Intervista a Savino Pezzotta.
Da “Il Giornale Milano“, 26 Gennaio 2012
Onorevole Savino Pezzotta, la Lega minaccia di far cadere Formigoni e si torna a parlare di una «maggioranza Monti» (Pdl, Pd e Udc) anche in Regione? Da segretario regionalecome la vede?
«Guardi, per me la politica è una cosa seria».
Ma ne ha parlato anche qualcuno dei vostri. Pierluigi Mantini ha auspicato «collaborazioni» sia al Comune che al Pirellone…
«Intanto diciamo che Pisapia regge, è in sella. In Comune semmai, visto che in giunta c’è qualcuno che dovrebbe essere parte della nostra area… ».
Dovrebbe essere o è? Parliamo di Tabacci…
«Mi correggo, è parte di quest’area. Comunque, visto che sta in giunta, anche se a titolo personale, penso che ci dovrebbe essere un rapporto di dialogo maggiore con una forza come la nostra».
Anche al vostro rappresentante in Consiglio, Manfredi Palmeri, avete chiesto un chiarimento.
«Il rapporto con il nostro consigliere comunale è lineare. Forse bisogna stringere un po’».
Passiamo alla Regione. Se ci dovesse essere una crisi di questa maggioranza?
«In Regione non c’è una crisi, c’è la Lega che abbaia ma non morde. E io me ne sto tranquillo. La Lega non si sfila. Lei ce la vede? Ci scommetto una bella cena. Sono molto attaccati alle poltrone, più di quanto non lascino vedere».
Di un governo di «larghe intese» regionale, di uno «scenario romano», parlano in tanti.
«Il governo nazionale e regionale sono diversi. Qui non ci sono i mercati finanziari, non ci sono i rapporti con gli altri governi. E poi la Lega qui conta più che a Roma. Per questo non le conviene uscire. È solo in crisi di astinenza di potere ora, le daranno un po’ di metadone, faranno qualche rimpasto e la Lega avrà qualche posto in più».
Insomma, non se parla nemmeno per ipotesi. La cosa non la convince.
«Non è che non mi convince. È che non ci sono le condizioni. Se non accadono cose strane va avanti Formigoni. Se cade, in ogni caso, si va al voto».
A proposito, in primavera c’è una sostanziosa infornata di Amministrative. Come vi regolerete nei Comuni?
«Può darsi che ci siano alleanze qua o là ma la strategia per me è quella di una corsa autonoma».
Ma lei lascerà i suoi amici delle varie realtà liberi di valutare?
«Sì, lascio la decisione alle varie realtà locali. D’altra parte hanno fatto anche in passato cose che non condividevo. Per esempio certe alleanze con la Lega».
Quelle le esclude a priori?
«Le escluderei per principio sì, non è che possiamo allearci con ci sputa in faccia tutti i giorni».
Si voterà a Monza, a Como e in altri centri importanti. Se ci fossero candidati di estrazione cattolica presentati dal Pdl sareste disposti a sostenerli?
«Lasciamo perdere i cattolici, ora tutti correranno a battezzarsi. La fede appartiene ad un’altra sfera. Noi cerchiamo persone capaci ed oneste».
Lei ha chiesto un rinnovamento anche all’interno. L’ha ottenuto?
«Abbiamo fatto i congressi. A volte non siamo riusciti a innovare, ma nella stragrande maggioranza dei casi sì. A Bergamo, Milano e Como abbiamo segretari giovanissimi».
Non la vede, in prospettiva anche di lungo perodo, una ricomposizione con le forze appartenenti al Ppe?
«No, non la vedo. Vedo un Terzo Polo autonomo che riaggrega coloro che hanno il nostro stesso modo di vedere le cose».



Rodolfo pur condividendo il tuo commento “purtroppo” non penso che l’UdC porrà come vincolo per le prossime amministrative quanto da te scritto.
Purtroppo sono quasi certo che dove la Lega sarà determinante (es: al Nord) l’UdC rincorrerà l’alleanza con la Lega….in alcune zone si sta già muovendo in tal senso….
La giustificazione è sempre la solita (scontata) meglio esserci ma….non per condizionare bensì per “partecipare”….
Rodolfo mi torna in mente le parole di un Tuo commento “in politica ci si deve sporcare le mani” che sottoscrivo in toto, il punto è che nonostante tutto spesso quello ….”sporcarsi le mani”…. diventa una giustificazione e la scappatoia per poter ….”mettere le mani in pasta” ….
giampaolo cerri
Credo anch’io che i ricatti della Lega non produrranno nulla in Lombardia. Formigoni resterà Presidente almeno se e fino a quando le indagini della Magistratura e le decisioni della politica non lo costringeranno alle dimissioni.
Di quanto dice Savino in merito alle alleanze e meno in vista delle prossime elezioni amministrative sono d’accordo sulla necessità di stabilire che nessuna alleanza è possibile con la Lega e con alleanze politiche nelle quali, sotto qualsiasi forma, sia presente la Lega. E’ vero, siamo un partito che si ispira alla Dottrina Sociale della Chiesa, ma questo non significa che dobbiamo porgere l’altra guancia a chi ci prende a sberle ogni giorno e ci sputa in faccia. A parte ciò, siamo o non siamo alternativi alla Lega? Il nostro progetto di Paese, unico ed unitario, equo e solidale nonché inclusivo non è antitetico con quello della Lega? E se lo è, nessun accordo è possibile con la Lega e questo deve essere un vincolo assoluto per l’UDC che comporta, per chi lo dovesse violare, l’impossibilità ad usare il simbolo dell’UDC.
Sono meno d’accordo sulla possibilità di lasciare alla libera determinazione delle realtà locali la decisione sulle alleanze, sempre fatto salvo il no a quelle con la Lega, in quanto ciò contraddirebbe la scelta di correre in autonomia con la propria lista UDC o al massimo con quelle del Terzo Polo.
Anche su questo punto occorre essere espliciti: si corre in autonomia con lista UDC o Terzo Polo oppure si corre con alleanze che danno vita a Liste Civiche senza simboli di partito.
Se così non fosse si presenterebbero alle elezioni le stesse alleanze, quasi tutte di centrodestra, che hanno governato le amministrazioni comunali in scadenza e non ci sarebbe alcuna novità né come conseguenza dei Congressi che abbiamo celebrato, né come segnale del cambiamento che proponiamo e che stiamo realizzando.