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	<title>Il Blog di Savino Pezzotta</title>
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		<title>Il Blog di Savino Pezzotta</title>
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		<title>LA DENUNCIA DELLA RIVISTA DEL PIME</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[
«SULLA FAME ROMA PARLA, LA BORSA DI CHICAGO AGISCE»
 «È necessario contrastare l&#8217;egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci». (Benedetto XVI, discorso alla Fao, 16 novembre 2009)
 Mentre alla Fao si facevano grandi discorsi sulla sicurezza alimentare, mentre il Papa nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1374&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div><strong>«SULLA FAME ROMA PARLA, LA BORSA DI CHICAGO AGISCE»</strong></div>
<div style="text-align:justify;"> <span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><em>«È necessario contrastare l&#8217;egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci». (Benedetto XVI, discorso alla Fao, 16 novembre 2009)</em></span></span></div>
<div style="text-align:justify;"> Mentre alla Fao si facevano grandi discorsi sulla sicurezza alimentare, mentre il Papa nel suo discorso denunciava con queste parole così chiare lo scandalo della speculazione sui prezzi dei cereali, qualcun altro agiva. <strong>Ieri, 16 novembre 2009, il contratto <em>future</em> sul prezzo del grano con scadenza marzo 2010 alla Borsa di Chicago ha guadagnato il 2,90 per cento. Chi ha acquistato questo titolo il 1° ottobre 2009, cinquanta giorni dopo ha già ottenuto un rendimento del 18 per cento.</strong> È vero che il livello di partenza &#8211; al 1° ottobre 2009 &#8211; era molto basso, ma è proprio su queste oscillazioni che gioca la speculazione. In questi ultimi giorni sono stati scambiati quotidianamente<strong> oltre 2 milioni di contratti</strong> di questo genere. Tutti di contadini e aziende alimentari che volevano garantirsi l&#8217;acquisto o la vendita di scorte di grano a prezzi ragionevoli?</div>
<div> </div>
</div>
Posted in Temi e dibattiti  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/savinopezzotta.wordpress.com/1374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/savinopezzotta.wordpress.com/1374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/savinopezzotta.wordpress.com/1374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/savinopezzotta.wordpress.com/1374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/savinopezzotta.wordpress.com/1374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/savinopezzotta.wordpress.com/1374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/savinopezzotta.wordpress.com/1374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/savinopezzotta.wordpress.com/1374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/savinopezzotta.wordpress.com/1374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/savinopezzotta.wordpress.com/1374/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1374&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Costituente è aperta, il cammino prosegue</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni ho ricevuto molte telefonate, e-mail e richieste di chiarimenti sulla scelta fatta dall&#8217;on. Tabacci. Ho tardato a rispondere perché non volevo farmi guidare dall&#8217;emotività. Devo però confessare di aver appreso la decisione dell&#8217;on. Tabacci di lasciare il gruppo parlamentare dell&#8217;Unione di Centro per passare al gruppo misto leggendo la sua intervista lunedì [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1371&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">In questi giorni ho ricevuto molte telefonate, e-mail e richieste di chiarimenti sulla scelta fatta dall&#8217;on. Tabacci. Ho tardato a rispondere perché non volevo farmi guidare dall&#8217;emotività. Devo però confessare di aver appreso la decisione dell&#8217;on. Tabacci di lasciare il gruppo parlamentare dell&#8217;Unione di Centro per passare al gruppo misto leggendo la sua intervista lunedì mattina.<span id="more-1371"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non nascondo di esserne stato turbato e stupito: senza parole. Poiché ci eravamo inoltrati insieme nell&#8217;avventura della Rosa per l&#8217;Italia, avrei preferito conoscere direttamente le sue scelte e non attraverso un’intervista.</p>
<p style="text-align:justify;">Giovedì 5 novembre ci siamo incontrati, presente l&#8217;on. Folloni, e abbiamo discusso delle scelte di Rutelli e della situazione, come pure gli ho espresso la convinzione che servisse un periodo di riflessione e di decantazione prima di convocare l&#8217;Ufficio politico della Rosa, ma nulla mi è stato detto della sua uscita dal gruppo parlamentare.</p>
<p style="text-align:justify;">Non voglio recriminare alcunché. Ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune, ma chi va in montagna sa che non si abbandonano le corde senza avvisare.</p>
<p style="text-align:justify;">Come ha più volte riconosciuto in pubblico e in privato anche l’on. Tabacci, con la nascita della Rosa abbiamo contribuito a far fare passi avanti alla Costituente di un nuovo soggetto politico. Tutti abbiamo presente i suoi interventi all&#8217;Assemblea congiunta dei soggetti promotori dell&#8217;Unione di Centro del 27 luglio, agli Stati generali di Chianciano dell&#8217;11 /13 di Settembre, ma soprattutto a quello del 24 ottobre a Milano alla riunione degli amici del Movimento civico lombardo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora l&#8217;on. Tabacci muta parere. Ne prendo atto e vi assicuro che nemmeno io andrò ad Arcore e tanto meno a Legnano.</p>
<p style="text-align:justify;">Non capisco le ragioni di quanto avvenuto, anche perché ho sempre affermato che il progetto di Rutelli e di Dellai era interessante e da seguire con simpatia da parte di tutti i componenti della Costituente. Ricordo che quando la Rosa fece l’accordo con l’Unione Democratici Cristiani per costituire le liste elettorali e avviare il processo costituente, diversi amici avevano espresso perplessità, poi superate perché convinti che l’area di centro non potesse essere costituita da una serie di gruppetti. L’obiettivo fondamentale era quello di ricomporre la diaspora centrista. Su questo terreno ci siamo incamminati e credo che si siano fatti passi avanti. C’è chi sostiene che si è troppo lenti; anch’io più volte l’ho detto, ma tutti avevamo concordato sulla necessità di lasciare aperta la fase costituente del nuovo soggetto politico in attesa dell’evolversi dei processi in atto nel Pd e nel Pdl.</p>
<p style="text-align:justify;">Proprio questa apertura oggi ci permette di guardare con attenzione e simpatia la scelta di Rutelli e aprire con quest’area un discorso serio per ampliare il processo costituente. Se avessimo chiuso la fase costituente, le possibilità di un incontro sarebbero state minori. Oggi invece si può costruire insieme una prospettiva.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ vero &#8211; e lo sperimentiamo tutti i giorni &#8211; che ci sono resistenze e ritardi soprattutto a livello periferico che vanno superati. Non possiamo vivere tutti i giorni con l’ansia e il timore che Casini vada con Berlusconi. I processi politici sono complessi e vanno sempre verificati sul campo. E’ in base a quanto accade che si decide e non in base a cosa si presume possa accadere. Intanto dovremmo prendere atto che la nostra azione contro il bipartitismo ha ottenuto risultati non di poco conto. Sono convinto che Casini non vorrà (perfino non potrà) sprecare il lavoro fatto e non essere attento alle prospettive. I mesi che ci stanno alle spalle e il lavoro fatto ci dicono qualche cosa o no?</p>
<p style="text-align:justify;">In politica nulla è mai facile, concluso e lineare. Ci sono tanti problemi ancora da risolvere e servirebbe uno slancio e una visibilità maggiore all’idea di Costituente. In questa prospettiva la Rosa ha e sarebbe utile esercitasse un suo ruolo più forte e visibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Ringrazio tutti gli amici che in queste ore mi sono stati vicini, che hanno discusso con me la situazione e tutti quelli che mi hanno telefonato, scritto e incontrato ponendomi interrogativi e domande a cui è necessario trovare insieme risposte. Abbiamo fin qui camminato insieme, ed è giusto che ancora insieme decidiamo come procedere.</p>
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		<title>Onu: oltre 20 milioni di persone hanno bisogno aiuti alimentari</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 07:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[ Le Nazioni Unite hanno rilanciato l’allarme sulla fame nel mondo:&#8221;La situazione è particolarmente preoccupante a causa delle poche piogge cadute in molte aree, per le quali si prevede che le coltivazioni e allevamento forniranno poco cibo, a causa dell&#8217;aumento dei conflitti, dell&#8217;interruzione degli scambi e del perdurare dell&#8217;alto costo dei generi alimentari&#8221;, sono le affermazioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1369&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h4 style="text-align:justify;"> Le Nazioni Unite hanno rilanciato l’allarme sulla fame nel mondo:&#8221;La situazione è particolarmente preoccupante a causa delle poche piogge cadute in molte aree, per le quali si prevede che le coltivazioni e allevamento forniranno poco cibo, a causa dell&#8217;aumento dei conflitti, dell&#8217;interruzione degli scambi e del perdurare dell&#8217;alto costo dei generi alimentari&#8221;, sono le affermazioni fatte  dalla Food and Agriculture Organisation (FAO) dell&#8217;Onu.</h4>
<p><span id="more-1369"></span></p>
<p> Nel suo ultimo rapporto sulle prospettive in materia di cibo e raccolti, la Fao ha messo in evidenza come il ritardo delle piogge e i periodi di siccità, spesso seguiti da inondazioni, abbiano pesantemente  danneggiato i campi e i pascoli in Kenya, Eritrea, Etiopia e Uganda.</p>
<p style="text-align:justify;">In Somalia e Sudan, le condizioni meteorologiche avverse hanno peggiorato un&#8217;emergenza alimentare provocata dalle guerre civili che hanno portato rispettivamente 3,6 e 5,9 milioni di persone ad avere disperatamente bisogno di aiuti alimentari. Nel caso della Somalia, si parla di metà della popolazione.</p>
<p style="text-align:justify;">La produzione di mais in Kenya, la principale economia dell&#8217;Africa orientale, dovrebbe subire una caduta del 30% rispetto a quella dell&#8217;anno scorso. All&#8217;incirca 3,8 milioni di kenyoti, concentrati soprattutto nelle periferiche aree dove si praticano agricoltura e pastorizia, hanno un massiccio bisogno di aiuti d&#8217;emergenza di generi alimentari.</p>
<p>Il numero delle persone (in queste condizioni) sale a 6,2 milioni in Etiopia, dove poche e sporadiche piogge hanno danneggiato le coltivazioni di mais e sorgo e hanno ridotto la disponibilità di pascoli in molte zone del paese.</p>
<p>Hanno bisogno di aiuto altri 2,2 milioni di persone in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo. </p>
<p>Secondo la Fao, i raccolti si sono ridotti anche in altre regioni africane, come nella Nigeria settentrionale, nel Niger meridionale Mali e Ciad, e questo potrebbe avere un impatto significativo sui mercati regionali e portare ad un nuovo aumento dei prezzi.</p>
<p>In Niger, il paese più duramente colpito nell&#8217;Africa occidentale, &#8220;ampi segmenti della popolazione rischieranno di trovarsi senza cibo nel 2010&#8243;.</p>
<p>Nell&#8217;Africa meridionale, rimangono sacche di vulnerabilità nonostante l&#8217;abbondanza dei raccolti all&#8217;inizio dell&#8217;anno. In Zimbabwe, la Fao stima che, nell&#8217;anno che si conclude nel marzo 2010, 2,8 milioni di persone avranno avuto bisogno di 228 mila tonnellate di aiuti alimentari.</p>
<p>L&#8217;agenzia delle Nazioni Unite ritiene che ci debba essere  a livello internazionale  un sostegno diffuso per aumentare gli investimenti agricoli nei paesi poveri per metterli in condizioni di potersi sostentare da soli.</p>
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		<title>Verso la Costituente di Centro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dibattito sul superamento del Bipartitismo e la creazione di un nuovo soggetto politico autonomo dal Pdl, dal Pd e alternativo ad ogni forma di populismo e giustizialismo, si arrichische ogni giorno. Il lavoro, le fatiche e le passioni che abbiamo messo in campo con tanta pazienza dalla nascita della Rosa per l&#8217;Italia e con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1366&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Il dibattito sul superamento del Bipartitismo e la creazione di un nuovo soggetto politico autonomo dal Pdl, dal Pd e alternativo ad ogni forma di populismo e giustizialismo, si arrichische ogni giorno. Il lavoro, le fatiche e le passioni che abbiamo messo in campo con tanta pazienza dalla nascita della Rosa per l&#8217;Italia e con l&#8217;avvio della Costituente cammina . Bisogna impegnarci perchè questa stagione di germogli non subisca le gelate dei nostri conservatorismi, delle nostre paure, dei nostri piccoli interessi. Non possiamo ancora dire che siamo arrivati alla meta, ma sono convinto che un tratto di strada si sia compiuto e che ora non possiamo arretrare di fronte ai nostri dubbi, alle resistenze che si insinuano dentro di noi e nei nostri compagni di viaggio. Sono un montanaro e so che andare in montagna è faticoso, che si sale a fatica e che molte volte, per riprendere slancio occorre anche essere capaci di arretrare un pochino. L&#8217;importante è non perdere di vista la meta.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Con l&#8217;iniziativa di Rutelli si evidenzia sempre di più il fallimento di un sistema politico e l&#8217;inconcludenza della prospettiva bipartica. L&#8217;intervista che oggi Lorenzo Dellai   ha rilasciato a Liberal è il segno che qualche cosa di importante si muove e che i nostri desideri si intrecciano. Consegno alla vostra valutazione e riflessione il testo dell&#8217;intervista , nella speranza che rafforzi ad ogni livello il nostro impegno. <span id="more-1366"></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Certo che si può andare oltre il bipolarismo. Lorenzo Dellai ne è convinto e non fa alcuna fatica a condividere l’appello rivoltogli da Savino Pezzotta con l’articolo pubblicato sabato scorso su liberal. «È possibile superare la trappola in cui il sistema attuale ci ha portati», dice, «ed è possibile farlo costruendo un unico grande partito insieme con l’Udc». Non sarà un lavoro semplice, né un’opera di breve durata, spiega il presidente della Provincia di Trento.</p>
<p style="text-align:justify;">In gioco non è tanto la possibilità di un riposizionamento tattico, ma «l’offerta di una nuova visione del futuro», realizzata a partire «dall’idea del bene comune, principio che negli ultimi anni ha smesso di essere di moda». Comincia dunque a definirsi in modo più chiaro il percorso che l’inventore della Margherita (Dellai è stato il primo a utilizzare questo simbolo, nel 1998) ha avviato la settimana scorsa, con la presentazione del “Manifesto per il cambiamento e il buongoverno”. Una strada condivisa con Francesco Rutelli, sulla quale molti sono disposti ad affacciarsi, innanzitutto altri nove sottoscrittori del documento, ma che nemmeno può essere considerata, ancora, il prodromo di una nuova formazione politica. A quella, d’altronde, il presidente della Provincia di Trento vorrebbe arrivare insieme con l’Unione di centro, e per farlo è disposto a darsi tempi che difficilmente potranno essere rapidi: «La nostra non è la cultura del predellino», è la sua rivendicazione, a cui si accompagna un richiamo significativo: «Come Alcide De Gasperi, anche noi oggi abbiamo davanti un mondo da ricostruire: è quello crollato con la fine del compromesso tra benessere e coesione sociale, sul quale si sono rette per decenni le democrazie occidentali». Nell’orizzonte di un democratico trentino si tratta di un riferimento eveidentemente indispensabile.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>È davvero finito il tempo del bipolarismo, presidente?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il grande valore che secondo me va sdoganato è il principio della democrazia dell’alternanza: dovrebbe essere lo strumento attraverso il quale i cittadini possono esprimere un’alternativa per il ricambio e per evitare la stagnazione, ma alla fine è stato interpretato in una logica tendenzialmente bipartitica che oggi mostra la propria fragilità: il sistema oggi è evidentemente incapace di evocare un’idea di futuro del Paese.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> È un giudizio che si fa strada in modo non impetuoso, nell’opinione pubblica, ma progressivo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ed è a partire da questo punto di vista che mi sento di dare una risposta positiva alla domanda iniziale. Si apre la strada di una politica nuova, è possibile superare la trappola di questa deriva bipartitica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Il suo “Manifesto” dunque guarda in questa direzione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Sì, e lo sforzo maggiore credo debba essere destinato a far passare un concetto: la politica nuova non consiste nel ritorno alla palude, a un sistema cioè in cui non c’è nessun principio di responsabilità. Credo lo si debba dire perché l’accusa che ci può essere rivolta è appunto quella di voler tornare al tutti con tutti, che poi magari trasfigura nel tutti contro tutti.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Dica lei di che si tratta, lo dica in positivo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di costruire un’alternativa politica concepita per il bene del Paese, per un’idea di futuro e non contro gli altri. Perché si possano creare le condizioni di un percorso simile, naturalmente, si deve ancora lavorare tanto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nell’appello che Savino Pezzotta le ha rivolto sabato scorso dalle colonne di liberal si invoca un approccio non semplicemente “riformista” ma “riformatore”, in grado cioè di affrontare e sciogliere i grandi nodi di sistema, dalla riforma previdenziale al generale superamento delle chiusure corporative.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Primo: l’invito che rivolge Pezzotta è quello che rivolgo a mia volta. Abbiamo davanti scenari nuovi che poco hanno a che fare con semplici misure tattiche, con un nuovo bilanciamento di classi dirigenti in un senso o nell’altro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Secondo?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Pezzotta ha ragione anche rispetto all’idea concreta del grande impegno riformatore che ci si deve assumere. È qualcosa di non tanto lontano dall’idea ricostruttiva di cui scriveva Alcide De Gasperi a cavallo tra la fine del fascismo e la nascita della Repubblica. Anche a noi tocca ricostruire dalle fondamenta un principio di vita politica, sociale economica.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Anche se non abbiamo una guerra alle spalle. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Anche se non c’è stata una guerra, certo, perché comunque abbiamo alle nostre spalle appunto il crollo di quel grande compromesso tra benessere e coesione sociale sul quale si sono rette per decenni le democrazie europee. Ci sono grandi rischi: magari per avere più benessere c’è chi sarebbe disponibile ad accettare meno coesione; o chi, per avere più sicurezza è disposto a rinunciare a una quota di democrazia. Come si vede qui non si tratta di arrovellarsi dietro congetture tattiche, ma di darsi una previsione strategica comune.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Pdl e Pd non sono in grado dunque di affrontare sfide simili?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Offrono risposte non adeguate: la sinistra non sembra aver capito fino in fondo gli effetti della crisi, la nuova destra propone un’illusoria protezione ma non sa dare gli stimoli per venirne fuori, dalla crisi. È a partire da questa constatazione che abbiamo presentato la settimana scorsa un manifesto per una proposta democratica, popolare, liberale, che credo sia destinata a incontrarsi con il percorso della Costituente di centro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Incontrarsi come?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Seguendo due percorsi che portino a un unico nuovo grande partito. Spero che si realizzi l’intenzione dell’Udc di andare oltre se stessa, dichiarata prima a Todi e poi a Chianciano. Così insieme potremo dar vita a una a una formazione in grado di raccogliere tutti coloro che si riconoscono in una certa idea della politica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma c’è nel Paese la richiesta di una politica di questo tipo, che sia fondata sulla ricerca del bene comune? O la contrapposizione estrema degli ultimi anni l’ha spenta?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Capisco il timore: per anni si è proposta l’idea di una politica concepita come sondaggio e non come costruzione dal basso, abbiamo assistito a una drammatica semplificazione. E allora proprio perché le cose sono andate così il progetto di cui parlo ha futuro solo se siamo consapevoli che la strategia a cui dobbiamo dare vita non si esaurisce in una settimana. Il nostro d’altronde è un approccio non compatibile con la cultura del predellino, abbiamo bisogno di gradualità. Non si tratta di fare annunci attraverso ni media. Posso aggiungere una cosa?</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Dica pure.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Se si passa dal livello delle classi dirigenti e ci si affaccia nella vita quotidiana delle persone ci si rende conto che non solo c’è un grande bisogno, ma anche un’aspettativa forte per una politica nuova: parlo appunto di una politica capace di ripristinare il senso delle istituzioni, di rimettere al centro il bene comune, di riproporre un’idea di futuro intesa come visione di lungo periodo. Forse c’è molto disincanto.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Diciamo pure diffidenza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Certo, gli ultimi anni hanno fatto in modo che un’idea simile della politica assumesse più il carattere di un miraggio. Eppure la gente se lo aspetta, e qui non discutiamo di un Centro che va a contrattare con un partito e poi con l’altro, ma di una cosa solida.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>A proposito: le Regionali potrebbero fornire un’anteprima di questa nuova formazione di Centro che lei ha in mente? </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo fare i conti con una situazione oggettiva, quella dell’Udc che ha realizzato negli anni una serie di alleanze, anche a macchia di leopardo, ma che nei singoli territori sono consolidate. Dall’altra parte c’è l’esigenza di non penalizzare il progetto con tentativi estemporanei. Però credo che in singole realtà o regioni alcune intese sarebbero possibili. L’importante è ricordarsi della lezione di Moro: la politica non consente salti.</p>
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		<title>ALCUNE RIFLESSIONI SU INIZIATIVA RUTELLI /DELLAI</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/30/alcune-riflessioni-su-iniziativa-rutelli-dellai-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://savinopezzotta.wordpress.com/?p=1362</guid>
		<description><![CDATA[Mi piacerebbe molto poter aprire con gli amici un confronto e una riflessione sull’iniziativa che in questi giorni Francesco Rutelli e Lorenzo Dellai, hanno messo in campo. In questa prospettiva cercherò di svolgere alcune riflessioni, sulle quali mi attendo i vostri commenti.
L’iniziativa di Francesco Rutelli e di Lorenzo Dellai va guardata con molta attenzione, interesse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1362&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Mi piacerebbe molto poter aprire con gli amici un confronto e una riflessione sull’iniziativa che in questi giorni Francesco Rutelli e Lorenzo Dellai, hanno messo in campo. In questa prospettiva cercherò di svolgere alcune riflessioni, sulle quali mi attendo i vostri commenti.<span id="more-1362"></span></p>
<p style="text-align:justify;">L’iniziativa di Francesco Rutelli e di Lorenzo Dellai va guardata con molta attenzione, interesse e simpatia. Il Manifesto, diffuso ieri 28 novembre 2009, con il quale si da vita a questa nuova iniziativa è da parte mia condiviso nell’analisi e nei contenuti, convinto come sono che “ occorre costruire una nuova offerta politica”. Questo era l’obiettivo che ci eravamo dati all’inizio della costituzione della “Rosa per l’Italia” e nell’avvio del processo costituente dell’Unione di Centro come lo abbiamo tracciato negli Stati Generali di Montecatini.</p>
<p style="text-align:justify;">La scelta di Rutelli e Dellai è interessante sul piano politico, si tratta ora vedere a quali sbocchi perverrà. Di certo mette a critica i percorsi di questi quindici anni ed evidenzia come questo bipolarismo anomalo abbia sfibrato le istituzioni, l’economia, il tessuto sociale e come la politica abbia dismesso il governo inteso nel suo profondo senso etimologico di guidare la cosa pubblica. </p>
<p style="text-align:justify;">La crisi economica che viviamo in questi giorni, i problemi che si accaniscono sulle famiglie, sulle lavoratrici, i lavoratori e gli immigrati e l’insieme del nostro sistema economico e produttivo sta mettendo a nudo le difficoltà della politica a mettere in campo un “sogno” e una prospettiva per il futuro. Non basta più la demagogia del posto fisso, della riduzione fiscale, o le lezioni sulla globalizzazione di fronte alle trasformazioni che il mutamento del paradigma tecnologico sta introducendo, e che condizionerà fortemente la nuova fase della globalizzazione, le forme e le dislocazioni del produrre e dei commerci e, pertanto, la vita delle persone. Se vogliamo evitare che il nostro Paese resti tagliato fuori da questi processi, che a pagare siano i soliti noti occorre che si cambi passo e tabella di marcia.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorre pertanto pensare a una strategia che ci faccia uscire dalle pulsioni populiste che agitano e condizionano la politica e gli attuali schieramenti di destra e di sinistra e che rischiano di mutare l’ethos popolare degli italiani .</p>
<p style="text-align:justify;">Serve oggi che cresca e si unisca un’area popolare d’ispirazione cristiana, liberale, repubblicana e dare vita a un soggetto realmente liberaldemocratico a forte tensione sociale. Non basta più un soggetto politico che si dichiari solo riformista, serve un soggetto riformatore che abbia la voglia e la capacità di ricostruire e di innovare strutturalmente e culturalmente e in profondità il Paese e la Società italiana.  </p>
<p style="text-align:justify;">La scesa in campo di Rutelli e di Dellai è in questa prospettiva un elemento interessante e diviene anche una sfida per il progetto costituente messo in campo dall’Unione di Centro. Ogni chiusura sul proprio passato, su poteri e posizioni consolidate non farà altro che alimentare una visione minoritaria e non ci aiuterà a giocare un ruolo importante e forse fondamentale dentro i cambiamenti che si intravedono e che in larga parte sono già tra noi.   Purtroppo qua e là incontriamo ancora segnali di resistenza, di trasformismo che possono svuotare il progetto costituente, non basta cambiare sigla per essere una cosa nuova.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono convinto che in questi mesi abbiamo fatto dei passi avanti, ma occorre osare di più. La vera disgrazia sarebbe quella di restare ancorati solo a quello che siamo e non tentare uno sforzo per ricomporre tutta o larga parte della diaspora centrista verso un nuovo soggetto politico, di cui la governabilità e l’innovazione riformatrice dell’Italia sempre più esigono.</p>
<p style="text-align:justify;">Si deve operare in questa direzione con maggiore determinazione, poiché se è vero che il bipartitismo è finito non è escluso che possa risorgere attraverso il presidenzialismo. In questa situazione le prossime elezioni regionali non sono più una variante localista, ma un passaggio che segna le prospettive politiche. Le nostre attenzioni primarie non possono essere solo quelle delle alleanze, che pure rivestono un carattere d’importanza, o discutere degli assessorati o di chi entra nel “listino” &#8211; questioni che non sottovaluto &#8211; ne possiamo lasciar trionfare la logica del male minore, ma il progetto che vogliamo costruire per le prossime elezioni politiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi è dunque la necessità di mettere in campo un progetto di ricostruzione repubblicana, che dica con chiarezza quale è il modello istituzionale che vogliamo, quale Stato, quale organizzazione, quali poteri e contropoteri si devono mettere in campo, quale orientamento vogliamo fornire alla società italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Da questo punto di vista la scesa in campo di Rutelli e Dellai può essere stimolante se si inserisce in un percorso unitivo e non frazionistico. Resta comunque il dato che con questa presenza dobbiamo dialogare e vedere se è possibile lavorare insieme per costruire un nuovo soggetto politico, autonomo dal Pdl e dal Pd, in contrasto con i populismi della Lega e di Di Pietro.</p>
<p style="text-align:justify;">Solo un soggetto forte, ben strutturato, con gestione collegiale e, soprattutto, con un progetto politico chiaramente definito può determinare le possibili e probabili alleanze e pertanto essere un soggetto vero del cambiamento. Non credo che questo obiettivo si raggiunga creando nuovi frazionismi.</p>
<p style="text-align:justify;">Per queste ragioni la fase costituente del nuovo soggetto politico mantiene in essere tutte le sue potenzialità ma oggi richiede un tasso di coraggio e aperture maggiori del passato.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono tempi, e questo è uno di quelli, in cui bisogna mollare gli ormeggi e avventurarsi sul mare aperto, avendo come bussola la storia, gli ideali e chiarezza di obiettivi, accogliendo gli inviti di un poeta: “ Che i martelli del cuore battuti per squillare non fallino su corde lente, debilitanti, o che si spezzino”.</p>
<p style="text-align:justify;">Liberal, 31/10/09</p>
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	</item>
		<item>
		<title>LETTERA APERTA AL SENATORE ZANDA SUL “CASO” BINETTI</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/23/lettera-aperta-al-senatore-zanda-sul-%e2%80%9ccaso%e2%80%9d-binetti/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Senatore,
Ho letto su Repubblica la tua lettera all’On. Paola Binetti. Confesso di aver avuto un moto di meraviglia e di stupore, ma poi mi sono detto: “Sono questioni interne al Pd&#8221;. Se la sbrighino tra di loro”. E’ stata senza dubbio una reazione superficiale poiché i problemi che poni all’On. Binetti vanno oltre i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1354&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Caro Senatore,</p>
<p style="text-align:justify;">Ho letto su Repubblica la tua lettera all’On. Paola Binetti. Confesso di aver avuto un moto di meraviglia e di stupore, ma poi mi sono detto: “Sono questioni interne al Pd&#8221;. Se la sbrighino tra di loro”. E’ stata senza dubbio una reazione superficiale poiché i problemi che poni all’On. Binetti vanno oltre i confini di un partito e riguardano tutti.<span id="more-1354"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non voglio entrare in merito ai problemi concernenti il testamento biologico o alle norme per il contrasto all’omofobia, sulle quali possiamo avere idee diverse. Quello che m’interessa discutere è se le opinioni di coscienza di un parlamentare possano essere sottoposte a una rigida disciplina di partito. Con la fine dei grandi blocchi ideologici abbiamo tutti parlato di partiti aperti e leggeri ma, quando si tratta di evidenziare questa apertura nei comportamenti, torniamo ai vecchi metodi e si cerca, in via diretta o indiretta, di imporre il comando dell’opinione prevalente.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono questioni invece che si sottraggono al “prevalente”. Sono quelle che interrogano la coscienza personale e non possono essere sottoposte a disciplina. La libertà di coscienza e quella personale sono principi su cui, da democratici, occorre sempre essere intransigenti, anche e soprattutto quando creano problemi.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è accettabile che cerchi &#8211; in modo indiretto ma estremamente chiaro &#8211; di far passare l’idea  che chi ha votato la pregiudiziale di costituzionalità avanzata dall’On. Vietti  sia quasi un mandante delle violenze future che si potrebbero verificare nei confronti di persone omosessuali. Speriamo e operiamo perché non avvenga mai. Non c’è nessuna connivenza o indifferenza verso gli atti di violenza o di discriminazione che avvengono nei confronti delle persone omosessuali, alle quali va tutto il rispetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema essenziale su cui dovremmo interrogarci è come combattere la violenza e l’intolleranza che allignano dentro la nostra società. Ci dovremmo perciò attivare con un linguaggio politico meno carico di aggressività, di demonizzazioni ed evitare che il confronto politico diventi una lotta all’insegna della logica del nemico da eliminare. Un tema che riguarda parte della maggioranza &#8211; l’aggressione che il Presidente del Consiglio ha fatto nei confronti dell’On. Bindi non è stato un buon esempio &#8211; ma non sono nemmeno condivisibili certe intemperanze verbali che sentiamo nel dibattito parlamentare da parti dell’opposizione. Così si alimenta e si diffonde il germe dell’intolleranza facendolo diventare costume.  Ci si dovrebbe impegnare a far crescere una cultura della non-violenza che dovrebbe partire dal linguaggio. Capisco bene che non basta e che servono anche disposizioni normative che contrastino certi atteggiamenti. Mi sarebbe piaciuto che sulle questioni di costituzionalità avanzate da Vietti ci fosse stato un maggior approfondimento che invece è mancato.</p>
<p style="text-align:justify;">E rispetto ai temi cui fai cenno nella tua lettera, ricordo che le opinioni dell’On. Binetti erano conosciute da qualche tempo perché non ne ha mai fatto mistero. Invece di apprezzare la lealtà dei suoi comportamenti è sottoposta a una serie di accuse. Chi vive con attenzione la vita parlamentare conosce bene i contenuti e le proposte di legge che circolano nelle commissioni ed è alquanto usuale esprimere opinioni e pareri anche prima che il proprio partito abbia assunto decisioni. Non capisco perché questo debba essere inibito alla Binetti. Così si rischia di introdurre nel dibattito politico restrizioni che non aiutano l’approfondimento, il dibattito e la ricerca di mediazioni tra opinioni diverse dentro e fuori il partito di appartenenza. Mi sembra che tu proponga un partito chiuso e autoreferenziale, quando invece abbiamo bisogno di dialogo, confronto e ricerca.</p>
<p style="text-align:justify;"> Ti confesso che mi è parsa strana anche l’idea che sia da evitare la ricerca e la riflessione – il piano inclinato- sugli effetti che le nostre decisioni di oggi potrebbero avere sul futuro degli altri. Una questione che invece si fa sempre più stringente dato che ormai la politica è chiamata a decidere sui temi della vita, del vivere insieme, dell’ambiente e dell’uso smisurato e pervasivo della tecnica. Forse il termine “ piani inclinati” può anche essere infelice, ma l’obbligo di riflettere e avanzare previsioni sugli effetti delle nostre azioni non deve e non può essere sottovalutato anche quando si tratta di questioni o diritti che riguardano i singoli. La società non è fatta ne’ può essere costituita da monadi che si muovono in un universo moltitudinario.  La società, il vivere insieme è costituito da forti e profonde interdipendenze che si autocondizionano. Per questo cercare di capire cosa possiamo determinare è importante e necessario.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono sempre più convinto che dovremo applicare con rigore il principio di responsabilità, soprattutto su temi e questioni su cui potrebbe prendere corpo una “nuova etica”. Prima che una norma diventi vincolante bisognerebbe valutare solo quanto risponda alle esigenze dell’oggi e cosa potrà determinare in futuro, quello spazio che non ci appartiene. Un principio che deve valere per le questioni ambientali, economiche, per l’uso delle moderne tecnologie, dell’informazione, per le questioni sociali e i diritti individuali che non possono mai essere pensati come separati dal contesto sociale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro vero problema è come costruire un‘etica del futuro e uscire dalla morbosità dei moralismi e individualismi che inquinano il dibattito politico attuale. Un’etica per il futuro è lo sforzo che si deve fare. Per questo credo che le dichiarazioni dell’On. Binetti, condivisibili o meno, siano meno “surreali” di quanto si vogliano far apparire. Ci pongono un problema di metodo e di riflessione che non possiamo eludere con qualche anatema. Dobbiamo continuare a riflettere, a ricercare e a confrontarci. E soprattutto garantire a tutti, come cifra della propria, la libertà di opinione, di coscienza e qualche pratica eretica rispetto all’opinione prevalente del proprio partito.     </p>
<p style="text-align:justify;">Publicato su Liberal 24/10/2009</p>
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			<media:title type="html">Savino Pezzotta</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Risposta del sottosegretario alla mia interrogazione sulla Tenaris Dalmine</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/22/risposta-del-sottosegretario-alla-mia-interrogazione-sulla-tenaris-dalmine/</link>
		<comments>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/22/risposta-del-sottosegretario-alla-mia-interrogazione-sulla-tenaris-dalmine/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://savinopezzotta.wordpress.com/?p=1351</guid>
		<description><![CDATA[STAMANE PRESSO LA Xma COMMISSIONE “ATTIVITA’ PRODUTTIVE“ SI E’ PROCEDUTO ALLE INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, TRA CUI QUELLA PRESENTATA DALL’ON. PEZZOTTA SULLA SITUAZIONE DELLA TENARIS DALMINE. ERA PRESENTE IL SOTTOSEGRETARIO STEFANO SAGLIA IN RAPPRESENTAZA DEL MINISTRO SCAJOLA.
 
L’On. Pezzotta ha illustrato i contenuti della sua interrogazione:
 
Premesso che: la crisi economica in atto e la concorrenza internazionale, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1351&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong><em><span id="more-1351"></span>STAMANE PRESSO LA Xma COMMISSIONE “ATTIVITA’ PRODUTTIVE“ SI E’ PROCEDUTO ALLE INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, TRA CUI QUELLA PRESENTATA DALL’ON. PEZZOTTA SULLA SITUAZIONE DELLA TENARIS DALMINE. ERA PRESENTE IL SOTTOSEGRETARIO STEFANO SAGLIA IN RAPPRESENTAZA DEL MINISTRO SCAJOLA.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">L’On. Pezzotta ha illustrato i contenuti della sua interrogazione:</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="text-decoration:underline;">Premesso che</span></em><em>:</em><em> </em>la crisi economica in atto e la concorrenza internazionale, in particolare dei paesi emergenti che hanno un costo del lavoro di gran lunga inferiore a quello italiano, hanno colpito anche la multinazionale Tenaris Dalmine, azienda leader nella produzione delle tubazioni in acciaio senza saldatura costretta, ad un drastico ridimensionamento del personale e dell&#8217;attività;</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">Che i vertici aziendali hanno presentato un piano industriale 2010-2011 in cui, secondo un comunicato diffuso dalla stessa Tenaris Dalmine, oltre ad una serie di investimenti stimati in 114 milioni di euro nei prossimi due anni</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">Il piano industriale prevedrebbe in sintesi la chiusura dello stabilimento di Piombino, un forte ridimensionamento delle attività produttive di Costa Volpino, un graduale disimpegno delle attività dello stabilimento Fapi di Dalmine, una pesante riorganizzazione sulle aree a caldo e freddo di FTM (Fabbrica Tubi Medì) di Dalmine, nonché una pesante razionalizzazione e riorganizzazione degli organici per tutti gli altri siti produttivi, servizi e strutture impiegatizie che determinerebbe una riduzione complessiva si 1024 unità lavorative sulle attuali 2814</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chiede al Governo quali iniziative intenda adottare, a partire da un tavolo nazionale di confronto con il Gruppo Tenaris Dalmine e le rappresentanze sindacali per far modificare alla direzione aziendale l’attuale impostazione riorganizzativa e prevedere un piano con meno oneri sociali. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">All’interrogazione il Sottosegretario ha risposto:</span></p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda la concorrenza estera, e in particolare cinese, e al connesso rischio di dumping, il Consiglio dell’UE, ha recentemente (24 settembre) approvato l&#8217;introduzione di dazi antidumping sulle importazioni di alcune tipologie di tubi senza saldatura, in ferro o acciaio, dalla Cina. Tali dazi possono innalzare il prezzo del prodotto d’importazione dal 17,7 fino al 39,2% del costo finale. Tale misura avrà la durata di cinque anni.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Tale decisione deriva dai costanti sforzi e dalle pressioni esercitate sulla Commissione Europea e sugli altri Stati Membri, da parte del Governo italiano.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Il successo della linea italiana, a tutela del comparto siderurgico, trae origine dall&#8217;introduzione, nella prassi comunitaria della difesa commerciale, del nuovo principio della cosiddetta <em>&#8220;minaccia del danno futuro&#8221;: </em>tale principio viene qui applicato, per la prima volta, per dirimere una controversia che interessa tutta l&#8217;industria europea e potrebbe, pertanto, rappresentare un importante precedente.</p>
<p style="text-align:justify;">La Commissione si è, inoltre, impegnata a monitorare attentamente le condizioni del mercato, al fine di rivedere i dazi, se le condizioni economiche e giuridiche dovessero consentirlo, anche al rialzo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Tale misura è stata positivamente accolta, sia dalle associazioni imprenditoriali di settore, che dai maggiori colossi europei della siderurgia, compreso il Gruppo Tenaris Dalmine di Bergamo, che è tra i maggiori beneficiari di tali misure.</p>
<p style="text-align:justify;">In un momento in cui l&#8217;economia internazionale ha bisogno di apertura e di libera concorrenza, per sostenere la crescita economica e poter uscire dalla crisi in atto, <em>è </em>maggiormente da condannare l&#8217;utilizzo di pratiche commerciali sleali, quali il dumping, da parte dei produttori internazionali, soprattutto cinesi.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">La decisione presa dall&#8217;Unione Europea, entrata in vigore il 7 ottobre scorso, quindi, consente di tutelare il lavoro e gli sforzi profusi nel raggiungimento di livelli di alta qualità nelle produzioni europee.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; verosimile che un livello di dazi vicino al 40% (elevato se confrontato con la media comunitaria) pur non rappresentando un ostacolo insormontabile per le esportazioni cinesi di tubi senza saldatura in Europa, costituirà una misura di difesa commerciale idonea, almeno in parte, a creare le condizioni per una concorrenza mondiale leale nel settore siderurgico.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda, invece, il rischio occupazionale, l&#8217;Azienda Tenaris Dalmine ha presentato, il 28 settembre scorso, alle Rappresentanze Sindacali Unitarie un piano di ristrutturazione che prevede per i prossimi due anni 1024 esuberi, di cui 836 negli stabilimenti bergamaschi.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Attualmente la vertenza è monitorata dal Ministero dello Sviluppo Economico, in coordinamento con la Regione Lombardia, la quale ha attivato, con l&#8217;accordo dell&#8217;azienda e dei rappresentanti di Confindustria, un percorso finalizzato a chiudere la trattativa, con un numero di esuberi minore di quello annunciato.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche questa settimana si terranno incontri a livello locale, che il competente Ufficio sta seguendo con attenzione, rendendosi disponibile alla convocazione delle parti. A tal fine è stata già calendarizzata una riunione per il giorno 28 ottobre p.v.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’On. Pezzotta nel valutare con interesse l’azione svolta nei confronti dell’Unione Europea e la validità delle misure antidumping che sono state prospettate, rilevato che la Tenaris Dalmine sarà la maggior beneficiaria di questi provvedimenti, ha invitato il Governo a premere sull’azienda per una modifica sostanziale del piano e a chiedere che la stessa si impegni su settori innovativi diversi da quelli propri.  </strong></p>
<p><em> </em></p>
<p align="right"><em>Roma, 22 ottobre 2009</em></p>
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		<title>AVVISO AI NAVIGANTI</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://savinopezzotta.wordpress.com/?p=1349</guid>
		<description><![CDATA[Carississimi, mi scuso per l&#8217;assenza sul blog. Sono stato molto impegnato in questi giorni. Riprenderò appena possibile. Vi segnalo alcuni appuntamenti:

Venerdì 23 ottobre: ore 19, sono a Martinafranca al santuario della Madonna della sanità per un incontro  su : &#8221; Sant&#8217;Agostino e la politica : il ruolo dei cattolici nell&#8217;attuale  contesto politico, economico, sociale&#8221;
Sabato 24 ottobre: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1349&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Carississimi, mi scuso per l&#8217;assenza sul blog. Sono stato molto impegnato in questi giorni. Riprenderò appena possibile. Vi segnalo alcuni appuntamenti:</p>
<ul>
<li>Venerdì 23 ottobre: ore 19, sono a Martinafranca al santuario della Madonna della sanità per un incontro  su : &#8221; Sant&#8217;Agostino e la politica : il ruolo dei cattolici nell&#8217;attuale  contesto politico, economico, sociale&#8221;</li>
<li>Sabato 24 ottobre: ore 9, Milano incontro con gli amici del Movimento Civico Lombardo;</li>
<li>Sabato 24 Ottobre : ore 15 ,Bergamo incontro con Suore orsoline di Somasca sulla situazione attuale</li>
</ul>
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	</item>
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		<title>Laboratorio aperto per pensare il domani</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/08/laboratorio-aperto-per-pensare-il-domani/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://savinopezzotta.wordpress.com/?p=1342</guid>
		<description><![CDATA[Care amiche e amici,
 perdonatemi l’uso del plurale; non lo faccio per manie di grandezza ma per esprimere il pensiero degli amici di “Persona è Futuro“ che si sono impegnati in una nuova avventura.
 Siamo soddisfatti: quando il 18 di settembre abbiamo visto la sala gremita con tante persone, abbiamo pensato che forse eravamo sulla strada giusta. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1342&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Care amiche e amici,</p>
<p style="text-align:justify;"> perdonatemi l’uso del plurale; non lo faccio per manie di grandezza ma per esprimere il pensiero degli amici di “Persona è Futuro“ che si sono impegnati in una nuova avventura.<span id="more-1342"></span></p>
<p style="text-align:justify;"> Siamo soddisfatti: quando il 18 di settembre abbiamo visto la sala gremita con tante persone, abbiamo pensato che forse eravamo sulla strada giusta. Nel momento in cui abbiamo pensato al convegno sul personalismo, non contavamo su tanto interesse: siamo contenti.</p>
<p style="text-align:justify;"> Si tratta ora di valutare come andare avanti con questo lavoro e vogliamo essere chiari. Siamo convinti che non dobbiamo costruire un nuovo partito, una corrente politica, un movimento. Più semplicemente pensiamo di realizzare una rete di persone e gruppi che vogliono correre l’avventura del pensare politicamente la realtà, che vogliono trovare momenti e luoghi di riflessione, di proposta  e di scambio amichevole di pensieri, desideri e speranze. A qualcuno potrà sembrare poco ma per noi è necessario. Siamo convinti che oggi ci sia un’esigenza di testimoniare gratuità sobrie e rigorose che si legano e costituiscono una ragnatela di pensieri.</p>
<p style="text-align:justify;"> Abbiamo scelto il personalismo quale filone conduttore e criterio orientativo perché non è una ideologia ma un modo plurale di pensare e di agire concentrato sulla persona, soggetto che oggi è messo in discussione e che molti pensano superato, antiquato; così pensano che l’unica prospettiva sia quella dell’individualismo libertario, edonista e relativista. Per noi la persona è relazione, è capacità di riconoscersi nel volto dell’altro. Vorremmo che la politica, il sociale e l’economico cogliessero la complessità e la ricchezza di volti che si riconoscono e che rilevano le fragilità proprie dell’umano.</p>
<p style="text-align:justify;"> Siamo oggi al centro di una quadruplice crisi: economica, sociale, politica e culturale. Essa richiede un profondo ripensamento degli schemi che fin qui hanno caratterizzato il nostro impegno pubblico nel sociale, nell’economico e nel politico. Crisi di valori, indebolimento delle speranze, trionfo degli interessi particolari rispetto al bene comune sembrano essere i paradigmi della modernità post-ideologica, quasi che la fine delle grandi narrazioni avesse reso inutile un orizzonte d’ideali.</p>
<p style="text-align:justify;">Di fronte a tutto questo, alle debolezze della politica, ai ripiegamenti corporativi di parte del sociale, riteniamo utile che nascano in ogni parte d’Italia gruppi di riflessione, ricerca, incontro e proposta. L’obiettivo è contribuire con le nostre modeste forze a costruire una società in cui nessuno sia straniero per l’altro e in cui il rispetto della dignità della persona torni ad essere criterio orientativo e valutativo.</p>
<p style="text-align:justify;"> A chi è già impegnato nel sociale, in politica, nelle amministrazioni locali non chiediamo di abbandonare i luoghi del loro impegno. Chiediamo uno sforzo di estensione.</p>
<p style="text-align:justify;"> Viviamo in una società sempre più complessa da tutti i punti di vista: tecnologico, scientifico, comunicativo, economico. E’ sempre latente il rischio che ognuno di noi si perda e si consegni alla semplificazione di cui oggi fa uso gran parte del dibattito politico. Serve invece un pensare che sia in grado di comprendere la realtà per impedire discriminazioni e separazioni.</p>
<p style="text-align:justify;"> Da qui l’esigenza di tessere una rete di amicizie, di piccoli gruppi e di persone che si sobbarchino il compito di seminare idee e proposte senza pensare al tornaconto. Dobbiamo stare nei processi e contribuire all’emergere di un nuovo tessuto culturale attento alla dimensione della persona, dei suoi diritti e doveri e della sua dignità.</p>
<p style="text-align:justify;"> Non pensiamo per il momento a una struttura organizzativa, ma a tanti piccoli gruppi che si collegano formando una costellazione personalistica che, utilizzando i moderni mezzi della comunicazione,  entrano in relazione dinamica e propositiva, si stimolano a vicenda e promuovono momenti di incontro e di scambio.</p>
<p style="text-align:justify;"> Il primo obiettivo è costruire gruppi e incontrare persone; in seguito insieme vedremo cosa fare.</p>
<p style="text-align:justify;"> Intanto a livello nazionale abbiamo colto i vostri suggerimenti per cui continueremo a proporvi momenti di incontro utilizzando allo scopo “Persona è Futuro”.</p>
<p style="text-align:justify;"> Sarà per noi più semplice entrare in relazione con quanti condividono questo percorso se potremo avvalerci delle vostre generalità, dell’indirizzo postale e di quello elettronico.</p>
<p style="text-align:justify;"> Grazie a tutti e auguriamoci buon lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;"> <em>Savino Pezzotta</em></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Sentenza sul lodo Afano: piccole riflessioni e un poco di documentazione</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/08/sentenza-sul-lodo-afano-piccole-riflessioni-e-un-poco-di-documentazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 02:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni amici avevano ritenuto il mio precedente intervento &#8220;Interrogativi&#8221;  venato da pessimismo cogliendo il mio vero stato d’animo, ma come ho già avuto occasione di dire era il pessimismo di chi guarda con disincanto la realtà e osserva con attenzione il succedersi dei fatti della politica italiana. Ritengo che questo esercizio della ragione invece di deprimere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1339&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Alcuni amici avevano ritenuto il mio precedente intervento &#8220;Interrogativi&#8221;  venato da pessimismo cogliendo il mio vero stato d’animo, ma come ho già avuto occasione di dire era il pessimismo di chi guarda con disincanto la realtà e osserva con attenzione il succedersi dei fatti della politica italiana. Ritengo che questo esercizio della ragione invece di deprimere corrobori la ricerca di nuove possibilità e ti rende più libero.<span id="more-1339"></span></p>
<p>Stiamo attraversando un tempo difficile e sicuramente la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano segnerà un cambiamento di fase della politica italiana. Berlusconi deve e vorrà continuare a governare, ma non sarà facile. Il rischio è che si entri in una stagione di contrapposizione politica radicale e forte e che ogni passaggio politico, legislativo, governativo ed elettorale diventi una sorta di referendum: con me o contro di me.  Sentendo le dichiarazioni di alcuni esponenti politici ho la sensazione che in questo scontro si tenterà di coinvogere anche le istituzioni di garanzia come il Presidente della Repubblica e la magistratura.</p>
<p> I prossimi mesi potranno essere caratterizzati da un incattivimento del clima politico che si impatterà con il crescere di tensioni sociali germinate dalla crisi economica e  dalla disoccupazione.</p>
<p> </p>
<p>Ecco perché serve  prudenza e rigore repubblicano.</p>
<p> Ci dobbiamo ora porci il problema  di come sarà possibile evitare ulteriori lacerazioni e riportare il confronto politico sul terreno della dialettica dialogante.  </p>
<p> Al momento non sono in grado di dare una risposta, ma forse è utile tenere aperto il problema.</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi si dichiara cristiano gli interrogativi  si acuiscono, soprattutto per coloro che restano convinti che la gestione della cosa pubblica debba fondarsi sull’amicizia e che oggi si trovano a dover fare i conti con l’elevarsi dei livelli di scontro. Eppure ritengo che non si possa demordere dall’insistere sulla necessità di rimettere al primo posto la persona e i suoi problemi e non tanto le cose e il loro possesso , siano esse televisioni, giornali o potere politico.</p>
<p style="text-align:justify;">Molti hanno affermato che la politica non può essere ridotta a testimonianza , ma è altrettanto vero che il punto di partenza è la testimonianza. Una testimonianza che obbliga ad andare controcorrente , ad non accettare con la scusa della mediazione compromessi al ribasso. Non è facile e a volte si può essere tentati dallo sconforto, ma non si può arretrare meglio affrontare il rischio dello scacco. Nelle situazioni che appaiono impossibili , politicamente disperate bisogna sempre ricordarsi che alla fine i cechi vedono  e i sordi odono.</p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo continuare ad essere gli artigiani della speranza costruendo relazioni solidali e momenti comunitari. Dobbiamo continuare a vivere il nostro impegno pubblico con i “fianchi cinti” perché può sempre venire l’ora di partire,  sapendo, sulla scia di Walter Benjamin, che comunque vadano le cose all’uomo è stata data la “debole forza per cambiare la storia”.</p>
<p>DOCUMENTAZIONE SULLA SENTENZA DELLA CORTE ( tratta dal Corriere della Sera)</p>
<p style="text-align:justify;">«La Corte costituzionale &#8211; si legge nella nota ufficiale diramata dal palazzo della Consulta -, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l&#8217;illegittimità costituzionale dell&#8217;art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma».</p>
<p style="text-align:justify;">Il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo perchè viola l&#8217;articolo 3 e 138 della Costituzione:</p>
<p>L&#8217;<strong>articolo 3</strong> stabilisce che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese».</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;<strong>articolo 138</strong> stabilisce che «le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a &#8216;referendum&#8217; popolare quando entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. La legge sottoposta a &#8216;referendum&#8217; non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a &#8216;referendum&#8217; se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti».</p>
<p> Di seguito i procedimenti in cui allo stato risulta coinvolto il presidente del Consiglio, che ora riprenderanno il loro corso.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>DIRITTI TV MEDIASET</strong> &#8211; È il procedimento principale scaturito dalle indagini sulla compravendita dei diritti televisivi e cinematografici di società Usa per 470 milioni di euro, che sarebbe stata effettuata da Fininvest attraverso due società off-shore nel 1994-1999. La procura di Milano ipotizza che <em>major</em> americane abbiano venduto i diritti televisivi alle due società off- shore, le quali li avrebbero poi rivenduti con una forte maggiorazione di prezzo a Mediaset, allo scopo di aggirare il fisco italiano e creare fondi neri a disposizione di Silvio Berlusconi. Sia Mediaset sia tutti gli imputati hanno sempre respinto le accuse. All&#8217;inizio il processo vedeva imputate 12 persone, fra le quali Berlusconi, l&#8217;avvocato britannico David Mills e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, con le ipotesi di reato, a vario titolo e per i diversi imputati, di falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita, riciclaggio e ricettazione. Poi, nel gennaio 2007, la prima sezione penale del Tribunale di Milano, presso la quale si celebra il processo, prese atto dell&#8217;avvenuta prescrizione &#8211; ulteriormente ampliata nei termini dall&#8217;entrata in vigore della legge ex Cirielli &#8211; di una serie di ipotesi di reato. In particolare, per quel che riguarda Berlusconi venne stabilito il non luogo a procedere per prescrizione per tutte le appropriazioni indebite e per frode fiscale e falso in bilancio fino al 1999. Berlusconi al momento resta all&#8217;interno del processo per l&#8217;ipotesi di frode fiscale del 1999 e per quella del falso in bilancio che, con una contestazione suppletiva del pm, era stato &#8220;allungato&#8221; al 2001. Il processo è stato sospeso per tutti gli imputati nel settembre 2008 in attesa della decisione della Consulta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>CORRUZIONE MILLS</strong> &#8211; Al termine del processo di primo grado, il 17 febbraio 2009, i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno condannato a quattro anni e sei mesi l&#8217;avvocato Mills per corruzione giudiziaria. Al centro del procedimento c&#8217;è l&#8217;accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600.000 dollari all&#8217;avvocato d&#8217;affari britannico come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone e quindi con l&#8217;obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla, le informazioni su due società off- shore usate da Mediaset per creare fondi neri. In questo caso i giudici, a differenza dei colleghi del processo principale sui diritti tv sospeso per tutti, una volta entrato in vigore il Lodo Alfano hanno deciso di stralciare e sospendere la posizione del coimputato Berlusconi, e di procedere per il solo Mills. I giudici, nelle motivazioni della sentenza, hanno sostenuto che l&#8217;avvocato &#8220;ha agito certamente da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e a Fininvest l&#8217;impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite&#8221;. Mills si è proclamato innocente, Mediaset ha sempre negato ogni addebito e Berlusconi ha definito la sentenza &#8220;scandalosa&#8221;. Il processo d&#8217;appello a David Mills inizierà il prossimo 9 ottobre.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MEDIATRADE </strong>- È l&#8217;ultimo stralcio del procedimento principale sulla compravendita dei diritti tv. È ancora in fase di indagini preliminari: per la precisione, dicono fonti legali, si è in attesa del deposito dell&#8217;avviso chiusura indagini, il cosiddetto 415 bis, l&#8217;atto prodromico alle richieste di rinvio a giudizio. Berlusconi, insieme all&#8217;uomo d&#8217;affari egiziano-statunitense Frank Agrama e cinque manager Mediaset è indagato per concorso in appropriazione indebita. La procura sostiene che fino al 2005 &#8212; quando cioè era già da quattro anni premier &#8212; Berlusconi sia stato il socio occulto di Agrama allo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per occultarlo all&#8217;estero ai danni di azionisti, fisco Usa e italiano. L&#8217;accusa ipotizza che Agrama acquistasse i diritti dalle major americane, li rivendesse a Fininvest e poi a Mediaset a prezzi gonfiati, e infine versasse gran parte del surplus delle vendita gonfiata in conti esteri nella disponibilità di manager Mediaset. «Un&#8217;accusa vecchia e masticata», l&#8217;ha definita in una intervista al Giornale l&#8217;avvocato Piero Longo, uno dei legali del presidente del Consiglio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>«COMPRAVENDITA» SENATORI</strong> &#8211; Si tratta di un procedimento in fase di indagini preliminari. Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione nell&#8217;inchiesta in cui si ipotizza la compravendita di due senatori del centrosinistra, eletti all&#8217;estero, durante l&#8217;ultimo governo Prodi affinché passassero nelle file del centrodestra durante il voto sulla legge finanziaria. La procura di Roma aveva chiesto l&#8217;archiviazione e il gip Orlando Villoni aveva sospeso la sua pronuncia nel merito in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>DA DOVE RIPARTONO I PROCEDIMENTI</strong> &#8211; Il procedimento principale sui diritti tv riparte esattamente dalla sospensione dell&#8217;udienza al settembre 2008, con tutti gli atti validi compiuti nel dibattimento iniziato il 21 novembre 2006. Il procedimento per la corruzione dell&#8217;avvocato David Mills deve invece ripartire da zero, visto che il collegio giudicante, avendo emesso sentenza sul coimputato, è diventato per legge incompatibile a giudicare Berlusconi. Per quel che riguarda Mediatrade e la presunta compravendita dei senatori si è nella fase delle indagini preliminari: nel primo caso alla chiusura inchiesta, nel secondo alla pronuncia del gip sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PRESCRIZIONE </strong>- Detto che il Lodo Alfano ferma le lancette dell&#8217;orologio, durante la sospensione dei procedimenti, per quel che riguarda la prescrizione dei reati, bisogna precisare che non è possibile stabilire con esattezza a priori lo scadere dei tempi, dipendendo questi ultimi anche da circostanze come la concessione di attenuanti o derubricazione di imputazioni (che possono alleggerire i reati rendendoli più &#8220;prescrivibili&#8221;) o al contrario il riconoscimento di aggravanti (che allontanano la prescrizione). Quello che viene ritenuto più vicino alla prescrizione è il procedimento per il caso Mills che dovrà ripartire da capo. È molto difficile che la difesa del premier darà il consenso a una qualche parte degli atti compiuti al processo &#8211; durato dall&#8217;aprile 2007 al febbraio 2009 &#8211; in cui Mills è stato condannato, e, secondo fonti legali, è certo che il dibattimento che ripartirà da zero davanti ai tre nuovi giudici non potrà arrivare in fondo, nemmeno in primo grado. Per quel che riguarda il procedimento principale sui diritti tv invece, molto dipende, secondo quel che riferiscono fonti legali, da quante contestazioni suppletive la procura riuscirà a far arrivare dallo stralcio Mediatrade, in modo da ipotizzare reati oltre il 2001.</p>
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		<title>TENARIS DALMINE: Interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2009/10/07/tenaris-dalmine-interrogazione-al-ministro-dello-sviluppo-economico/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 14:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Premesso che:
 - la crisi economica in atto e la concorrenza internazionale, in particolare dei paesi emergenti che hanno un costo del lavoro di gran lunga inferiore a quello italiano, hanno colpito anche la multinazionale Tenaris Dalmine, azienda leader nella produzione delle tubazioni d’acciaio senza saldatura, costretta ad un drastico ridimensionamento del personale e dell’attività;
- il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1336&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Premesso che:</p>
<p style="text-align:justify;"> - la crisi economica in atto e la concorrenza internazionale, in particolare dei paesi emergenti che hanno un costo del lavoro di gran lunga inferiore a quello italiano, hanno colpito anche la multinazionale Tenaris Dalmine, azienda leader nella produzione delle tubazioni d’acciaio senza saldatura, costretta ad un drastico ridimensionamento del personale e dell’attività;<span id="more-1336"></span></p>
<p style="text-align:justify;">- il 28 settembre scorso si è svolto presso l&#8217;Unione Industriale di Bergamo un incontro tra la direzione aziendale e il coordinamento sindacale degli stabilimenti italiani del gruppo;</p>
<p style="text-align:justify;">- nella riunione i vertici aziendali hanno presentato il piano industriale 2010-2011 in cui, secondo un comunicato diffuso dalla stessa Tenaris Dalmine, oltre ad una serie di investimenti, sono attuate alcune scelte industriali e organizzative che tengono conto del “ridimensionamento strutturale dell’attività di alcuni settori industriali destinatari di tubi senza saldatura, il progressivo ed irreversibile calo di economicità di alcune tipologie di produzioni standard e scarsamente differenziate”;</p>
<p style="text-align:justify;">-secondo quanto spiegato dal gruppo siderurgico, nel piano industriale è stabilito un riposizionamento strategico, con investimenti stimati in 114 milioni di euro nei prossimi due anni “destinati all’ampliamento delle gamme di prodotto per dimensioni e complessità tecnologica, alla razionalizzazione impiantistica delle linee di finitura-filettatura, al miglioramento di produttività ed efficienza. Si dovrà quindi definire un riassetto organizzativo coerente con gli investimenti in macchinari e automazione, con le nuove modalità del lavoro, con la nuova gamma di prodotti e con i volumi di mercato previsti. Le soluzioni organizzative saranno discusse con le rappresentanze sindacali, valutando congiuntamente la gestione di tutti gli strumenti a disposizione per minimizzare i riflessi sulle persone”;</p>
<p style="text-align:justify;">- il piano industriale 2010-2011 prevedrebbe in sintesi la chiusura dello stabilimento di Piombino, un forte ridimensionamento delle attività produttive di Costa Volpino, un graduale disimpegno delle attività dello stabilimento Fapi di Dalmine, una pesante riorganizzazione sulle aree a caldo e freddo di FTM (Fabbrica Tubi Medi) di Dalmine, nonchè una pesante razionalizzazione e riorganizzazione degli organici per tutti gli altri siti produttivi, servizi e strutture impiegatizie;</p>
<p style="text-align:justify;">- l’azienda ha giustificato questo suo piano con la necessità di prepararsi ad affrontare i nuovi contraccolpi della crisi, alla luce del negativo andamento di mercato, ma le ripercussioni sui livelli occupazionali sarebbero per i sindacati talmente pesanti da risultare inaccettabili;</p>
<p style="text-align:justify;">- secondo fonti sindacali il piano aziendale determinerebbe, infatti, nei prossimi due anni una riduzione complessiva di 1.024 unità lavorative sui 2.814 attuali; nello specifico, nell’area bergamasca si parlerebbe di 836 esuberi, di cui 717 a Dalmine (ossia il 32% degli attuali 2.218 dipendenti) e altri 119 a Costa Volpino (ossia il 48% degli attuali 247), 64 sarebbero invece i tagli di forza lavoro ad Arcore su 225 impiegati, mentre dalla chiusura della fabbrica di Piombino in Toscana si avrebbero esuberi pari a 124 unità;</p>
<p style="text-align:justify;">- in un comunicato stampa il coordinamento sindacale unitario, annunciando nei prossimi giorni dieci ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo, ha espresso un giudizio fortemente critico nei confronti del piano industriale 2010-2011 presentato dalla multinazionale siderurgica ed ha espresso contrarietà e preoccupazione sui circa 1.000 possibili esuberi annunciati e sulla prospettata chiusura dello stabilimento di Piombino, motivata dalla direzione aziendale con il calo produttivo e l’insostenibilità economica della richiesta da parte del Ministero dell’ambiente di danni ambientali e bonifiche pari a circa 25 milioni di euro per il periodo in cui la proprietà era in capo all’IRI;</p>
<p style="text-align:justify;">- nel medesimo comunicato i sindacati, pur giudicando positivamente gli investimenti previsti dal piano pari a 114 milioni di euro, ritengono che le scelte industriali e organizzative, attuate in un contesto di mercato globale caratterizzato da un calo della domanda e un aumento della capacità produttiva, determinino un eccessivo costo sociale e una messa in pericolo delle prospettive future di alcuni stabilimenti;</p>
<p style="text-align:justify;">- la riorganizzazione produttiva ipotizzata da Tenaris Dalmine rappresenta una delle maggiori situazioni di crisi occupazionale in atto nel nostro Paese sia per il numero di persone coinvolte sia per l’azienda in questione che è storicamente un simbolo del mondo economico bergamasco;</p>
<p style="text-align:justify;">- desta preoccupazione il fatto che un’azienda leader mondiale nel settore siderurgico, fino a poco tempo fa con buone prospettive di lavoro e di sviluppo, debba ora ricorrere al ridimensionamento dei posti di lavoro e dei rami produttivi;</p>
<p style="text-align:justify;">- secondo quanto spiegato dall’azienda, una delle cause della crisi della Tenaris Dalmine sarebbe la forte concorrenza estera e, in particolare, della Cina “che ha accresciuto del 55 per cento la sua capacità produttiva dal 2005 al 2009 e sta continuando ad investire in nuovi impianti: oggi la sua capacità è di 28 milioni di tonnellate di tubi senza saldatura l’anno, superiore al fabbisogno complessivo mondiale (pari a circa 27 milioni di tonnellate l’anno)”.</p>
<p style="text-align:justify;">- tale concorrenza induce l&#8217;azienda a rivedere i propri piani di crescita e ad ottimizzare i siti produttivi per cercare di contenerne i costi, aumentandone la produttività;</p>
<p style="text-align:justify;">- già nel corso del Tavolo per la siderurgia tenutosi il 22 luglio 2009 presso il Ministero dello sviluppo economico era stato evidenziato il rischio di dumping cinese per le esportazioni  di prodotti in acciaio sul mercato europeo, legato alla sovracapacità produttiva del Paese asiatico e al sistema di sussidi che caratterizza tutti i fattori economici e finanziari della produzione;</p>
<p style="text-align:justify;"> <br />
per sapere:</p>
<p style="text-align:justify;"> quali iniziative intenda al più presto adottare, a partire da un tavolo nazionale di confronto con il gruppo Tenaris Dalmine e le rappresentanze sindacali,  al fine di sensibilizzare la direzione aziendale a modificare l’impostazione riorganizzativa e prevedere un nuovo piano industriale meno pesante in termini di riduzione dei livelli occupazionali, tutelando i diritti e le prospettive dei lavoratori interessati.</p>
<p style="text-align:justify;">PEZZOTTA, CIMADORO, FORMISANO</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
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		<title>In ricordo di Gino Giugni</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 10:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Signor Presidente,
è con una certa emozione che mi aggiungo agli interventi di Cazzola, Damiano ed Evangelisti per commemorare il professor Gino Giugni.
Egli è stato uno di quegli intellettuali che ha contribuito a quello che potremmo definire il “risorgimento sindacale” nel nostro Paese. Lo ricordo insieme ad altri intellettuali, come il professor Romani, che accompagnarono il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&blog=4167242&post=1334&subd=savinopezzotta&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Signor Presidente,</p>
<p style="text-align:justify;">è con una certa emozione che mi aggiungo agli interventi di Cazzola, Damiano ed Evangelisti per commemorare il professor Gino Giugni.<span id="more-1334"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Egli è stato uno di quegli intellettuali che ha contribuito a quello che potremmo definire il “risorgimento sindacale” nel nostro Paese. Lo ricordo insieme ad altri intellettuali, come il professor Romani, che accompagnarono il sindacato nel suo momento di formazione e cioè quelli che hanno indicato al sindacalismo la strada riformatrice. Lo ricordo certamente come studioso, ma attuatore di quella attenzione alla dimensione del diritto, in particolare del diritto del lavoro, inteso come strumento per ampliare la partecipazione democratica.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricordo la vera emozione che provammo in fabbrica quando venne approvato lo Statuto dei lavoratori. Per molti di noi finiva una stagione durissima di battaglie per conquistare degli spazi di libertà. Finalmente vedevamo entrare in fabbrica la Costituzione che diveniva non più solo un’enunciazione di valori e proposte, ma diventava veramente l’elemento che creava un contesto di libertà, anche laddove fino ad allora, negli anni Settanta, la libertà non era entrata, se non attraverso elementi di contrapposizione.</p>
<p style="text-align:justify;">Credo che i tempi che stiamo attraversando, duri sul piano del lavoro e dell’occupazione, ci richiamino alla lezione di Giugni ovvero quella che dice che non si possono affrontare i tempi delle transizioni senza una garanzia di diritti per i più deboli e per i più indifesi.</p>
<p style="text-align:justify;">La lezione vale anche oggi in cui le trasformazioni del lavoro invocano nuove tutele e nuovi diritti. Nello stesso tempo si viene sempre più evidenziando come lo Statuto dei lavoratori sia quanto mai attuale. Forse rimane ancora un baluardo di tutela e di difesa delle persone che lavorano.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo riusciti, occorre ricordarlo, a vincere la battaglia contro il terrorismo (che, va ricordato, colpì anche il professor Giugni) non solo al livello istituzionale ma anche dentro i luoghi di lavoro, perché nelle aziende e nei luoghi di lavoro erano chiari i diritti, le forme della rappresentanza e il modello e la forma della contrattazione. Il cammino riformatore è stato quello che ha battuto tensioni che potevano essere negative per la nostra democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;">Possiamo dire che con la sua azione di studioso, di politico, di uomo vicino al mondo del lavoro ha sostenuto un’azione di apertura di libertà e di democrazia, ha orientato l’insieme del sindacalismo verso forme riformatrici e partecipative. La sua attenzione all’autonomia del sindacato – un sindacato non schierato o meglio schierato da una parte sola: dalla parte dei lavoratori, e non partiticamente – fu una lezione vera che noi abbiamo appreso e che riteniamo sia di attualità anche oggi. Anche oggi se non c’è l’autonomia del sindacato, e se non viene affermata anche in modo radicale, non è possibile determinare elementi di unità. Questa è la lezione che noi abbiamo imparato dal professor Giugni e che rilanciamo oggi nel ricordarlo. Lo ricordiamo veramente con affetto, con simpatia, ma soprattutto vogliamo continuare a ricordarlo come un maestro di democrazia. Alla sua famiglia tutte le condoglianze del gruppo dell’Unione di Centro, ma soprattutto vogliamo mantenerlo nella nostra memoria e nel nostro ricordo.</p>
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