa per l’Italia, come in passato avevo contribuito alla nascita di Alleanza Popolare. Stessi obiettivi, tempi diveri. Assolutamente immaturi quelli in cui ci si mosse con Martinazzoli, di cui ho grande stima, parzialmente maturi quelli in cui è nata la Rosa per l’Italia. Mi sono spinto nel mio paese anche ad accelerare la fusione con la vecchia UDC.
    Ma il mio intento è sempre stato uno solo, quello di cui parla Mino Martinazzoli nell’epilogo del suo libro apena pubblicato, che invito tutti a leggere: “… ma continuo ad essere convinto che, anche se io non lo vedrò, tornerà un tempo meno inclemente per questo seme della nostra storia, che non può essere diventato infecondo”.
    Bisogna essere obiettivi e realisti. Rosa per l’Italia ha quasi subito abbandonato anche il sito ufficiale… sono stati da voi preferiti blog personali in cui interloquire con i supporters. Ma qui non si tratta di capire chi ha più ragione o chi interpreta meglio il ruolo. Capisco la sua amarezza, ma per assurdo penso che, per il bene del progetto Costituente, la mossa tattica di Tabacci e la permanenza di Pezzotta alla guida della Costituente, se Lei non avesse scritto questo post, le avrei pensate “concordate”! Per assurdo mi sarebbe piaciuto svegliarmi dal torpore e pensare che ci fosse una “geniale regia” dietro tutto questo. Invece quello che mi delude è proprio il fatto di scoprire che la cosa non fosse stata condivisa. Caro Savino, Lei sa bene che la Rosa per l’Italia ha svolto la sua azione dirompente e lo ha anche scritto in questo blog; ma sa anche bene che l’UDC è rimasta UDC (anche se ha cambiato pelle), che i tempi si sono mostruosamente allungati, che la fusione delle due realtà sul territorio è molto difficile, a partire da Taranto, ecc…
    Vi prego di mettere da parte, una volta per tutte, i personalismi e di lavorare insieme per l’unico progetto che sta veramente a cuore a noi tutti, quello di un Centro che sappia recuperare la nostra storia ed andare oltre.
    Credo molto umilmente che ora i tempi siano veramente maturi. Credo che il progetto di Rutelli e Dellai rischi di diventare dirompente proprio grazie alla presenza di Tabacci. Credo che l’obiettivo futuro non cambi e… a dire il vero, penso che lo sappiano anche dalle parti dell’UDC, sul cui sito non mi pare di aver letto critiche severe nei confronti di quanto sta accadendo.
    Con affetto
    Angelo Fragnelli

  19. 2009 Novembre 13
    paolo prioretti permalink

    Credo che una cosa accomuni chi come l’on. Pezzotta esprime stupore per la scelta dell’on.Tabacci e coloro che plaudono all’accellerazione (vorrei per ora chiamarla così) dello stesso Tabacci. Forse uno ed uno solo è l’obiettivo. Quello di realizzare un forte ed organizzato partito di Centro. Ma non del solo 6 o 7%.
    Diversa la tattica che, nel caso dell’on.Tabacci apparentemente più decisionista, sembra proporre attraverso la sua persona (politica) un aggancio a chi vuole contribuire all’obiettivo (sempre lo stesso) ma non può farlo per come l’UDC ancora pensa e si muove. Ci ricordiamo delle difficoltà a far convergere alcune aree della ex-margherita verso l’unione di centro?
    Bene se così fosse vuol dire che è l’obiettivo il bene da perseguire e si può legittimamente lasciare liberi chiunque segua una tattica piuttosto che un’altra.
    Sempre che di tattiche si parli!!
    Resta da precisare la chiarezza nel movimento della RB. Ha terminato il suo compito? oppure deve proseguirlo in qualche modo? Solo un ufficio politico può dirimere questo quesito e dovrebbe farlo con i tempi che oggettivamente si presentano a richiederlo.

  20. 2009 Novembre 13
    Adriana Vanon permalink

    No, mi spiace non posso concordare con quanto leggo. Mi sono riletta tutti i passaggi che hanno portato all’uscita di Tabacci che non collimano con quanto su esposto. Ma non è questo il punto, il fatto che trovo grave è il non aver convocato con urgenza l’Uffficio politico della Rosa Bianca già nel momento in cui si è affacciato Rutelli. Mi sembra strano che il Presidente del nostro Movimento non ne abbia sentito il bisogno e la considero una leggerezza grave, peraltro già col peso di non aver saputo in origine far partire il processo di collaborazione con l’UDC in un modo più dignitoso. A questo si somma una lentezza esasperante che non ha portato nemmeno ad essere considerati come forza di un progetto comune ma solo manovalanza per allargare l’UDC ( perchè tale è l’ Unione di Centro al momento attuale, nonostante i proclami di Casini) Le polemiche servono a poco, serve trovare il modo di lavorare assieme per il Centro.Questo è l’obbiettivo da cui non ci si deve distogliere. MAI

  21. 2009 Novembre 13
    giuseppe cerasaro permalink

    Ai commenti degli amici, non posso che aggiungere sinteticamente le mie considerazioni.

    Nel metodo condivido totalmente la posizione di Savino.

    Nel merito devo rilevare che non poche sono state le difficoltà all’interno dell’Udc.

    Io personalmente, ma è l’esperienza un pò di tutti, sono stato trattato come un soggetto pericoloso, tenuto un pò come un cane sulla porta di casa.

    Non dico da chi per amor di patria.

    Non hanno aiutato, in questo senso, le esasperanti lentezze nel trasmettere un pò di legittimazione a chi da tempo, senza particolari ambizioni personali, era presente sul territorio.

    Essendo laziale, temo che si profili un’alleanza con la Destra, inclusiva anche di Storace.

    Le recenti vicissitudini della zona pontina sconsiglierebbero il dialogo anche con l’ex Forza Italia.

    Sono nodi che verranno al pettine nel Lazio ma, con modalità diverse, anche in altre Regioni.

    Mi chiedo se non sia meglio mettere l’Udc di fronte alle sue responsabiltà e indurla ad interrogarsi delle sue ragioni per la costruzione di un Nuovo Centro.

    Ed essere finalmente coerente.

  22. 2009 Novembre 13
    giuseppe cerasaro permalink

    P.S.

    No vorrei che l’Udc pensasse di poter esibire la “faccia pulita” di Savino nelle occasioni ufficiali, quando gli fa comodo, e nello stesso tempo poter seguitare a sviluppare sottogoverno e clientelismo in periferia.

  23. 2009 Novembre 13
    Breggio permalink

    Gent.mo On. Pezzotta, credo che occorra andare aldilà delle incomprensioni tra Lei e l’on. Tabacci. Sicuramente mi sarei aspettato una maggiore collegialità fra voi, ma ad ogni modo ritengo che sia da sfruttare l’occasione offerta da Rutelli per portare a casa un allargamento dell’Unione di Centro non nel senso di una annessione di AlleanzaXl’Italia ma almeno perchè Rosa bianca costituisca il catalizzatore di un’alleanza di Centro a scapito di PD e PdL dove altrimenti Casini e Rutelli rischierebbero di gravitare.
    Non fermiamoci ai formalismi, ma credo che abbiamo temporeggiato abbastanza, e le elezioni Reginali sono alla porta. Credo sarebbe necessaria una presa di posizione collegiale di Rosa Bianca per chiarire che all’interno di Unione di Centro siamo per l’alleanza con Rutelli…

    PS
    Ha per caso sentito Magdi Allam? anche u suo pronunciamento con il suo partito farebbe bene a chiarire le posizioni

    grazie

  24. 2009 Novembre 13

    Ad integrazione di quanto scritto in questo blog il 12 novembre scorso trascrivo una delle due mozioni presentate agli Stati generali di Chianciano il 12 settembre scorso:
    “I sottoscritti partecipanti agli Stati Generali del Centro, riuniti a Chianciano (11-13 settembre 2009) propongono che il nuovo soggetto politico di Centro sia una federazione di più partiti e movimenti denominata POLO DELLA SOLIDARIETÀ e propongono per lo statuto del nuovo soggetto il seguente articolo:
    DENOMINAZIONE E SCOPO
    È costituita da (omissis) una federazione denominata POLO DELLA SOLIDARIETÀ con lo scopo di contribuire alla realizzazione del Bene comune, il cui presupposto “sine qua non” è la promozione e il rispetto dei Diritti umani, primi fra tutti
     il diritto alla vita sin dal suo concepimento, proprio di ogni essere umano per diritto naturale. L’apertura alla vita è, infatti, al centro del vero sviluppo. Quando una società s’avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo.
     il diritto di ogni persona umana al riconoscimento e alla tutela della propria dignità. Le scelte economiche non devono far aumentare in modo eccessivo e moralmente inaccettabile le differenze di ricchezza. Per questo occorre perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti”.
    La mozione, sottoscritta anche dal consigliere regionale lombardo Battista Bonfanti, – come annunciato pubblicamente da Rocco Buttiglione al termine degli Stati generali – sarebbe stata trasmessa alla commissione incaricata di elaborare lo statuto del nuovo soggetto. Da allora silenzio, a questo proposito. Oggi ribadisco il mio convincimento: per superare le difficoltà che si frappongono alla formazione del nuovo soggetto politico, occorre impegnarsi per la formazione di una federazione di partiti, non di un’unico partito del Centro. Così come non è pensabile che l’Alleanza Rutelli-Tabacci confluisca nell’Udc, non è pensabile che l’Udc di Pierferdinando Casini confluisca nell’Alleanza per l’Italia. A Savino Pezzotta, presidente della Costituente di centro, chiedo che fine ha fatto la mozione che ho trascritto: in un cassetto in attesa di essere esaminata o in un cestino? Cordiali saluti a Savino e a tutti i lettori di questo blog.
    Piero Pirovano, presidente di SOLIDARIETA (3355420656)

  25. 2009 Novembre 13

    Cari amici del Blog,
    premesso che l’ultimo vero Ufficio Politico della Rosa Bianca è stato convocato il 13 maggio 2009(il 27 luglio abbiamo partecipato –da spettatori- all’Assemblea Nazionale della Costituente/Unione di centro, ma non abbiamo fatto un ufficio politico della RB), e che da allora nessuno ha piu’ sentito l’esigenza di convocarlo (eppure di motivi per convocarlo ce ne sono stati) salvo adesso a “rotture” ormai avvenute, o una settimana fa, a “rotture” annunciate, ritengo come dice bene l’on. Tabacci sia opportuno parlare di politica, evitando le questioni personali.
    Credo di poter dire che tutti noi (Tabacciani , Pezzottiani, o neutrali, blogger e non) abbiamo fatto del nostro meglio, magari anche sbagliando, per il progetto “ROSA BIANCA”, mettendo in questa avventura, passione , entusiasmo, tempo e denaro. Credo che oggi abbiamo ancora la voglia di combattere per dare all’Italia una speranza di riscatto e sono certo che nessuno di noi si vuole ritirare dalla “lotta”.
    Allora ,oltre a richiedere anch’io con urgenza la convocazione dell’Ufficio Politico (incontrerò l’on.Pezzotta lunedì sera a Feltre e glielo chiederò personalmente) lancio da questo spazio la proposta che farò all’Ufficio Politico medesimo, ed attendo di conoscere Le vostre impressioni sulla medesima.
    Mi / Vi domando :perché avendo grosso modo tutti le stesse idee e gli stessi obbiettivi , perché essendo maggiori le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono, dobbiamo stare in due case diverse, e magari guardarci “in cagnesco” dopo aver trascorso quasi due anni insieme???
    Le scelte che ognuno di noi farà (fermarsi nella Costituente/Unione di Centro, o passare ad Alleanza per l’Italia) possono , secondo me, essere conciliabili e non escludenti.
    C’è chi come me ha scelto o sceglierà di rimanere a lottare con gli amici dell’UdC allo scopo di cambiare la classe dirigente di questo partito dall’interno dello stesso e partendo dal basso e chi invece , andando in Alleanza per l’Italia cercherà di cambiare l’UdC dall’esterno, “costringendola” a cambiare . (Perché credo sia inconfutabile che senza l’UdC , un grande centro non si crea, almeno nelle condizioni attuali)
    Allora io propongo a noi della Rosa Bianca un ruolo fondamentale in questo passaggio politico : propongo cioè di impegnarci a fare da “trait d’union” , a fare opera di collegamento tra i due schieramenti centristi con lo scopo finale di riunirli almeno per le prossime elezioni politiche, alle quali o si va con un grande partito di Centro saremo costretti alla resa.
    Abbiamo davanti a noi tre anni di tempo e se riusciremo in questa operazione che richiede umiltà, pazienza e diplomazia, se riusciremo cioè a fare da collante tra le diverse posizioni credo avremo dato un senso anche ai due anni sin qui trascorsi insieme.
    Con amicizia
    Federico Perin

  26. 2009 Novembre 13
    Michele Russo permalink

    Ho letto le dichiarazioni dell’on. Tabacci e dell’on. Pezzotta, così come pure alcuni commenti lasciati dagli amici che hanno inteso esprimersi al riguardo.
    Reputo sia oltremodo errato tacciare come opportunistiche le scelte maturate dall’On. Tabacci.
    Peraltro, mi sembra di leggere tra le righe delle loro dichiarazioni la permanenza di un comune sentire e un comune volere, di una comune speranza.
    Nessuno dei due andrà ad Arcore o a Legnano. Benissimo. Ma non basta dirlo e non andarci. Sono convinto anche io come sostiene l’on. Pezzotta che “i processi politici sono complessi e vanno sempre verificati sul campo. E’ in base a quanto accade che si decide e non in base a cosa si presume possa accadere” e che “in politica nulla è mai facile, concluso e lineare”. Condivido ancor di più l’affermazione, secondo la quale, “Ci sono tanti problemi ancora da risolvere e servirebbe uno slancio e una visibilità maggiore all’idea di Costituente. In questa prospettiva la Rosa ha e sarebbe utile esercitasse un suo ruolo più forte e visibile”.
    Così come condivido totalmente le posizioni espresse dall’On. Tabacci, la considerazione che “la pronta accelerazione impressa da Rutelli avrebbe comunque richiesto un dibattito interno ed una risposta”, che “La Rosa Bianca non è mai stata né può essere né mia, né di Pezzotta, né di nessun altro”, e la sua convinzione, che faccio mia, che “’Non e’ il momento di tatticismi. Bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo”.
    Ho partecipato come tanti amici alla celebrazione della fondazione della Rosa Bianca a Montecatini: si respirava aria nuova e salutare. Sembrava davvero che stessimo per dare vita ad un Movimento, ad un Partito, in cui i protagonismi e le autocelebrazioni autoreferenziali dei leader lasciasse o restituisse centralità al libero dibattito politico interno, alla compiuta partecipazione e al vero coinvolgimento di noi aderenti alla definizione delle scelte di fondo della Rosa Bianca. Vedete, cari amici, carissimi On. Tabacci e Pezzotta, voi, ne sono sicuro, dopo questo momento di “divergenza” vi ritroverete. Ma, poiché siete persone intelligenti, non dovete dimenticare che avete avuto e goduto della fiducia nostra, avete assunto l’onore e l’onere di testimoniare in seno al Parlamento le nostre speranze, i nostri sogni, le nostre aspirazioni. Non deludeteci anche voi. Non è un grido di disperazione, ma un monito e un auspicio. Voi vi ritroverete … ma fate in modo che con voi, anche nelle scelte per ora diverse, possiamo ancora trovarci anche noi, “persone per fortuna ancora libere come le idee”. (Voglio sperarci e crederci e rinnovo la mia disponibilità ad una fattiva collaborazione, ma non solo per riempire le sale dei vostri incontri ed applaudire ai vostri interventi, seppur sempre lucidi e opportuni). Questo sarà il vostro vero banco di prova, perché il “nostro” progetto, proprio perché ambizioso e coraggioso, oltrechè vitale e necessario per il nostro Paese, richiede per la sua realizzazione che vi sia vera coesione, condivisione, dibattito, e collegialità nelle decisioni. “Le idee non si recingono” ma si testimoniano, si declinano e si concretizzano con coerenza. Non fate gli errori di chi, anche tra coloro che ci sono più vicini, lamentano carenza di spirito democratico nelle altre forze politiche, ma poi, stranamente (o forse no!) si comportano allo stesso modo, negando alla radice la reale possibilità di partecipare compiutamente alla vita democratica del proprio partito o movimento.

  27. 2009 Novembre 13
    Nicola permalink

    Come molti in questo blog anche io sono rimasto spiazzato dalla scelta dell’On. Tabacci, per certi versi anche un pò infastidito. Già perchè non so spiegarmi il significato autentico di questo cambio di “maglia”. Non parlo a proposito di cambio di “squadra” perchè tendo a pensare che alla fine Alleanza per L’Italia e UDC si ritroveranno non solo a giocare nello stesso campo ma anche (per restare in metafora calcistica) nella stessa metà campo. Allora anche a me viene di pensare che la molla della scelta dell’On. Tabacci stia tutta nel desiderio di una maggiore visibilità e peso che potrebbe avere nel novo soggetto politico di Rutelli: Indossare insomma la maglia di titolare e non della riserva. Eppure io credo che se il nuovo e ambizioso partito di centro si farà lo si dovrà soprattutto a coloro che come Savino lavorano dietro le quinte, parlano alle coscienze, gettano semi di una speranza nuova nella politica. E’ attraverso questa tessitura di rapporti che si potranno ricondurre i cittadini e gli elettori a quella politica moderata e riflessiva che serve oggi all’Italia. In bocca al lupo!

  28. 2009 Novembre 13
    domenico permalink

    Verso la Costituente di Centro
    2009 NOVEMBRE 3

    …. andare in montagna è faticoso, che si sale a fatica e che molte volte, per riprendere slancio occorre anche essere capaci di arretrare un pochino. L’importante è non perdere di vista la meta. Con l’iniziativa…..

    abbiamo letto attentamente l’articolo su Liberal
    abbiamo letto il blog, del 3-nov-2009
    abbiamo seguito l’incontro che il presidente del consiglio ha avuto con i vertici dell’UdC-Casini
    abbiamo sentito quanto detto in conferenza stampa
    abbiamo sentito la notificata CONSAPEVOLEZZA che la gravità del momento impone di andare da soli alle prossime elezioni regionali, rivendicando l’orgoglio centrista
    non abbiamo potuto leggere o sentire (ma riteniamo fosse sottointeso) se i movimenti od altro che
    dovrebbero dar vita al grande centro, abbiano condiviso o meno tale linea, esplicitata in appena
    cinque minuti di incontro (sentito bene 5 minuti per dire al Cavaliere che l’UdC-Casini va
    da sola) poi si è parlato della salute, della famiglia, della sicurezza della scuola del….bla bla bla
    e tante altre cose
    abbiamo letto le riflessioni sull’azione di Rutelli
    abbiamo ascoltato al tg1 delle 9,30 dell’11-nov-2009 le dichiarazioni del “leader” dell’UdC-Casini
    con la quale candidamente (si badi sul tg1 con collegamento con radio 1) vengono spiegate le
    ragioni della linea rigorista, con la consapevolezza di non poter andare con il PdL per la
    presenza della Lega, e di non poter stringere alleanze con il PD per la presenza Di Pietro con
    l’Italia dei Valori (ci sfugge, perché non lo abbiamo ancora letto di questa alleanza – ma non
    importa)
    abbiamo letto il blog di Tabacci del 13-novembre-2009 dal titolo “L’Ufficio Politico negato e una Rosa che non si recinge”

    Ci chiediamo in molti come deve essere oneroso per un “montanaro” portare in groppa tale fardello e come deve essere terribile ritornare tra gli affetti tra gli amici e dire che per “non perdere di vista la meta” questo è il percorso da seguire, perchè questa è ….

    Gli amici della Rosa Bianca – Ragusa

  29. 2009 Novembre 14
    mariano foresti permalink

    Io, da osservatore esterno e non a conoscenza dei ragionamenti che si fanno oggi nell’UDC, trovo naturale e conseguente, rispetto all’esperienza mai compiuta della della Rosa Bianca, che dell’On. Tabacci scelga di aderire alla proposta dell’On Rutelli. Non so se sarà una scelta vincente o l’ennesima tentativo di costituire un altro partitino di centro. La nascita di questo nuovo soggetto politico spero porti in sè la potenzialità di offrire posizioni e punti di vista meglio definiti e senza sorprese anche per i “cattolici democratici”.

  30. 2009 Novembre 14
    roberto cambiaggio permalink

    In questi giorni sto frequentando entrambi i BLOG di Pezzotta e di Tabacci, e, dopo un iniziale sconcerto di molti, euforia di alcuni, schierarsi di altri, pur continuando a non mancare questi atteggiamenti, mi pare che ora prevalga una posizione (è possibile che io mi stia autoingannando, poiché era ciò che auspicavo), cioè la volontà di non dividersi nonostante le diversità acclarate. Anzi, mi pare che in molti vada crescendo l’idea che noi si possa essere i “pontieri” tra ApI e UdC, agendo contemporaneamente dall’interno e dall’esterno di ciascuna delle due forze.
    Nel frattempo incomincio a tranquillizzarmi perché non vedo ancora “volare coltelli”, mi sembra che per la prima volta stia avvenendo una separazione senza che i fratelli di ieri vengano percepiti come gli acerrimi nemici di oggi. Può essere perché in realtà questa separazione non è reale, cioè è la ratifica di una diversità di sentire sulla strada da percorrere, ma in realtà non ci si è divisi, e quindi si resta uniti nelle diversità, uniti perché gli obiettivi di fondo restano i medesimi, e l’aver intravisto per primi il percorso ci permette di poter far da collante per chi questo percorso l’ha scoperto recentemente o non l’ha ancora scoperto. Oppure può essere che per la prima volta nella storia d’Italia recente, dei “moderati” siano capaci di “temperanza”, di applicare tra loro, tra noi, quella politica “mite” che Savino ci ha indicato più volte, anche il 3 aprile se ben ricordo. Se così fosse, quale che sia l’ipotesi vera, sarebbe cosa positiva, e bene augurante non solo per la nostra storia a venire, ma per l’Italia intera. Se poi fosse una posizione ibrida fra le due, probabilmente sarebbe ancora meglio, fosse anche diversa la proporzione in ognuno di noi. Anche Casini e Rutelli, con le loro reciproche dichiarazioni di stima e con l’augurarsi un destino comune, ci aiutano.
    Quindi chiederei agli amici Bruno e Savino di tener conto di questo: se anche possiamo schierarci per l’uno o per l’altro, per questioni di forma o contenuto, nei nostri cuori , probabilmente non ci siamo divisi.
    L’Italia è il paese delle diversità, nessun paese ha, come il nostro, tanti tipi di pane, di formaggio, tanti vini e vitigni, anche la flora è quella in Europa con la maggiore ricchezza di specie se paragonata alla nostra limitata superficie, pochi paesi come il nostro hanno montagne di più di mille metri in prossimità del mare (quasi ogni regione ce le ha): siamo il paese delle diversità e questo ci fa più ricchi; in passato ha voluto dire spesso divisione, ma non credo sia il nostro destino(anche se la Lega lo pensa) penso che forse sia un’occasione da cogliere: riprendendo l’immagine che gli amici del Blog di Tabacci già conoscono, presa da von Balthasar, abbiamo l’occasione di essere come gli strumenti di un orchestra sinfonica, diversi, con suoni e partiture diverse, ma partecipi a una sola opera, una sinfonia dove l’armonia nasce dalle diversità, non dal suono unico di strumenti tutti uguali.

  31. 2009 Novembre 14
    paolo prioretti permalink

    Leggo i vari commenti al post di Tabacci nel suo blog e sento il bisogno di precisare.
    Sappiamo quale è la posta in gioco: un serio, vitale, grande partito di centro che nasca dalle energie diffuse nel paese che confrontandosi con l’attuale offerta politica (si dice cosi oggi vero) non trova corrispondenza con la propria aspirazione ideale, innovativa e solidale di intervento nella realtà. Bene.
    Perchè nulla vada perduto di ciò che si è fatto finora, occorre comprendere cosa accade nel territorio. Non tutto il territorio è uguale. Ad esempio la collaborazione tra RB ed UDC (spero di non ripetere cose già dette) è diversa tra una provincia e quella limitrofa indipendentemente dalla consistenza o prestigio degli amici della RB. In alcune province alcuni amici della RB già collaborano (magari con fatica) con i vertici della UDC, in altre si ricordano di noi per votare quelli già scelti nelle liste.
    Quindi se, azzardo, occorreva uno strappo, Tabacci lo ha dato.
    Spero, non per me personalmente, ma per il futuro della politica in Italia, che venga un momento unitario dei vari Buttiglione, Casini, Pezzotta, Adornato, Rutelli, Tabacci et altri in cui venga battezzata e consolidata l’idea di fondo e di partenza della RB.

  32. 2009 Novembre 14
    Paolo Bernardelli permalink

    Come aderenti al circolo “Diritti e doveri” di Monza esprimiamo la
    nostra vicinanza a Savino Pezzotta e ribadiamo quanto da lui affermato nell’ultimo post. Vogliamo inoltre sottolineare il passaggio

    */Ci sono tanti problemi ancora da risolvere e servirebbe uno slancio e
    una visibilità maggiore all’idea di Costituente. In questa prospettiva la Rosa ha e
    sarebbe utile esercitasse un suo ruolo più forte e visibile./*

    Che per noi significa portare argomenti e programmi ( contenuti per le
    prossime regionali ) e per la Costituente di centro.
    Inoltre auspichiamo un non reverenziale e concorrenziale dinamismo sul
    territorio nei confronti degli amici dell’UDC e delle sue strutture
    presenti su territorio.

    Paolo Bernardelli
    Giancarlo Tognolli
    Gianpietro Nardi

  33. 2009 Novembre 15
    Francesco permalink

    Gent.Onorevole,
    sono veramente preoccupato per il futuro dell’Italia. Forse anche la stessa UDC è destinata a naufragare come altre mille iniziative partitiche sorte negli anni precedenti.
    La scelta dell’On. Tabacci io non l’ho capita.
    Si parla di tattiche e di strategie…
    Io sono andato a sentire a Ravenna l’On. Tabacci: mi ha lasciato senza parole, quando nel contesto della commemorazione di Benigno Zaccagnini ha voluto metterci a tutti i costi un attacco a Berlusconi…
    Sinceramente io non mi riconosco in questi atteggiamenti. Dove è finita la nostra moderazione? Abbiamo bisogno di questi atteggiamenti per strappare applausi dalla sinistra?
    Dov’è il nostro progetto ?
    Come farà adesso l’On. Tabacci a stare in parlamento visto che non siederà più al centro della sala?

  34. 2009 Novembre 15
    Giuseppe Berthoud permalink

    Ieri a Brescia si è svolta l’Assemblea Provinciale del Centro.
    Un importante appuntamento per l’Unione di Centro ed un’occasione unica per ascoltare gli interventi delle oltre venti associazioni e movimenti che hanno caratterizzato l’assemblea programmatica. Da MCL a Rinnnovamento nello Spirito, dal Forum delle Famiglie ai Medici Cattolici, dal Presidente della Camera di commercio alla Coldiretti, alla Confartigianato ed altri movimenti da sempre attenti alle vicende del Centro politico.
    La stampa ha dato ampio risalto all’iniziativa e gli amici in sala (affollata da oltre 300 persone) hanno manifestato la loro soddisfazione.
    Segnalo i seguenti progressi:
    - dal tavolo dei relatori (Quadrini – Consigliere Regionale, Scotti – Assessore Regionale, Baruffi – Segretario Regionale UDC ed il sottoscritto) è uscito un impegno a formare al più presto un Comitato provinciale per la costituente e l’invito a costituire, dove possibile, i Comitati comunali;
    - abbiamo condiviso l’idea (evviva !) che il nuovo soggetto politico passa da una seria e sincera apertura al nuovo, alle persone e alla società. Abbiamo iniziato ascoltando associazioni e movimenti. La concretezza della crisi economica ha segnato tutti gli interventi.
    Insomma è stata un’Assemblea partecipata, piuttosto inedita ed inusuale e la novità è stata molto apprezzata.
    Per il prossimo futuro mi aspetto un confronto schietto sui programmi e sul quadro delle alleanze in vista delle prossime regionali in Lombardia.
    Giuseppe Berthoud

  35. 2009 Novembre 17
    Pier Paolo Pedriali permalink

    Premesso che non si tratta di una provocazione, da persona che a suo tempo aderì alla “Rosa Bianca o per l’Italia”, vorrei conoscere quale sarà il futuro di questo movimento politico, del quale Savino Pezzotta e Bruno Tabacci continuano ad essere, rispettivamente, il Presidente ed il Segretario. Credo che una parola chiara sarebbe dovuta alle molte persone che hanno creduto in questa iniziativa politica e si sono spese per il suo successo, non per la sua tacita archiviazione.

  36. 2009 Novembre 17
    roberto cambiaggio permalink

    Volevo riportare quanto da me scritto il 12-11 sul BLOG di Bruno Tabacci, dopo vari interventi da parte mia in cui sottolineavo la vaghezza e le “assenze” presenti nel Manifesto, per ora unico “programma”, che è all’origine di ALLEANZA PER L’ITALIA.

    “Ed è proprio qui che si trova la chiave della nostra liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e accessibile: IL RIFIUTO DI PAR-TECIPARE PERSONALMENTE ALLA MENZOGNA. Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dapper-tutto, su un punto siamo inflessibili: che non domini PER OPERA MIA!
    È questa la breccia nel presunto cerchio della no-stra inazione: la breccia più facile da realizzare per noi, la più distruttiva per la menzogna. Poiché se gli uomini ripudiano la menzogna, essa cessa semplice-mente di esistere. Come un contagio, può esistere solo tra gli uomini.
    Non siamo chiamati a scendere in piazza, non siamo maturi per proclamare a gran voce la verità, per gridare ciò che pensiamo. Non è cosa per noi, ci fa paura. Ma rifiutiamoci almeno di dire ciò che non pensiamo.
    È questa la nostra via, la più facile e accessibile, data la nostra radicata e organica codardia, una via molto più facile che non (fa spavento il nominarla) la disubbi-dienza civile alla Gandhi.
    La nostra via è: NON SOSTENERE IN NESSUN CASO CONSAPEVOLMENTE LA MENZOGNA. Avvertito il limite oltre il quale comincia la menzogna (ciascuno lo discerne a modo suo), ritrarsi da questa cancrenosa frontiera! Non
    -
    rinforzare i morti ossicini e le squame dell’Ideologia, non rappezzare i putridi cenci: e saremo stupiti nel vedere con quale rapidità la menzogna crollerà impotente e ciò che dev’essere nudo, nudo apparirà al mondo.

    Ognuno di noi dunque, superando la pusillanimità, faccia la propria scelta: o rimanere servo cosciente della menzogna (certo non per inclinazione, ma per sfamare la famiglia, per educare i figli nello spirito della men-zogna!), o convincersi che è venuto il momento di scuo-tersi, di diventare una persona onesta, degna del rispetto tanto dei figli quanto dei contemporanei. E da quel mo-mento tale persona:

    - non scriverà più né firmerà o pubblicherà in alcun modo una sola frase che a suo parere svisi la verità;

    - non pronunzierà frasi del genere né in privato né in pubblico, né di propria iniziativa né su ispirazione altrui, né in qualità di propagandista né come inse-gnante o educatore o in una parte teatrale;

    - per mezzo della pittura, della scultura, della foto-grafia, della tecnica, della musica, non raffigurerà, non accompagnerà, non diffonderà la più piccola idea falsa, la minima deformazione della verità di cui si renda conto;

    - non farà né a voce né per iscritto alcuna citazione « direttiva» per compiacere, per cautelarsi, per otte-nere successo nel lavoro, se non è pienamente d’ac-cordo col pensiero citato o se questo non è esatta-mente calzante col suo discorso;

    - non si lascerà costringere a partecipare a una mani-festazione o a un comizio contro il proprio desiderio o la propria volontà. Non prenderà in mano, non alzerà un cartello se non è completamente d’accordo con lo slogan che vi è scritto;

    - non alzerà la mano a favore di una mozione che non condivida sinceramente; non voterà né pubblica-mente né in segreto per una persona che giudichi indegna o dubbia;

    - non si lascerà trascinare a una riunione dove sia pre-vedibile che un problema venga discusso in termini obbligati o deformati;

    - abbandonerà immediatamente qualunque seduta, riu-nione, lezione, spettacolo, proiezione cinematografica, non appena oda una menzogna profferita da un ora-tore, un’assurdità ideologica o frasi di sfacciata propaganda;

    - non sottoscriverà né comprerà in edicola un gior-nale o una rivista che dia informazioni deformate o che taccia su fatti essenziali.

    Non abbiamo enumerato, s’intende, tutti i casi in cui è possibile e necessario rifiutare la menzogna. Ma chi si metterà sulla strada della purificazione non stenterà a individuarne altri, con una lucidità tutta nuova.”

    Tratto da “VIVERE SENZA MENZOGNA” . scritto da Aleksandr Solzenicyn il 12 febbraio 1974, giorno del suo arresto, precedente alla sua espulsione dall’URSS

    Per questo io non posso aderire all’ALLEANZA PER L’ITALIA fino a quando non sarò convinto.

  37. 2009 Novembre 17
    Pier Paolo Pedriali permalink

    A Roberto Cambiaggio vorrei dire che apprezzo il testo da lui pubblicato e che fa benissimo a non sottoscrivere nulla, di cui non sia convinto fino in fondo. A me piacerebbe che una operazione veritativa venisse fatta anche sulla vicenda della “Rosa Bianca”, perchè mi sembra che manchi il coraggio di affrontarla nei termini e con l’onestà intellettuale, con cui essa meriterebbe di essere ricostruita e giudicata. Questo tributo di verità dovrebbe servire anche da modesto risarcimento per tutti coloro che hanno speso tempo ed energie per un progetto che aveva delle potenzialità e che è stato gestito in modo molto discutibile fino al suo sostanziale esaurimento, con separazione poco consensuale tra Presidente e Segretario.

  38. 2009 Novembre 20

    io credo che si debba chiedere a tutti coloro che vogliono occuparsi della ricostituzione di un’area d centro e del connesso ruolo dei cattolici per un rinnovato impegno in direziobe della formulazione di una politica di soidarietà e di consokidmento delle strutture democratiche del Paese di fare qualche approfondita riflessione sul blocco sociale che dovrebbe sorreggere una prospettiva poliica di tale genere senza limitarsi a definire un ruolo minoritario del moimento cattolico fatto sopavvivere da un legge proporziobaleà. E in questo ruolo quale possa essere una proposta di solidarietà pe escire dalla crisi della economia globalizzata.

Trackback e Pingback

  1. Giovanni Nocera » La Costituente è aperta, il cammino prosegue anche senza Tabacci

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