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	<description>Presidente della Rosa per l&#039;Italia e della Costituente di centro</description>
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		<title>Informazione : incontro</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 14:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 30 gennaio, dalle 15 alle 19, l’associazione Visioni Contemporanee presieduta da Enzo Carra e il  Movimento La Rosa per l’Italia, organizzano  in Roma, presso la Sala Poli della Camera dei Deputati (ingresso via Poli 13), il secondo incontro tra economisti nel quale si discuterà del processo di rinnovamento dell’economia italiana e delle sue istituzioni messo in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2997&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Lunedì 30 gennaio, dalle 15 alle 19, l’associazione <strong>Visioni Contemporanee presieduta da Enzo Carra e il </strong> Movimento<strong> La Rosa per l’Italia,</strong> organizzano  in Roma, presso la Sala Poli della Camera dei Deputati (ingresso via Poli 13), il secondo incontro tra economisti nel quale si discuterà del processo di rinnovamento dell’economia italiana e delle sue istituzioni messo in atto dalla riforma del governo Monti.</p>
<p align="left">Interventi di:</p>
<ul>
<li>Prof. Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata:  Riforme dei<br />
mercati finanziari nonché rating;</li>
</ul>
<ul>
<li>Prof. Bruno Chiarini, Università Parthenope di Napoli: Fabbisogni standard<br />
nel processo di federalismo fiscale;</li>
</ul>
<ul>
<li>Prof. Maurizio Decastri, Università di Roma Tor Vergata: RAI e riforma<br />
televisiva;</li>
</ul>
<ul>
<li>Prof. Alberto Iozzi, Università di Roma Tor Vergata: Liberalizzazioni;</li>
</ul>
<ul>
<li>Prof. Stefano Manzocchi, Università LUISS: Sostegno e aggiornamento del sistema industriale;</li>
</ul>
<ul>
<li>Prof. Antonio Pedone, Università di Roma Tor Vergata: Riforma tributaria;</li>
<li>Prof. Lucio Picci, Università di Bologna: ICT nella Pubblica Amministrazione;</li>
</ul>
<ul>
<li>Prof. Gustavo Piga, Università di Roma Tor Vergata: Sostegno a Piccole e Medie Imprese;</li>
</ul>
<ul>
<li>Dott. Francesco Sperandini, ACEA SpA: Servizi pubblici locali e reti  intelligenti;</li>
</ul>
<p><strong>Coordina l’incontro il prof. Gustavo Piga.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" align="left"><strong>Questo seminario conclude la fase  preparazione per il convegno nazionale che si pensa di tenere nelle prossime settimane.Gli amici che fossero interessati a partecipare sono pregati di comunicarlo alla mia segreteria</strong></p>
<br />Filed under: <a href='http://savinopezzotta.wordpress.com/category/temi-e-dibattiti/'>Temi e dibattiti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/savinopezzotta.wordpress.com/2997/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/savinopezzotta.wordpress.com/2997/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2997&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Savino Pezzotta</media:title>
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	</item>
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		<title>«Bossi non staccherà la spina. Formigoni resta al suo posto»</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2012/01/27/bossi-non-stacchera-la-spina-formigoni-resta-al-suo-posto/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica, territorio, legislazione e Rosa per l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://savinopezzotta.wordpress.com/?p=2990</guid>
		<description><![CDATA[Intervista a Savino Pezzotta. Da &#8220;Il Giornale Milano&#8220;, 26 Gennaio 2012 Onorevole Savino Pezzotta, la Lega minaccia di far cadere Formigoni e si torna a parlare di una «maggioranza Monti» (Pdl, Pd e Udc) anche in Regione? Da segretario regionalecome la vede? «Guardi, per me la politica è una cosa seria». Ma ne ha parlato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2990&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Intervista a Savino Pezzotta.</strong><br />
Da &#8220;<em>Il Giornale Milano</em>&#8220;, 26 Gennaio 2012</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">Onorevole Savino Pezzotta, la Lega minaccia di far cadere Formigoni e si torna a parlare di una «maggioranza Monti» (Pdl, Pd e Udc) anche in Regione? Da segretario regionalecome la vede?</span></strong><br />
«Guardi, per me la politica è una cosa seria».</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2990"></span><strong>Ma ne ha parlato anche qualcuno dei vostri. Pierluigi Mantini ha auspicato «collaborazioni» sia al Comune che al Pirellone&#8230;</strong><br />
«Intanto diciamo che Pisapia regge, è in sella. In Comune  semmai, visto che in giunta c&#8217;è qualcuno che dovrebbe essere parte della nostra area&#8230; ».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dovrebbe essere o è? Parliamo di Tabacci&#8230;</strong><br />
«Mi correggo, è parte di quest&#8217;area. Comunque, visto che sta in giunta, anche se a titolo personale, penso che ci dovrebbe essere un rapporto di dialogo maggiore con una forza come la nostra».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Anche al vostro rappresentante in Consiglio, Manfredi Palmeri, avete chiesto un chiarimento.</strong><br />
«Il rapporto con il nostro consigliere comunale è lineare. Forse bisogna stringere un po&#8217;».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Passiamo alla Regione. Se ci dovesse essere una crisi di questa maggioranza?</strong><br />
«In Regione non c&#8217;è una crisi, c&#8217;è la Lega che abbaia ma non morde. E io me ne sto tranquillo. La Lega non si sfila. Lei ce la vede? Ci scommetto una bella cena. Sono molto attaccati alle poltrone, più di quanto non lascino vedere».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Di un governo di «larghe intese» regionale, di uno «scenario romano», parlano in tanti.</strong><br />
«Il governo nazionale e regionale sono diversi. Qui non ci sono i mercati finanziari, non ci sono i rapporti con gli altri governi. E poi la Lega qui conta più che a Roma. Per questo non le conviene uscire. È solo in crisi di astinenza di potere ora, le daranno un po&#8217; di metadone, faranno qualche rimpasto e la Lega avrà qualche posto in più».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Insomma, non se parla nemmeno per ipotesi. La cosa non la convince.</strong><br />
«Non è che non mi convince. È che non ci sono le condizioni. Se non accadono cose strane va avanti Formigoni. Se cade, in ogni caso, si va al voto».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A proposito, in primavera c&#8217;è una sostanziosa infornata di Amministrative. Come vi regolerete nei Comuni?</strong><br />
«Può darsi che ci siano alleanze qua o là ma la strategia per me è quella di una corsa autonoma».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma lei lascerà i suoi amici delle varie realtà liberi di valutare?</strong><br />
«Sì, lascio la decisione alle varie realtà locali. D&#8217;altra parte hanno fatto anche in passato cose che non condividevo. Per esempio certe alleanze con la Lega».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quelle le esclude a priori?</strong><br />
«Le escluderei per principio sì, non è che possiamo allearci con ci sputa in faccia tutti i giorni».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Si voterà a Monza, a Como e in altri centri importanti. Se ci fossero candidati di estrazione cattolica presentati dal Pdl sareste disposti a sostenerli?</strong><br />
«Lasciamo perdere i cattolici, ora tutti correranno a battezzarsi. La fede appartiene ad un&#8217;altra sfera. Noi cerchiamo persone capaci ed oneste».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lei ha chiesto un rinnovamento anche all&#8217;interno. L&#8217;ha ottenuto?</strong><br />
«Abbiamo fatto i congressi. A volte non siamo riusciti a innovare, ma nella stragrande maggioranza dei casi sì. A Bergamo, Milano e Como abbiamo segretari giovanissimi».</p>
<p><strong>Non la vede, in prospettiva anche di lungo perodo, una ricomposizione con le forze appartenenti al Ppe?</strong><br />
«No, non la vedo. Vedo un Terzo Polo autonomo che riaggrega coloro che hanno il nostro stesso modo di vedere le cose».</p>
<br />Filed under: <a href='http://savinopezzotta.wordpress.com/category/politica-territorio-legislazione-e-rosa-per-litalia/'>Politica, territorio, legislazione e Rosa per l'Italia</a>, <a href='http://savinopezzotta.wordpress.com/category/temi-e-dibattiti/'>Temi e dibattiti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/savinopezzotta.wordpress.com/2990/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/savinopezzotta.wordpress.com/2990/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2990&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>LIBERALIZZAZIONI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si discute molto delle liberalizzazioni. Il decreto del Governo affronta una serie di nodi che riguardano i blocchi che pesano sulla nostra economia cercando di aprire più spazio alla concorrenza in 15 settori: energia, carburanti, rete gas, assicurazioni, banche, commercio edicole, taxi, farmacie, ferrovie, autostrade, professionisti e notai, class action, imprese, pagamento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2988&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">In questi giorni si discute molto delle liberalizzazioni. Il decreto del Governo affronta una serie di nodi che riguardano i blocchi che pesano sulla nostra economia cercando di aprire più spazio alla concorrenza in 15 settori: <strong>energia, carburanti, rete gas, assicurazioni, banche, commercio edicole, taxi, farmacie, ferrovie, autostrade, professionisti e notai, class action, imprese, pagamento imprese, infrastrutture</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il dibattito che si sviluppato è ampio e articolato, da quelli che affermano che si tratta di “una rivoluzione liberale” che consentiranno di sbloccare l’Italia, di dare spazio alla creatività e anche all’occupazione. Personalmente vedo le liberalizzazioni più come un processo di razionalizzazione del sistema. Forse si poteva essere un poco più incisivi, ma credo, vista la situazione di tensione sociale in cui viviamo, sia meglio agire con il bisturi che con l’accetta.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche dentro i partiti maggiori ci sono dei “mal di pancia”, soprattutto quando si interviene su interessi fino ad oggi protetti. C’è anche chi attacca il Governo considerandolo il nume tutelare delle Banche. Non tutto è perfetto in quello che si sta facendo, ma è sicuramente molto di più di quanto ha fatto il precedente Governo: Ma forse è proprio la fattibilità a far scatenare le reazioni di Berlusconi che ogni giorno che passa vede crescere la differenza tra il suo modo di governare e quello messo in atto dal Governo Monti, mentre la “crisi di astinenza” dal potere scatena le rimostranze della Lega come ha fatto pubblicamente Umberto Bossi, in occasione della manifestazione della Lega in Piazza del Duomo a Milano &#8211; considerando quelle norme come attività di un governo “infame” sollecitandolo ad “andare fuori dai c….”</p>
<p style="text-align:justify;">Non tutto è perfetto, ma l’impostazione di fondo è alquanto convincente.</p>
<p style="text-align:justify;">Per consentire di valutare il senso dei provvedimenti, vi alleghiamo la bozza di “relazione al decreto”, invitandovi a leggerla con attenzione.<span id="more-2988"></span></p>
<h4 style="text-align:justify;">La relazione alla bozza di decreto</h4>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;accelerazione dei fenomeni economici impone ai governi occidentali decisioni rapide e immediate. Non solo per adeguare i tempi di reazione alla velocità imposta dai mercati; ma soprattutto per difendere le tutele sociali ed il potere d&#8217;acquisto dei cittadini Le previsioni economiche a medio termine sono ancora condizionate da elementi di incertezza e criticità. Il rallentamento della crescita assume dimensioni generalmente più accentuate nei Paesi occidentali, rispetto alle economie emergenti di Cina e India, Brasile e Russia. Le prospettive sono tuttavia ancor più preoccupanti per il nostro sistema economico, caratterizzato da tassi di crescita ben inferiori a quelli dei principali partner commerciali.</p>
<p style="text-align:justify;">A ciò si aggiungono mali antichi che portano istituzioni internazionali (OCSE, World Bank e FMI) a valutare l&#8217;Italia come un Paese in cui l&#8217;iniziativa economica privata è fortemente scoraggiata a causa dell&#8217;atteggiamento dell&#8217;amministrazione, non ultima quella fiscale; i processi decisionali pubblici per l&#8217;avvio di nuove imprese e le autorizzazioni delle grandi opere sono farraginosi; la giustizia civile, imbrigliata dalla lentezza dei processi, ostacola il corretto funzionamento dei mercati. Infine, in vaste aree del Paese problemi di ordine pubblico costituiscono di per sé un ostacolo a volte insuperabile allo sviluppo d&#8217;iniziative imprenditoriali lecite.</p>
<p style="text-align:justify;">Il governo italiano si è finora impegnato a garantire la sostenibilità della finanza pubblica. L&#8217;evoluzione della crisi ha infatti colpito i debiti sovrani, e per prima cosa era necessario e opportuno mettere in sicurezza le fondamenta dello Stato; assicurare i servizi essenziali; difendere i risparmiatori. In questo scenario, il risanamento della finanza pubblica è divenuto un&#8217;emergenza non più rinviabile. Negli ultimi tre anni gli sforzi sempre più incisivi di Governo e Parlamento si sono concentrati su questo obiettivo. L&#8217;acuirsi della tensione sui titoli del debito ha imposto l&#8217;accelerazione dei programmi di consolidamento della riduzione strutturale della spesa pubblica, realizzata da ultimo con il dl 6 dicembre 2011, n. 201.</p>
<p style="text-align:justify;">Finora il governo ha agito sul &#8220;numeratore&#8221; della crisi: i conti pubblici. Oggi è il momento di intervenire sul &#8220;denominatore&#8221;: la crescita.</p>
<p style="text-align:justify;">La crescita non si costruisce in laboratorio. La garantiscono, la assicurano, la realizzano i cittadini e le imprese.</p>
<p style="text-align:justify;">I vincoli di finanza pubblica, ulteriormente irrigiditi anche in virtù delle più recenti decisioni assunte in sede comunitaria per garantire la stabilità dell&#8217;euro, rendono non praticabili politiche fiscali espansive a sostegno della domanda interna. La situazione impone pertanto strategie alternative basate su interventi incisivi. Con l&#8217;obbiettivo di favorire incentivi per l&#8217;iniziativa economica privata, creare condizioni più favorevoli per l&#8217;investimento interno ed estero, promuovere l&#8217;innovazione e più elevati livelli di efficienza in genere, come del resto più volte segnalato negli anni scorsi dalla Banca d&#8217;Italia e dall&#8217;Antitrust.</p>
<p style="text-align:justify;">È in questa strettoia che si muove il governo. Il Bilancio pubblico non può più favorirela crescita. La Monetaunica ha reso impossibili le svalutazioni competitive che hanno anestetizzato la mancanza di riforme strutturali. Non resta, quindi, che liberare le risorse e la capacità di intraprendere propria delle imprese italiane, intervenendo proprio sugli ostacoli che hanno finora rallentato le potenzialità di crescita.</p>
<p style="text-align:justify;">È necessaria, quindi, una politica economica adattata ai tempi. Che abbandoni progressivamente la logica del sussidio alle imprese, come anche l&#8217;idea di poter utilizzare l&#8217;amministrazione pubblica come ammortizzatore sociale; o, peggio ancora, che venga interpretata esclusivamente come un bancomat a disposizione del sistema, a prescindere dalla qualità della spesa.<br />
Appare sempre più urgente promuovere le condizioni per una ripresa basata essenzialmente sullo sviluppo di autonome attività d&#8217;impresa: la liberalizzazione dell&#8217;economia rappresenta dunque una via ineludibile per il Paese, se vuole uscire dalla crisi rinsaldando le fondamenta della propria economia.<br />
Questa possibilità, tuttavia, si scontra con alcuni ostacoli che caratterizzano storicamente il nostro sistema sociale ed economico e che si sostanziano in una regolazione protezionistica o comunque di ostacolo allo sviluppo di autonome iniziative imprenditoriali.</p>
<p style="text-align:justify;">Essenziale diviene una complessiva e generalizzata opera di revisione del quadro normativo e regolamentare che, ai diversi livelli di governo e di competenza e senza distinzioni tra categorie, interessi e settori economici, elimini le molte e ingiustificate situazioni di barriere all&#8217;accesso e le rendite di posizione ancora esistenti. Con l&#8217;obbiettivo di ampliare le opportunità di lavoro e le prospettive di mobilità e di promozione sociale. Affinché un simile processo di riforma possa conseguire concreti effetti è necessario che sia sostenuto dal più diffuso consenso sociale che si alimenta solo se le misure proposte hanno carattere generale e non discriminatorio: l&#8217;azione di apertura dei mercati deve procedere in tutte le direzioni.</p>
<p style="text-align:justify;">In Italia, i settori che producono servizi al riparo dalla concorrenza internazionale sono, sostanzialmente, tutti i settori diversi dal manifatturiero (commercio, trasporti, credito e assicurazioni, costruzioni, elettricità, gas, acqua, hotel e ristoranti, professioni) e rappresentano più del 50 per cento del valore aggiunto complessivo. In questi settori il grado di concorrenza, sulla base di confronti tra paesi OCSE, è relativamente basso. Vi sono, infatti, barriere all&#8217;entrata, regolamentazioni sui prezzi e/o limitazioni alle forme d&#8217;impresa che garantiscono alle imprese già presenti sul mercato un potere che permette loro di applicare margini di profitto molto elevati rispetto ai costi. Secondo i dati OCSE, per l&#8217;Italia il margine di profitto medio nei settori dei servizi sarebbe pari al 61 per cento, contro il 35 per cento nel resto dell&#8217;area dell&#8217;euro e il 17 per cento nei settori che producono beni e servizi sottoposti alla concorrenza internazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Obbiettivo del presente decreto è quello di modificare questi rapporti, attraverso un intervento a largo spettro sui settori interessati. A partire proprio da quelli che coprono la metà del valore aggiunto nazionale. In particolare, si pongono le premesse normative per attivare una radicale riforma della regolazione delle attività economiche che elimini la necessità di preventivi atti di assenso all&#8217;avvio delle attività economiche e ridefinisca – semplificandolo &#8211; il quadro dei requisiti necessari per il loro svolgimento. Interventi che si inseriscono nel solco delle proposte di modifica Costituzionale dell&#8217;art. 41, già presentate in questa legislatura.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;intervento dell&#8217;amministrazione è quindi concepito in forma di controllo ex-post, per valorizzare al massimo le iniziative imprenditoriali. Ed in questo quadro si inseriscono le norme che cancellano le richieste di certificati da parte della pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa riforma punta ad eliminare ostacoli ingiustificati nelle norme e nelle prassi amministrative. E vedrà impegnati tutti i livelli di governo del Paese. Dal governo centrale alle Regioni, agli enti locali. Con un ruolo attivo del governo nei confronti delle Regioni inadempienti, come previsto dell&#8217;art.120 della Costituzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il quadro economico internazionale, il livello del debito pubblico, la crescita al rallentatore non consentono più al Paese sacche di privilegi e rendite di posizione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mercato deve riprendersi gli spazi per troppo tempo limitati a causa della sedimentazione di questi benefici, non più motivati. Per questo, il decreto contiene misure tese ad allargare il perimetro dei mercati e a stimolare il gioco della concorrenza. Con interventi su i servizi professionali, i servizi notarili; la distribuzione farmaceutica e i farmaci generici; la distribuzione dei carburanti e della stampa; i mercati elettrici e del gas; i servizi bancari e assicurativi; i servizi e le infrastrutture di trasporto nei settori autostradale, ferroviario, aeroportuale, portuale e nella mobilità urbana; i servizi pubblici locali, a esclusione del servizio idrico; attività turistiche su beni demaniali.</p>
<p style="text-align:justify;">La crisi economica colpisce in modo particolare le categorie meno protette. I giovani, innanzitutto. Per questo, vengono introdotte misure per favorire l&#8217;accesso dei giovani alle attività economiche, salvaguardando la qualità della formazione, rimuovendo gli ostacoli per la costituzione di società a responsabilità limitata. Sono, inoltre, stabilite nuove forme di garanzie ulteriori per i consumatori: si rende più snella la procedura della azione collettiva di classe e si attiva una forma di controllo amministrativo sulle clausole vessatorie nei contratti di massa.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di un primo intervento ad ampio raggio che è il frutto della convinzione di dover agire in tutte le direzione, ovunque sia possibile inserire stimoli competitivi. Dunque, è l&#8217;inizio di un lavoro, di una politica economica orientata alla crescita.</p>
<p style="text-align:justify;">Il presente decreto si pone, dunque, nel solco degli interventi, in parte già delineati nella legislatura in corso e ampiamente condivisi in ambito Parlamentare, per allineare il nostro Paese alle best practices europee.</p>
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		<title>Riforma del mercato del lavoro: le mie proposte</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica, territorio, legislazione e Rosa per l'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[PREMESSA &#8211; Come sempre nei tempi di crisi il tema del lavoro torna alla ribalta, soprattutto, come nel caso italiano, ci si trova di fronte a un aumento della disoccupazione, dell’uso degli ammortizzatori sociali, delle difficoltà per i giovani di inserirsi in modo stabile in una occupazione, per le donne che continuano ad essere escluse, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2982&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">PREMESSA &#8211; Come sempre nei tempi di crisi il tema del lavoro torna alla <img class="alignright  wp-image-2983" title="lavoro" src="http://savinopezzotta.files.wordpress.com/2012/01/lavoro.jpg?w=240&#038;h=169" alt="" width="240" height="169" />ribalta, soprattutto, come nel caso italiano, ci si trova di fronte a un aumento della disoccupazione, dell’uso degli ammortizzatori sociali, delle difficoltà per i giovani di inserirsi in modo stabile in una occupazione, per le donne che continuano ad essere escluse, per gli over 45 che faticano a reinserirsi in una occupazione, per molti  immigrati che, dopo aver lavorato per anni nel nostro paese, si trovano nella condizione di trasformarsi in irregolari.</p>
<p style="text-align:justify;">La “questione lavoro” diventa segno delle difficoltà sociali che la crisi sta generando. <span id="more-2982"></span>Bisogna che pertanto essa venga calendarizzata come questione centrale della ripresa e della crescita. In questi giorni, mentre siamo tutti occupati a verificare come vanno lo spread e il listino borsistico, mi è capitato di leggere cosa la crisi economica sta provocando in Grecia: ci sono madri e famiglie che stanno abbandonando sulla soglia di un monastero i propri figli piccoli perché non riescono più a mantenerli. Se questi sono gli effetti della crisi, ci dobbiamo porre, come sta facendo Benedetto XVI (è stato esplicito il discorso che ha fatto agli ambasciatori accreditati presso la santa sede riferendosi alla crisi economica) la questione se non sia venuto il momento di riprogettare il nostro sistema economico, il modello di sviluppo economico puntando sulla dimensione etica prima ancora che su meccanismi economici.</p>
<p style="text-align:justify;">Non si tratta solo di arginare le perdite delle economie nazionali, di ricercare una giusta stabilità continentale, ma di darci “nuove regole” in grado di assicurare a tutti la possibilità di una vita dignitosa e di poter sviluppare le proprie capacità.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono convinto che questo percorso passi essenzialmente attraverso un impegno deciso sulla “questione del lavoro”.</p>
<p style="text-align:justify;">_____________________________________</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;"><strong>NELLA FASE DUE DEL GOVERNO MONTI</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">La questione del lavoro è sicuramente legata alla crescita, ma presenta una sua urgenza a questo proposito basta leggere con attenzione le varie rilevazioni dell’Istat, di Eurostat, della Banca d’Italia, degli uffici studi del sindacato e delle associazioni imprenditoriali. Il problema è che su questa questione si è purtroppo innescata tanta ideologia e una voglia di apparire che rischia di spostare il dibattito su questioni marginali.</p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna fare uno sforzo e riportare il tema al suo cuore, questa ricentratura richiede almeno tre prime valutazioni:</p>
<p style="text-align:justify;">Un<strong> apprezzamento sul come il Ministro Fornero sta conducendo il confronto con le parti sociali</strong>. Gli incontri bilaterali con le singole organizzazioni sindacali erano stati visti come una ripetizione del “metodo Sacconi” e pertanto avevano generato una serie di perplessità, dubbi e contraddizioni; alla prova dei fatti il “metodo Fornero” ha rilevato delle potenzialità ed è servito a temperare spigolature, contrasti, divisioni e facendo emergere l’esigenza di un percorso comune. Vedremo poi se questo percorso porterà o no a delle convergenze concrete.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il dibattito su “concertazione sì o no” è sostanzialmente un non dibattito</strong>. Credo che data la particolarità di questo Governo non si possano ripetere le logiche del passato. Si deve prendere atto che siamo entrati in una fase politica nuova e lo deve comprendere il sindacato ma anche le organizzazioni imprenditoriali. Questo non significa e non deve significare che il confronto con le parti sociali debba essere abolito, esso è parte di quella costituzione materiale che è una caratteristica del nostro impianto istituzionale. Nel corso del tempo si è chiamato “dialogo sociale” – termine che è ancora usato a livello dell’Unione Europea – e che ha caratterizzato gli anni dello scontro/ confronto ideologico e della crescita economica. Venuta meno quella stagione e sorgendo questioni di crisi economica e di mutamento sociale, si è passati alla “concertazione” e credo che sia molto servito alla coesione sociale del nostro Paese, come del resto più volte ha testimoniato il Presidente Ciampi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora siamo in una fase diversa caratterizzata dalla globalizzazione che sta ristrutturando la divisione internazionale del lavoro, che ha accentuato il peso della finanza rispetto all’economia reale, che vede l’emersione di nuove potenze industriali ed economiche, che ha messo in discussione il baricentro occidentale ed europeo, inoltre bisogna fare il conto con la nuova rivoluzione tecnologica e le sue pervasività nei fattori produttivi e le questioni della sostenibilità ambientale. L’insieme di questi fenomeni che scombinano il nostro mondo e che nello stesso tempo fanno emergere in modo pesante la figura del consumatore che rischia di sopravanzare quella del lavoratore, il confronto tra le parti sociali e il governo più che sul terreno della concertazione andrebbe collocato su quello della “governance” dei fattori che possono generare la crescita e un nuovo modello di sviluppo e di welfare. In questo contesto il “patto sociale”sociale appartiene al passato, mentre andrebbero definiti percorsi di “governance” permanenti. In questa prospettiva si valorizzerebbe il ruolo delle parti sociali, quello del Governo e manterrebbe inalterate le prerogative della politica e del Parlamenti. Si tratta di far funzionare il principio di sussidiarietà attraverso il quale le diverse autonomie sono portate a partecipare al raggiungimento di obiettivi comuni, senza che nessuno perda di ruolo, di finzione e sia strettamente collegato alla dimensione della propria rappresentanza senza piegarsi alle tentazioni corporative o esclusive.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ritengo che sia sostanzialmente poco utile</strong> che, considerato quanto sta succedendo in queste ore tra Governo e parti sociale, ci si affanni da parte di personaggi della politica a proporre delle soluzioni sul mercato del lavoro, sui contratti e sui modelli. Mi sembra che sia una questione tutta interna al Pd. Bisognerebbe, per tutto il tempo che va in “onda” il confronto tra Governo e parti sociali cercare di evitare le incursioni dei politici che possono, in buona fede, finire per ingarbugliare le questioni. Cercare di presentarsi come più riformisti di atri mi sembra un atteggiamento alquanto stucchevole in una fase come questa, come far diventare centrale la questione del licenziare rispetto a quella dell’occupare. In questo senso la questione dell’art. 18 è un non senso. Può anche darsi che sia un mito o un tabù, ma proprio perché può aver assunto, non per caso, questa dimensione e considerata la sua scarsa incidenza sul contesto, bisognerebbe che si lasciasse demitizzare da sé. Forse sarebbe stato più utile discutere di collegi di conciliazione e di arbitrato o di una riforma del processo del lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">____________________________</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#333399;">NEL MERITO</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per prima cosa deve essere chiaro l’obiettivo che ci si propone, diverso è dire che serve alla crescita altro che deve favorire la flessibilità e la mobilità . E’ vero che le due cose s’intrecciano ma deve essere chiaro chi determina il percorso, l’azione e gli strumenti. Le politiche del mercato del lavoro attuate nel corso dell’ultimo quindicennio hanno puntato molto sul come rendere più flessibile il mercato del lavoro. Abbiamo avuto il “pacchetto Treu”, la “legge Biagi”, nuove forme di avviamento al lavoro (atipici, co.co. lavoro a progetto, ecc.), è indubbio che prima che arrivasse la crisi queste modalità avevano consentito un innalzamento dell’occupabilità , ma anche il crearsi di sacche profonde di precarietà. L’abbaglio è stato nel pensare che la flessibilità del lavoro bastasse di per sé per creare occupazione. Ora occorre mettere al centro la crescita e questa sicuramente richiede un mercato del lavoro più adattabile, ma anche più ricco di conoscenze, di saperi, di professionalità e di meno precarietà. La professionalità, il mestiere, l’arricchimento del capitale umane passano attraverso forme di relazione nuove tra scuola e lavoro, ma anche sulla trasmissioni di saperi che stanno nella permanenza in luoghi o in reti di lavoro alquanto stabili e sicure.</p>
<p style="text-align:justify;">Seconda questione, possiamo ancora in questo “nuovo mondo” in cui ci troviamo a vivere e possibile a lavorare possiamo ancora parlare di “politiche industriali”? O forse servirebbero elementi concettuali più complessi. Si trovino pure altre formulazioni, ma un Paese come il nostro che e segnato da una forte presenza del manifatturiero costringersi solo a difendere il “made in Italy” e di quanto vi è connesso. Disporre di una qualità e di una riconoscibilità di prodotti rappresenta un formidabile vantaggio nei mercati dei beni di consumo, ma alla lunga si tratta di una difesa competitiva debole se ci si limita ad essa. Pensare di mantenere all’infinito quote di mercato perché si è sollecitato il dato estetico del consumatore, è un gioco che non dura all’infinito. Per molto tempo abbiamo affermato che la nostra piccola impresa è un fattore di successo e di flessibilità, credo che alcuni di questi elementi siano ancora validi, ma rispetto alla rivoluzione tecnologica in atto e alla sua pervasività una dimensione piccola può adottare tecnologie avanzate, sia nell’organizzazione d’impresa sia nel prodotto? Di sotto a una certa soglia di dimensione e di complessità i benefici che un’impresa può ricavare dalla digitalizzazione rischiano di essere inferiore ai suoi costi e lo stesso vale per il contenuto tecnologico dei suoi prodotti. Le liberalizzazioni, la crescita di concorrenzialità nel mercato interno dei servizi e di altri segmenti produttivi può certo stimolare la crescita e non soltanto delle imprese dei comparti interessati, ma anche di quelle che saranno obbligate ad interfacciarsi con queste.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel campo esposto alla concorrenza internazionale, che interessa tutta la nostra industria e alcuni comparti dei servizi (quelli turistici) la pressione crescente dei paesi emergenti rischiano di metterci in un angolo. Molto dipende dalle imprese che a volte sembrano impacciate o alla ricerca di luoghi produttivi fuori dai confini ( vedi caso Omsa e altri), ma oggi credo che l’evoluzione innovativa dei nostri settori produttivi dipenda anche dai decisori pubblici.    Credo che sia arrivato il tempo di politiche che siano in grado di agire sui processi economici obbligando a far evolvere i nostri paradigmi tecnologici, a elevare la qualità dei prodotti. A costo di sembrare un poco “retro” credo che oltre alle politiche di risanamento del bilancio pubblico, di un nuovo fisco, di una rimodulazione della spesa, forse iniziare a pensare e a progettare politiche industriali, dei servizi e agricole di nuova generazione centrate su nuovi paradigmi e sulla sostenibilità ambientale e sociale, sia una necessità per reggere i prossimi vent’anni. Avendo chiaro che per competere sui nuovi mercati, più che pagare meno bisogna far crescere la produttività del lavoro e di tutti i fattori economici.</p>
<p style="text-align:justify;">_________________________</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;"><strong>SUL LAVORO</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">Alcuni spunti:</span></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Non va sottovalutata in questa fase la questione dei redditi: la contrazione dei redditi famigliari come sappiamo ha un effetto recessivo alquanto significativo , e ce ne stiamo rendendo conto tutti. Una politica che punta alla crescita non può ignorare la questione dei redditi famigliari e l’effetto deprimente che genera il permanere stabile del tasso di povertà e il manifestarsi di nuovi fenomeni d’impoverimento. Il combinato tra rallentamento delle esportazioni e abbassamento dei consumi interni non aiuta, anzi rischia di peggiorare la situazione. Pensare che si possa diventare più competitivi riducendo la quota di reddito che va alle famiglie che già dovranno pagare gli effetti della riforma delle pensioni, dell’aumento delle tasse, della perdita di lavoro, della cassa integrazione, della disoccupazione è una pura illusione. Su questo terreno serve un’azione fiscale a tutela dei redditi famigliari e dei redditi da lavoro, liberandoli da una serie di balzelli impropri. L’abbattimento della pressione fiscale non può più essere pensato in termini generalizzati tipo meno tasse per tutti, ma entrare nella logica “meno tasse dove serve alla crescita e alla coesione sociale”.</li>
<li>Puntare alla <strong>flessibilità autentica, </strong>intendendo che la flessibilità che è necessaria per fare fronte alla domanda, alla organizzazione del lavoro, alla crescita della produttività va valorizzata. Quello che occorre contrastare è quella che crea “lavoro vulnerabile”. Riportare la flessibilità e la mobilità del lavoro alle specifiche forme di attività volte all’incremento di produttività deve essere l’obiettivo da perseguire.</li>
<li>Sul cosiddetto <strong>contratto unico</strong> alcune osservazioni. Sicuramente alcune tipologie di contratto di avviamento al lavoro o di lavoro flessibile, ed in particolare quelle che rispondono ad alcune tipologie ed esigenze aziendali, andrebbero mantenute. Manifesto dei dubbi sui periodi di prova troppo lunghi. Tre anni di prova com’è stato proposto possono portare a istituzionalizzare la precarietà, la strada migliore è il <strong>contratto di apprendistato o d’inserimento</strong> che abbia chiaro i percorsi formativi e qualificativi e gli obiettivi da raggiungere che giustificano il basso costo, in modo che alla fine del percorso si abbia un risultato positivo sia in caso di assunzione a tempo indeterminato ma, se non confermato, con un bagaglio professionale da spendere sul mercato. In questi percorsi che non possono limitarsi alle qualifiche più basse, andrebbe coinvolto l’intero sistema formativo, comprese le Università. Per quanto riguarda le <strong>tutele crescenti con l’anzianità</strong>, la ritengo una proposta alquanto rischiosa perché darebbe troppo peso all’anzianità e pertanto potrebbe generare un turnover nelle aree di bassa anzianità che potrebbe cosi sfuggire al consolidarsi “ delle tutele in progress”.</li>
<li>Per quanto riguarda la <strong>flexicurity</strong>, va sempre tenuto presente che ha dato buoni frutti in paesi con popolazione e un mercato del lavoro ristretto e con meno differenziali territoriali. L’Olanda è più piccola della Lombardia, non ha un divario territoriale come il nostro. Pertanto non può essere riprodotta ma riadattata, questa prospettiva richiede una riforma profonda degli ammortizzatori sociali, che dovrebbero passare dall’attuale missione di tutela del reddito a quella di promozione di nuovo reimpiego.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">La crisi doveva essere l’occasione per un ripensamento di tutto il sistema che appare segnato da iniquità e incongruenze: molti disoccupati sono ancora oggi privi di ogni forma di sostegno al reddito  e permangono forti sperequazioni tra lavoratori colpiti dalla perdita di lavoro, a seconda del tipo di contratto, delle dimensioni e settore aziendale. Queste <strong>disparità sono state accentuate</strong> dai pur necessari provvedimenti in deroga: alcuni lavoratori si trovano privi di qualsiasi forma di assicurazione nei confronti del rischio di disoccupazione, mentre altri possono ottenere un sostegno per diversi anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarebbe pertanto necessario si avviasse un processo di riforma, anche in modi graduali, che <strong>immetta nel sistema degli ammortizzatori dosi di universalismo e soprattutto percorsi di reinserimento lavorativo</strong>. Una revisione degli ammortizzatori sociali dovrebbe essere in grado di affrontare in modi più organico anche la questione del contrasto alla povertà e all’impoverimento, non solo dal punto di vista del sostegno economico che in moltissimi casi è necessario, ma anche sul versate del lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">Diffido del cosiddetto “<strong>reddito di cittadinanza</strong>”. Potrebbe essere un disincentivo verso l’attribuzione della cittadinanza ai nuovi italiani. Bisognerebbe invece parlare di reddito di reinserimento, di avviamento al lavoro, di rioccupazione; altre forme, invece, potrebbero favorire il lavoro nero. Penso che ogni reddito debba avere un <strong>corrispettivo d’impegno</strong> da parte di chi lo riceve, secondo le sue possibilità.</p>
<p style="text-align:justify;">Un nuovo sistema di ammortizzatori sociali richiede un maggior coinvolgimento del sistema formativo statale e privato, ma anche una revisione complessiva del ruolo e della funzione <strong>dei servizi all’impiego</strong>. Nella situazione attuale riveste un’importanza espressiva, soprattutto sul terreno del reimpiego dell’avviamento al lavoro, <strong>la formazione professionale</strong> troppo bistrattata in questi anno, mentre potrebbe ora aver un ruolo significativo, soprattutto quando la ricerca di specializzazioni e di mestieri è tornata di attualità.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’ambito di un disegno che privilegia la “governance” nelle relazioni industriali , andrebbe riproposto il <strong>tema della partecipazione</strong>. Un progetto di legge l’ho depositato a suo tempo, ora visto il dibattito che si potrebbe aprire al Senato si potrebbe riproporre.</p>
<p style="text-align:justify;">Al fondo di tutto sta il problema della crescita e forse una riflessione sul come cambia e si riorganizza il nostro sistema industriale e manifatturiero potrebbe essere necessaria.</p>
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		<title>Libia: approvata mozione su rispetto diritti umani</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica, territorio, legislazione e Rosa per l'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri la Camera dei Deputati ha approvato la mozione presentata &#8211; con il parere favorevole del governo &#8211; da Savino Pezzotta. Si tratta di un passaggio importante in vista dell&#8217;incontro italo-libico previsto per il 21 gennaio 2012. Nella mozione si sottolinea la necessità di ristabilire con il nuovo Governo libico un corretto rapporto di cooperazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2976&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ieri la Camera dei Deputati ha approvato la mozione presentata &#8211; con il parere favorevole del governo &#8211; da Savino Pezzotta.<br />
Si tratta di un passaggio importante in vista dell&#8217;<strong>incontro italo-libico</strong> previsto per il <strong>21 gennaio 2012</strong>.<br />
<img class="alignright  wp-image-2978" title="libia-benghazi2-large" src="http://savinopezzotta.files.wordpress.com/2012/01/libia-benghazi2-large.jpg?w=240&#038;h=160" alt="" width="240" height="160" />Nella mozione si sottolinea la necessità di <span style="text-decoration:underline;">ristabilire con il nuovo Governo libico un corretto rapporto di cooperazione in materia di immigrazione</span>, nel pieno rispetto dei diritti umani, ritenendo altresì opportuno che il Paese nordafricano ratifichi la Convenzione di Ginevra sullo <em>status </em>dei rifugiati.<br />
Si impegna inoltre il Governo a sostenere presso le sedi opportune la necessità di incrementare la cooperazione in materia di gestione dei processi migratori e di assicurare una maggior solidarietà a livello europeo per una miglior ripartizione delle responsabilità in tale ambito.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://savinopezzotta.files.wordpress.com/2012/01/atto-camera-doc11.docx" target="_blank">Vedi il testo della mozione (clicca qui)</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://savinopezzotta.wordpress.com/category/politica-territorio-legislazione-e-rosa-per-litalia/'>Politica, territorio, legislazione e Rosa per l'Italia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/savinopezzotta.wordpress.com/2976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/savinopezzotta.wordpress.com/2976/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2976&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Savino Pezzotta</media:title>
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	</item>
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		<title>Nuove responsabilità : DENTRO I CAMBIAMENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 06:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 15 gennaio ho partecipato a un interessate dibattito organizzato da “Libertà Uguale” del Partito Democratico della Lombardia . Il convegno si è tenuto a san Giuliano Milanese nello stupendo scenario della Rocca Brivio. , reso ancora più particolare dalla nebbia e dalla brina che, depositata sui rami degli alberi, dava all’ambiente un non  che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2971&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Domenica 15 gennaio ho partecipato a un interessate dibattito organizzato da “Libertà Uguale” del Partito Democratico della Lombardia . Il convegno si è tenuto a san Giuliano Milanese nello stupendo scenario della Rocca Brivio. , reso ancora più particolare dalla nebbia e dalla brina che, depositata sui rami degli alberi, dava all’ambiente un non  che di fiabesco e insieme di spettrale. La rocca è una costruzione imponente, sorta come baluardo difensivo del Ducato di Milano, all&#8217;inizio del 1200. Verso la fine del 1300 il fortilizio ha perso la sua funzione militare per diventare casa padronale della famiglia Brivio Sforza che la trasformarono in una maestosa villa di campagna. Oggi dispone di  diverse sale nobili, della cappella di famiglia e di un giardino. Nel 1515 la Rocca fu sede della famosa Battaglia dei Giganti tra le truppe francesi e i mercenari svizzeri ingaggiati dal Ducato di Milano.</p>
<p style="text-align:justify;">Andando oltre la descrizione del luogo che mi ha piacevolmente suggestionato ,debbo dire che  il dibattito  è stato molto interessate . Introdotto dal capogruppo del Pd alla Camera , Erminio  Quartiani cui sono seguiti una serie di interventi di economisti e politici , mentre la chiusura è stata affidata al senatore Morando.  Si parlato della situazione politica e sociale del Paese e dei rapporti con l’Europa.</p>
<p>Di seguito il mio intervento.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2971"></span></p>
<p style="text-align:justify;">DENTRO I CAMBIAMENTI</p>
<p style="text-align:justify;">E’ difficile questa mattina e rispetto alle relazioni che mi hanno preceduto dire cose nuove. Siamo nella stessa “maggioranza” e sosteniamo lo stesso Governo . Ci siamo, come ovvio, in modo diverso ma credo con degli obiettivi comuni. Vale però la pena sottolineare che con l’avvento del Governo Monti e il formarsi, per necessità e volontà , di una convergenza politica  diversa da quella che ha governato dall’inizio della legislatura fino a pochi mesi fa, finirà per incidere sulle  categorie della politica che fin qui hanno segnato  il dibattito pubblico, il formarsi delle maggioranze e delle opposizioni  e, pertanto, l’azione di governo .  Siamo entrati, forse innavertitamente, in una fase nuova, di cui dobbiamo prendere maggior consapevolezza se non vogliamo essere riportati a un passato di cui abbiamo desiderato liberarci.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel tempo breve, anzi brevissimo, abbiamo un compito comune che riguarda il bene stesso del nostro Paese ed è quello di evitare un ritorno all’indietro e alla riproposizione dei vecchi schemi. La vicenda Cosentino merita una lettura politica molto attenta, perché potrebbe essere l’inizio della  riproposizione di uno schema che ruota ancora attorno a Berlusconi e alla sua capacità di convincimento di condensatore. Tutti i discorsi di uscita del centro destra dal berlusconismo si sono ancora molto fragili. Questa nuova  situazione potrebbe avere delle ricadute sul Governo. E di questo dobbiamo avere consapevolezza. Del resto sappiamo che le fasi nuove generano sempre delle reazioni, a cui occorre avere una capacità di resistenza e una proposizione altra e alta. La piccola politica degli schieramenti , degli aggiustamenti tattici, delle furbizie deve essere superata e abbandonato per riscoprire la dimensione strategica ed ideale dei disegni politici.</p>
<p style="text-align:justify;">Rispetto a quanto sta avvenendo sullo scenario politico ed economico a livello mondiale, europeo e italiano, avverto una sorta di  fatica e di insufficienza  nell’utilizzare gli schemi e i concetti che hanno segnato il linguaggio politico del mio tempo. E’ come se un fossi chiamato a cambiare linguaggio, a riposizionare concetti e immagini . Quartini ha detto che serve una convergenza tra moderati e progressisti, ma mi domando e domando anche a lui : chi è il progressista e chi è il moderato oggi?</p>
<p style="text-align:justify;">Fino a poco tempo fa ero in grado di dirlo con chiarezza, oggi no . E avverto in questi schemi qualche cosa di stantio o per citare Michel Serres , pedagogista e filosofo francese, dobbiamo iniziare a prendere atto che “<em> la crisi che oggi ci scuote, probabilmente in superficie, nasconde e rivela rotture che travalicano nel tempo la durata stessa della storia, come le faglie di questi strati bassi travalicano nello spazio la nostra percezione</em> “ Se la crisi è cosi profonda le nostre categorie classificatorie sono diventate inadeguate . Al punto in cui siamo l’unica distinzione valida per la congiuntura e nell’attesa che sorga qualche cosa di veramente nuovo, che possiamo mettere in campo è tra chi è impegnato a salvare l’Italia e ha cura delle fragilità , e chi tende a salvaguardare  sé stesso , i privilegi, le corporazioni, i propri interessi e che mantiene in campo la nostalgia del vecchio, più che la voglia di costruire il nuovo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il punto di riferimento per la costruzione di nuovi percorsi non può che essere un chiaro riferimento all’umanesimo cristiano e laico.</p>
<p style="text-align:justify;">Più passa il tempo, più vedo le difficoltà economiche che s’addensano sull’Europa e sull’Italia è più mi rendo conto dell’indispensabilità dell’Europa e della sua unità. Ma cresce anche la convinzione  che il futuro dell’Europa  e nostro futuro si vince o si perde in Italia. Non è presunzione nazionalistica, ma coscienza che dove si affrontano le maggiori difficoltà, si generano i tratti del futuro. Dal come daremo risposta alla crisi in Italia influenzeremo lo scenario europeo e non viceversa, ma per fare questo occorre operare per un risanamento politico , morale ed economico dell’Italia. Questa nostra responsabilità nei confronti dell’Europa, forse non l’abbiamo ancora compresa fino in fondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho sentito molte valutazioni sulla decadenza dell’idea di unità d’Europa , in genere si tende ad attribuirla alle questioni economiche , ma personalmente credo che ci sia qualche cosa di più profondo che tocchi i fondamentali che reggevano quella prospettiva.</p>
<p style="text-align:justify;">L’impressione che si affaccia costantemente alla mia mente è che l’Europa e i suoi abitanti non sappiano più quale è il loro ruolo nel mondo. Ad essere in difficoltà non è solo come ci ha detto Quartiani l’atlantismo, ma è  venuta modificandosi l’idea e la forma dell’occidente. In pratica, la globalizzazione ha prodotto e sta producendo un tale rimescolamento che  destruttura l’egemonia che l’occidente , dalla scoperta dell’america, aveva esercitato sul mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Per secoli abbiamo pensato di essere la “civiltà”,  che  abbiamo voluto anche esportare con il colonialismo, con le armi , ma anche con la tecnica e la scienza, ora dobbiamo prendere atto  che le altre civiltà che avevamo obliato, si confrontano alla pari con noi e che si sta determinando una sorta di meticciato culturale,  di cui le nuove tecnologie della comunicazione sono i mediatori e gli incubatori e il connettivo sembra sostituire il collettivo.</p>
<p style="text-align:justify;">Strumenti, forme e modelli che possono liberare energie e nuovi livelli di libertà e di relazionalità sociale, ma anche nuove disuguaglianze tra chi possiede gli strumenti del nuovo sapere e cresce e chi li subisce e pertanto relegato in una nuova condizione di subordinazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi rendo conto che il tema di oggi sono i problemi economici che ci stanno bruciando la pelle, ma questi sono affrontabili. E , a mio parere, si potrebbero affrontare meglio se si chiarisse quale è la nuova “ mission” che come europei vogliamo giocare sulla nuova dimensione planetaria. Non si tratta più di imporre un modello o delle forme , ma stare dentro un mondo che sarà sempre più plurale, pluriverso , puntiforme e nello stesso tempo intrecciato e connesso. Lo spostamento del baricentro dall’occidente e dall’Europa che ne era l’anima, verso l’altrove non riguarda solo l’economia, la riorganizzazione  mondiale della produzione e del lavoro , ma anche molti altri aspetti del vivere comune.</p>
<p style="text-align:justify;">Se non prediamo atto di questo e che siamo nel “nuovo mondo”, la fatica del vivere non potrà che aumentare.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono convinto che l’Europa oltre che una crisi politica ed economico-finanziaria  stia vivendo una sorta di crisi ontologica, abbia in parte smarrito il senso del suo essere.</p>
<p style="text-align:justify;">Nulla è perduto per sempre, anzi credo che da questa situazione sia possibile uscire senza ripiegamenti difensivi o mettendosi alla ricerca di una identità da ricostruire. Bisogna partire da quello che siamo e avere la consapevolezza che in questo contesto di mutamento degli scenari, l’Italia ha un ruolo importante ed essenziale da giocare  Da questo punto di vista “tornare a Roma” è per l’Europa una necessità per generare una visione aperta di se stessa.</p>
<p style="text-align:justify;">La partita europea si gioca in Italia e quanto si sta facendo non riguarda solo , come appare , le questioni economico-finanziarie , del debito e altro, ma il senso della politica e della sua morale.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo le ondate di antipolitica e di populismo che hanno infiacchito la politica, bisogna agire per ridarle un senso e questo non si conquista con le parole o i proclami, ma con le decisioni e sappiamo anche che si decide quando si ha un “vision” generale.</p>
<p style="text-align:justify;">Da questa esigenza scaturisce il  ruolo della morale. Abbiamo vissuto per troppi anni immersi in  un moralismo che ha inquinato e svalutato la morale, si è dato troppo peso alle pruderie e si è disperso il senso di cosa è bene e male nell’agire pubblico. Non bastano più i concetti dell’utile e dell’efficienza, serve ciò che da senso a questi fattori.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla politica serve  rigore, sobrietà, capacità di decidere e maggior disponibilità al rischio al rischio. Quando cresce la dimensione etica della politica allora si possono anche chiedere sacrifici perché se c’è coerenza tra il dire e il fare , se l’interesse pubblico appare come dominante, poi la gente e le persone capiranno. Prendiamo come esempio la riforma delle pensioni, hanno generato stupore, rabbia, incazzature , ma poi è cresciuta la consapevolezza e chi fa politica deve sapere che non basta aver cambiato il modello, sistemato i conti , rassicurato i mercati , ma deve cercare cogliere quali sono i problemi e i cambiamenti che le scelte fatte produrranno nella società. Quando le riforme , gli aggiustamenti incidono , come farà il nuovo modello previdenziale, sul ciclo di vita si richiedono capacità di accompagnamento.</p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna vivere questa fase come se fosse una fase costituente, non tanto e solo delle istituzioni ma di un nuovo modo di organizzarsi e di vivere. Bisognerà cercare di far capire che la sobrietà non è una restrizione ma un nuovo modo di impostare il vivere personale e sociale.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi possiamo giocare un ruolo di innovazione profonda in Europa. Le questioni che pone il nuovo trattato vanno affrontare in modo che alcune flessibilità siano presenti  e tante altre questioni</p>
<p>FASE DUE</p>
<p style="text-align:justify;">La fase del rigore era necessaria, avevamo il dovere di dare credibilità all’Italia e un Governo che sapesse interloquire a livello europeo e internazionale. Aver accettato da parte nostra un governo “tecnico”, non lo considero una resa da cui riscattarci, ma un fatto politico da sviluppare. </p>
<p style="text-align:justify;">Non possiamo fare tanti discorsi sulla globalizzazione e poi pensare che le questioni , comprese quelle  della tutela dei più poveri , si affrontano chiudendosi nella Padania.  Gli Italiani questo lo hanno ben capito, e torno all’esempio delle pensioni . Quanto è stato fatto &#8211; lo dico sulla base della mia esperienza di sindacalista-  in altri tempi avrebbe scatenato una conflittualità sociale molto alta ed estesa, non è successo questa volta: qualche sciopero di pragmatica, qualche urla e grida e poi… E’ avvenuto perché nessuno di chi svolge un ruolo pubblico  se era onesto con sé stesso poteva contestare la necessità dell’operazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema attuale è come evitare l’aggravarsi della recessione , oltre a quello che occorre concordare in Europa, bisogna trovare il modo di sostenere la domanda interna . La questione della salvaguardia dei redditi della famiglie diventa urgente e derimente. A mio parere tre sono le cose urgenti da mettere in campo:</p>
<p>1.      mitigare gli effetti della manovra sulle famiglie ( sostegno al reddito, ammortizzatori sociali, misure di contrasto alla povertà) ;</p>
<p>2.      sostenere le imprese attraverso l’uso della leva fiscale sul costo del lavoro e intervenendo sui pagamenti;</p>
<p>3.      dare un segnale ai mercati che la “linea Monti” non si esaurisce con il suo Governo ma che è un impegno che le forze politiche si assumono per continuarla anche dopo le elezioni.</p>
<p> Sulle liberalizzazioni eviterei l’enfasi con cui le si vuole presentare, ma punterei sulla loro necessità per sbloccare il nostro sistema a favorire la concorrenza. Più concorrenza significa generare dei benefici per gli utenti in termini di qualità e di riduzione dei prezzi e pertanto incidere sulla domanda interna. Non devono però riguardare solo i taxi e le farmacie, si deve intervenire :</p>
<ul>
<li style="text-align:justify;">sui settori a rete , dove si dovrebbe separare la questione delle infrastrutture , da quella concorrenziale e selezionando alcuni servizi universali che devono essere garantiti in quanto beni comuni. Il processo di liberalizzazione in questi settori dovrebbe riguardare in particolare i servizi pubblici locali aprendo a più operatori in modo che competano per fornire il miglio servizio; andrebbe adottata una regolazione tariffaria che incentivi gli investimenti  e con concezioni più breve di quello oggi in vigore;</li>
<li style="text-align:justify;">Servizi sottoposti ad autorizzazione  come i servizi professionali, commercio, tax, farmacie ed altro. Andrebbero aboliti i vincoli sui comportamenti: le tariffe minime  e il divieto di pubblicità: non vanno escluse compensazioni dove la riduzione delle licenze comporti nell’immediato una perdita di capitale per gli attuali operatori.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Concludo con un richiamo ad un tema che in queste ore di assillo da spread e da borsa su cui si discute poco: il futuro del nostro sistema produttivo. Possiamo ancora parlare di politiche industriali? Alcuni sostengono che sia un termine superato. Può anche essere, ma non possiamo ignorare che siamo ancora un grande paese manifatturiero. Non credo basto attestarsi sulla difesa del “made in Italy” pure necessaria, occorre qualche cosa di più.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo anche su questo tema di fronte a una svolta profonda , preparata e anticipata nelle tendenze che si sono registrate nel decennio che ci lasciamo alle spalle. Le variazioni che insistono sulla produzione globale  e sulla domanda di beni e servizi lo stanno dimostrando. Tra il 2007 e il 2010 gli asiatici e non solo loro , hanno continuato ad acquisire punti sul valore della produzione industriale, mentre i paesi di vecchia industrializzazione perdevano quote. Dunque , il problema c’è ed occorre affrontarlo.</p>
<p style="text-align:justify;">A volte si ha l’impressione che si sottovaluti il ruolo che le imprese industriali possono ancora giocare in termini di reddito e di occupazione e nel loro essere ancora il principale elemento stimolatore dell’economia, e non si tratta solo del peso del valore aggiunto totale. Ci sono fattori che  insistono  sull’impresa industriale ma che influenzano l’intero sistema:</p>
<ul>
<li>Produttività;</li>
<li>Creatività;</li>
<li>Professionalità:</li>
<li>Ricerca;</li>
<li>Management;</li>
<li>Redditi-</li>
<li>Occupazione</li>
</ul>
<p> Inoltre va considerato il contribuito determinate  agli scambi con l’estero.</p>
<p> Nella fase due il tema delle politiche industriali deve essere affrontato con forza e rigore</p>
<p style="text-align:justify;">Restano sullo sfondo le riforme istituzionali e la legge elettorale, ma soprattutto il livello di convinzione politica, la voglia trasformatrice che i diversi partiti sono in grado di mettere in campo. E’ una partita tutta da giocare e chi la giocherà con coerenza e con una “vision” chiara conquisterà il futuro.</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
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<p align="center"> </p>
<br />Filed under: <a href='http://savinopezzotta.wordpress.com/category/temi-e-dibattiti/'>Temi e dibattiti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/savinopezzotta.wordpress.com/2971/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/savinopezzotta.wordpress.com/2971/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2971&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Basta ambiguità sul Carroccio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 07:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 di Gennaio il quotidiano libero ha pubblicato un mio articolo con il quale ho cercato di puntualizzare il mio pensiero sugli atteggiamenti della Lega Nord. BISOGNO DI CHIAREZZA In questo fine e inizio d’anno abbiamo,per serietà politica, prestato molta attenzione alla Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio e al Messaggio agli italiani del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2969&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il 3 di Gennaio il quotidiano libero ha pubblicato un mio articolo con il quale ho cercato di puntualizzare il mio pensiero sugli atteggiamenti della Lega Nord.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2969"></span></p>
<p>BISOGNO DI CHIAREZZA</p>
<p style="text-align:justify;">In questo fine e inizio d’anno abbiamo,per serietà politica, prestato molta attenzione alla Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio e al Messaggio agli italiani del Presidente della Repubblica.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono stati due interventi che, a mio modesto avviso, hanno ridato dignità al discorso politico. Si può magari dissentire su alcuni dei contenuti, ma non sulla tensione ideale, morale e politica che li animava. Dobbiamo soprattutto essere grati al Presidente della Repubblica di averci fatto sentire orgogliosi di essere contemporaneamente cittadini italiani e europei. Aver dato senso etico e politico a questa doppia appartenenza  da un lato contribuisce a  stemperare le chiusure identitarie, e dall’altro  a mettere in luce quanto di più promettente  si possa prospettare per l’avvenire del mondo. In un momento in cui sembra chiudersi un ciclo di cinque secoli in cui l’Occidente orientava  il mondo, solo un’Europa unita può, in questa fase di mutamenti epocali sul terreno della geo-economia e geo-politica , dell’emergere di conflitti civili per la democrazia come sta succedendo nei Paesi arabi , essere un punto di riferimento e una garanzia di giustizia e  Pace.</p>
<p style="text-align:justify;">Avendo avuto la grazia di partecipare  alla marcia per la Giornata Mondiale per la pace  che si è tenuta a Brescia la sera di Capodanno , ho colto come le ragazze e i ragazzi che riempivano le strade della “Leonessa d’Italia” con le fiaccole accese, che sostavano per pregare e riflettere sotto la guida di maestri di fede e di umanità, aspirino e sperino a questa prospettive. I giovani per effetto delle nuove forme comunicative, per quello che sentono dentro vedono il futuro collocato in spazi più ampi  di quelli che noi adulti abbiamo delineato, la nozione confine sembra essere sparita dal loro pensiero per far posto alla connessione, alla rete  e a luoghi di scambio, convivialità, amicizia, accoglienza, lavoro e dignità.</p>
<p style="text-align:justify;">L’Europa e la sua unità rappresenta la prospettiva entro cui gli ideali di pace e di giustizia, di nuovi stili di vita e di relazioni umane intense,  possono, più che altrove, trovare una loro declinazione istituzionale , sociale e culturale. Nello stesso tempo che pensiamo con passione all’Europa sappiamo che la sua costruzione non può prescindere dalla coesione nazionale. A me sembra che i  messaggi di Monti e di Napolitano andassero in questa direzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Tocca all’Europa essere un punto importante per la libertà , la giustizia e la pace nel mondo, non solo per le sue basi culturali, ma anche e soprattutto per aver vissuto i più grandi orrori della storia moderna : due guerre mondiali, il colonialismo, i totalitarismi,  e sperimentato le forme più estreme e disumane dei campi di stermino e di concentrazione.  Chi ha vissuto l’abisso dell’orrore non può che cercare le vie perché non questo si ripeta. La memoria è la salvezza dell’Europa e tramite di essa del Mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed è partendo dal valore politico ed etico di ciò che abbiamo sentito dire dal Presidente del Consiglio e confermato dall’alto magistero del Presidente della Repubblica che sento come intollerabile quanto detto dal senatore Bossi alla “Berghem Frecc” che si è tenuta ad Albino in  provincia di Bergamo.</p>
<p style="text-align:justify;">Parole e gesti che non avrei mai voluto mi fossero riportati. Essere all’opposizione e diverso che essere al Governo,  consente una certa libertà ma chiede anche delle responsabilità, come l’Unione di Centro ha dimostrato in questi tre anni. L’impressione che si ricava è che dopo aver gridato per tanto tempo contro Roma oggi si soffra molto la sindrome della perdita di potere .</p>
<p style="text-align:justify;">Venuto meno il potere allora ci si prende la libertà dia attaccare il Presidente della Repubblica che viene accusato di aver voluto “riempirci di tricolori, sapendo che non  piacciano alla gente del Nord” . Affermazione che è subito falsificata dalla realtà se penso a quanti tricolori sventolavano e adornavano la mia città, a quante coccarde tricolori stavano nei capelli, ai foulard  di quel medesimo colore che  ornavano tante belle ragazze e donne durante la manifestazione nazionale degli Alpini. Il tricolore, che ne dica il senatore Bossi, fa parte della storia e della tradizione delle popolazioni del nord d’Italia , non è un caso che sia nato a Modena.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ altrettanto grave che un Senatore della Repubblica  dichiari che , facendo riferimento alle guerre risorgimentali,“ tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall’altra parte” Siamo alla mistificazione storica. Sappiamo senza tema di smentite che i volontari bergamaschi che confluirono a Quarto  rispondendo all’appello di Garibaldi per l’Unità d’Italia , lo fecero resistendo anche ai tentativi di dissuasione che una parte del clero bergamasco tentò di esercitare. Erano animati da un desiderio di libertà e sapevano  che poteva venire solo dall’unità nazionale. Unità e libertà credo sia un motto che vale ora per l’Italia e per l’Europa. Ricordo anche che diversi miei concittadini, dopo aver combattuto per l’unità d’Italia, combatterono anche per la libertà della Polonia. E’ motivo di orgoglio per ogni orobico sapere che davanti al Parlamento polacco c’è la statua di Francesco Nullo, bergamasco, garibaldino, italiano e combattente per la libertà in Europa.</p>
<p style="text-align:justify;">Non poteva mancare nel furore bossiano, generato dalla perdita del potere romano, un attacco alla Chiesa e ai preti rilevando ancora una volta il fondo anticlericale e paganeggiante del movimento leghista.  Mi si dirà di non farci caso , che è “voce dal sen figgita”, ma proprio per questo rivelatrice di pensieri profondi e di desideri inconsci. Quando non si deve più mantenere il potere e le seggiole romane  e si torna all’opposizione, riemergono i riti celtici , le forme di neopaganesimo e gli insulti verso i Vescovi e i preti. La Lega sta rilevando il suo vero volto</p>
<p style="text-align:justify;">E infine ritorna il mito della secessione  che Bossi ha invitato a definire “indipendenza”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ridurre tutto questo a semplice folclore leghista può servire a sminuire la portata politica dell’insieme di queste affermazioni, ma non ne modifica il senso valoriale: Sicuramente la Lega ha messo in atto una sorta di recupero di consenso verso l’elettorato  della pianura padana e veneta,  delle valli cisalpine , retiche e giuliane e del litorale adriatico, ma comunque sta perdendo il suo “fascino” e lo dimostrano gli atteggiamenti più morbidi di alcuni amministratori locali e regionali.</p>
<p style="text-align:justify;">Le persone che vivono nel Nord d’Italia, che forse per un certo periodo hanno “lisciato il pelo” alla Lega nella speranza di ottenere qualche vantaggio sul piano fiscale o sul terreno del federalismo , oggi iniziano a rendersi conto che la gravità della crisi economico-finanziaria ed occupazionale impone scelte diverse e di coesione nazionale. E si chiedono se è possibile che in questo rivolgimento geopolitico dove l’Italia è più piccola di una delle più piccole province dei paesi emergenti, può, da sola, sostenere la competizione  mondiale ,e se non la regge l’Italia, mi chiedo, la può forse reggere la Padania?</p>
<p style="text-align:justify;">Tutti si è  consapevoli  che con l’avvento del Governo Monti si è avviata una nuova fase politica, ma questa convinzione richiede chiarezza negli atteggiamenti politici che vengono assunti e praticati. Occorre che le forze politiche per come sono e per come vorranno essere , rendano chiari i punti di riferimento che vogliono rappresentare, sia sul piano dei valori, che della  questione sociale che oggi con la crisi è tornata alla ribalta.</p>
<p style="text-align:justify;">La consapevolezza che nulla sarà come prima chiede che anche il rapporto e il confronto con la Lega diventi sempre più chiaro. Ci si deve chiedere se la solidarietà nazionale e quella sociale, l’amore per il prossimo, l’accoglienza , la giustizia , la compassione , la fiducia, la prospettiva europea sono conciliabili con la cultura del respingimento, della esclusione, della separazione, della diffidenza verso il diverso e con l’ipotesi di chiudersi nella Padania?</p>
<p style="text-align:justify;">Si sa che s’agita una sorta di dibattito sotterraneo sulle alleanze future, vorrei che in questa discussione  delle posizioni della Lega si debba tenere conto.  Convinto che il riferimento tradizionale ad alcune definizioni politiche come: destra, centro , sinistra debbano essere ripensati rendendo palesi i temi  che si vogliono declinare sul terreno politico, istituzionale,  sociale e morale. In questo contesto di ripensamento è chiaro che i pensieri agitati dalla Lega non possano,  da chi si rifà alla storia democratica e sociale dell’Italia e dell’Europa essere accolti o lasciare indifferenti per opportunismo politico. Su questo occorre essere chiari da subito.</p>
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		<title>Su cattolici e politica</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amico Battista Bonfanti Coordinatore del Movimento Civico Lombardo, che aderisce ed è parte della Rosa per l&#8217;Italia, ha diffuso una nota molto interessante dal titolo : &#8220;I cattolici, i laici e il partito che non c’è&#8221;. Avendola trovata stimolante ho pensato di poterla condividere con gli amici. L’anno che si è chiuso ci passa in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2966&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">L&#8217;amico Battista Bonfanti Coordinatore del Movimento Civico Lombardo, che aderisce ed è parte della Rosa per l&#8217;Italia, ha diffuso una nota molto interessante dal titolo : &#8220;I cattolici, i laici e il partito che non c’è&#8221;. Avendola trovata stimolante ho pensato di poterla condividere con gli amici.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2966"></span>L’anno che si è chiuso ci passa in consegna tra le poche cose positive un rinnovato interesse per il ruolo dei cattolici, in quanto tali, nella politica italiana e quindi, complice anche l’anniversario dell’unità nazionale,  nella storia del nostro Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">C’è da sperare di non essere in presenza di un dibattito ricorrente quanto  sterile che avrebbe solo la funzione di rassicurare, per quanti lo temono, che non ci sarà alcun ritorno della D.C. e , per quanti lo auspicano, di offrire una qualche speranza, il tutto infarcito di tornaconti personali e di sfacciati opportunismi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il rischio  è strettamente connesso al pressapochismo,  a tratti alla vera e propria ignoranza della storia del movimento cattolico in Italia, con i quali molti commentatori politici affrontano questa problematica.</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo così sentito i n questi giorni  alcuni cosiddetti ‘opinions leader’ esibire un lessico disinvolto e distorcente nel proporre le loro analisi, spesso banali, su questioni complesse che meriterebbero più attenzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo costoro ci sarebbe qualcuno in procinto di realizzare un ‘partito cattolico’, una contraddizione in termini e cioè una eresia politica.</p>
<p style="text-align:justify;">E come sarebbe un ‘partito cattolico’ ? con uno statuto modellato su una pagina del Vangelo? con una gerarchia mutuata da quella della Chiesa ?E’ di tutta evidenza che si tratta di una colossale sciocchezza e se qualcuno puntasse veramente in quella direzione sarebbe opportuno fermarlo con le armi della logica.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è migliore l’altra dizione utilizzata, ‘partito dei cattolici’, come si trattasse di un partito-recinto nel quale gli elettori cattolici dovrebbero auto-rinchiudersi nel nome della propria specificità e diversit&amp;agrav e; rispetto agli altri cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli ultimi tempi si è andata per fortuna perdendosi la dizione  di ‘partito cristiano’, forse perché aveva finito per richiamare quella di ‘partito islamico’, dando luogo ad un istintivo parallelismo con una realtà che sul terreno della distinzione tra fede e politica è assai lontana dalla nostra.</p>
<p style="text-align:justify;">I pensatori e i politici che più hanno riflettuto su queste tematiche – fra tutti Sturzo, De Gasperi e Moro – hanno sempre indicato l’obiettivo di un partito di cattolici e di laici, di credenti e di non-credenti accomunati dalla adesione ai  principi e ai valori della civiltà cristiana, ispirato alla dottrina sociale della Chiesa e alimentato dalle culture riformiste, liberali e cristiano- democratiche europee.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi  un partito siffatto in Italia non c’è e gli elettori cattolici sinceramente animati dal desiderio di essere c oerenti nella scelta politica del voto  con la propria fede, hanno  di fronte  un ventaglio di offerte politiche nessuna delle quali può soddisfare appieno le loro legittime aspettative.</p>
<p style="text-align:justify;">In questa ottica si avverte  l’assenza di un partito che sappia assumere la rappresentanza di quelle culture, essere cioè ‘ospitale’ verso di esse senza esserne egemonizzato,  guidato da una leadership plurale , attenta a valorizzarne i contributi migliori  che  possono offrire nell’affrontare i problemi così complessi della nostra epoca.</p>
<p style="text-align:justify;">La pausa alla politica dello scontro  imposta dall’avvento del governo Monti  e la straordinarietà di tale esperienza possono offrire agli esponenti più responsabili e disinteressati della nostra classe politica l’opportunità di lavorare con profitto per un progetto di un siffatto partito che avrebbe, a nostro avviso più di altr i, le carte in regola per guidare l’Italia fuori dai gorghi nei quali è precipitata</p>
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		<title>Fase due. Conferenza Stampa di Monti</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 08:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano Liberal ha pubblicato questo mio articolo a commento della Conferenza stampa tenuta dal Presidente del Consiglio Senatore Mario Monti  Voglio iniziare questa mia riflessione con un atto liberatorio : ho sostenuto e sostengo questo Governo, non credo che allo stato attuale abbia delle alternative e che riporre le speranze in un ricorso alle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2962&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><em>Il quotidiano Liberal ha pubblicato questo mio articolo a commento della Conferenza stampa tenuta dal Presidente del Consiglio Senatore Mario Monti</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"> Voglio iniziare questa mia riflessione con un atto liberatorio : ho sostenuto e sostengo questo Governo, non credo che allo stato attuale abbia delle alternative e che riporre le speranze in un ricorso alle urne non appartenga alla dimensione della responsabilità. Con questa premessa mi posso consentire di mantenere in azione una ragione critica tesa ad evitare ogni pietrificazione del presente e a tenere aperti spazi per l’avvenire.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2962"></span></p>
<p style="text-align:justify;">La mia valutazione sulle dichiarazioni fatte in Conferenza stampa dal Presidente del Consiglio non sono negative anche se non mi azzardo a dichiararle del tutto positive, ci sono punti che vorrei approfondire e conoscere meglio.</p>
<p style="text-align:justify;">Per prima cosa debbo dire che ho apprezzato lo stile e la competenze con cui sono stati trattati i problemi e le relative proposizioni.  Da troppo tempo non eravamo abituati a un discorrere cosi pacato, libero da ridondanze, in cui il merito , la conoscenza dei problemi , l’intrecciasi di una visione nazionale con la prospettiva europea  si faceva lentamente e progressivamente disegno politico . Essere usciti dalla fantasmagoria berlusconiana in cui il confine tra il reale e l’immaginario era sempre incerto, è un fatto positivo che però obbliga tutti e quando dico tutti penso ai politici, ai giornalisti, agli imprenditori, ai sindacalisti e quant’altri occupano la scena pubblica a misurarsi con la concretezza delle proposizioni  e con le responsabilità che ne derivano. E’ un chiaro cambiamento di passo, si suona una musica diversa e si ode un linguaggio che da tempo il Paese voleva sentire. Questa è una novità che non si può sottovalutare perché cambia lo stile e rende sobrio il dibattito pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;">Detto questo , debbo anche affermare che da questa conferenza stampa mi attendevo qualche cosa in più  sul come il Governo intendeva gestire la cosiddetta fase due .E’ certamente comprensibile che dopo aver fatto uno sforzo immane per evitare di cadere nel burrone, per non farsi divorare dagli avvoltoi, dopo aver assunto sacrifici, avessimo potuto avere qualche conforto in più. Resta comunque positivo il fatto che nel mese prossimo ci sarà il reale avvio della nuova fase centrate su azioni per la crescita-</p>
<p style="text-align:justify;">Sono sempre più convinto che bisogna agire in fretta. Le previsioni di crescita dell’area euro per il 2012 tendono tutte al negativo, mentre l’Italia si trova già a fare i conti con la recessione e con previsioni che danno, per il 2012, il Pil sotto il segno meno. Il quadro internazionale ed europeo condiziona le nostre politiche pubbliche, proprio per questo la fase due deve avviarsi al più presto e dovrebbe contenere norme atte a ri-strutturare il nostro sistema economico, finanziario e produttivo e dei servizi. Il problema di fondo dell’Italia è certamente il suo debito pubblico , ma faticheremo a correggerlo se non recupereremo competitività sui mercati internazionali. Le prediche dei consumeresti italiani alla Ferrara hanno delle ragioni ma non convincono: non possiamo vivere di consumo interno.</p>
<p style="text-align:justify;">Mentre i nostri occhi e il nostro cuore sono puntati sull’andamento delle borse e degli spread – bene ha fatto il presidente Monti a demistificare la sindrome degli spread che sembra aver colpito tutti-, abbiamo perso di vista che nell’ultimo decennio in 25 paesi emergenti il Pil è cresciuto ad un tasso medio del 5,8%, di contro a una crescita negativa dei paesi di vecchia industrializzazione, i quali hanno perso terreno anche nella distribuzione del prodotto industriale mondiale. Siamo di fronte ad una chiara ed evidente perdita di capacità competitiva che colpisce in modo particolare il nostro Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Da qui l’esigenza che la fase due si concentri su questo tema, come questione essenziale per la crescita ma anche per determinare nuovi stili di vita  che nel renderci più sobri creino le condizioni psicologiche, morali , sociali e politiche per affrontare le nuove sfide.</p>
<p style="text-align:justify;">Per concludere solo alcune semplici osservazioni , la prima riguarda il Catasto. La riforma è necessaria e urgente e non bisogna essere Maria Teresa d’Austria per comprenderne la valenza sociale e fiscale e i tratti di equità che può determinare. Credo però che occorra tenere conto che per la maggior parte delle famiglie italiane la prima casa è solitamente un costo o un risparmio e non fonte di rendita .</p>
<p style="text-align:justify;">La seconda problematica riguarda un tema a me molto caro , quello del lavoro. Giudico positivo che si sia deciso di aprire un confronto con le parti sociali . Raccomando solo di considerare sempre che le parti sociali rappresentano interessi differenziati e che pertanto la necessaria mediazione deve tenere in conto , come ci insegnava Donat Cattin, della parte più debole e operare per un riequilibrio.</p>
<p style="text-align:justify;">Coltivo la speranza che il sindacato sia in grado di presentarsi al confronto con una proposta unitaria e che non si lasci impalare dal falso problema dell’art. 18, anche perché , in questi giorni di giusta mobilitazione sindacale, ho udito le grida di chi a suo tempo aveva su questa questione idee molto più accondiscendi. Sono convinto che l’attuale debolezza del sindacato non sta nelle decisioni del Governo, ma nell’assenza di una proposta che non sia meramente difensiva. Se la crisi colpisce il lavoro anche la rappresentanza del lavoro deve autonomamente contribuire a ricercare quelle che possono essere le vie di uscita necessarie. Credo che questa sia l’occasione per affrontare il tema dei lavoratori esodati, come quelli delle poste e di altre realtà che sono stati messi in mobilità con la prospettiva della pensione e che ora si trovano senza lavoro e pensione.</p>
<p style="text-align:justify;">Per concludere ritengo che la fase due sia una occasione da non perdere per creare le condizioni della crescita, di uno sviluppo nuovo e più umano, per far crescere il senso della coesione nazionale ed europea e per avviarci verso una “sobrietà gioiosa” che ci tolga dalle spire dell’angusta e un poco tenebrosa austerità.</p>
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	</item>
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		<title>CAPODANNO PER LA PACE A BRESCIA</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 08:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti coloro che per amicizia o curiosità seguono questo blog , vorrei segnalare l’opportunità di un capodanno diverso e impegnativo, per chi può o  vuole l’appuntamento è a Brescia 44 ª MARCIA NAZIONALE PER LA PACE  Brescia 31 dicembre 2011 In questi tempi di crisi culturale e morale che coinvolge l’economia , la politica, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2956&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>A tutti coloro che per amicizia o curiosità seguono questo blog , vorrei segnalare l’opportunità di un capodanno diverso e impegnativo, per chi può o  vuole l’appuntamento è a Brescia</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.esseciblog.it/.a/6a00d8341c897953ef015394242fe0970b-800wi" alt="Manifesto_marcia_Pace2011" /></p>
<p align="center"><strong>44 ª MARCIA NAZIONALE PER LA PACE</strong><strong> </strong><strong><br />
<strong>Brescia 31 dicembre 2011</strong></strong></p>
<p align="center"><span id="more-2956"></span></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="text-align:justify;">In questi tempi di crisi culturale e morale che coinvolge l’economia , la politica, il sociale e che tende ad incrinare le relazioni  sociali e comunitarie, il Papa ci rivolge un invito che struttura una speranza: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune  attraverso l’attivazione di percorsi che portino a ricercare costantemente  la possibilità realizzare criteri di una relazionalità sociale e politica ispirata alla giustizia , alla solidarietà e alla pace.</span></div>
<p style="text-align:justify;" align="center">L’obiettivo che si propone è quello di una società decente dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">L’invito è rivolto ai giovani,  ma chiede responsabilità alle  generazioni adulte  affinché  operino con generosità e aprano spazi ai i giovani, in modo che possano da subito impegnarsi nel costruire i tratti  del loro futuro e generare un mondo sempre più umano. E&#8217; partendo dalla convinzione che sia arrivato il tempo nasca una nuova generazione di politici cattolici e non , avverto la necessità che chi è impegnato nel sociale, nel sindacale, nell’azione caritativa e , soprattutto, in politica ai vari livelli, si agisca in questa prospettiva. Devo costatare che, purtroppo, esistono ancora troppe resistenze e tante volte il &#8220;vecchio&#8221; tende a sopravvanzare sul nuovo. Ci sono questioni urgenti  e  che la crisi ci obbliga ad   operare  affinché istituzioni, leggi e ambienti di vita siano pervasi da una visione  umanistica , sempre meno economicista o ideologica , in modo che si offra alle nuove generazioni  una piattaforma di opportunità,  di piena realizzazione e di  lavoro, in modo che la prospettiva di una civiltà dell&#8217;amore fraterno coerente alle più profonde esigenze di verità, di libertà, di amore e di giustizia dell&#8217;uomo, non resti un pio desiderio con cui consolarci.</p>
<p style="text-align:justify;">Il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace di quest’anno “ Educare i Giovani alla giustizia e alla pace” assume un carattere profetico e continua il percorso iniziato da PaoloVI  nel 1967 , continuato con vigore da Giovanni Paolo II che potremmo considerare come il grande “pedagogo della pace” ( 27 messaggi): Un percorso che comunque si rifà alla famosa enciclica di Giovanni XXIII <strong><em>Pacem in Terris </em></strong> del 1963. I 45 messaggi per la Giornata mondiale della pace sono sempre improntati a uno stile semplice che li rende leggibili, fruibili e che tendono , nel loro insieme, designare una sorta di “pedagogia della pace. Il contributo dell’attuale pontefice  è stato significativo e  nell’insieme dei sui messaggio si delinea un insegnamento sulla pace e sull’uomo che non deve lasciare indifferenti. Basta mettere in fila i vari titoli dei messaggio per avere una visione di un pensiero e di un insegnamento . Si inizia nel 2006 con la proposta sulla verità( «<em>Nella verità la pace</em>»), prosegue con le riflessioni sulla dignità dell&#8217;uomo (2007: «<em>Persona umana, cuore della pace</em>»), sulla famiglia umana (2008: «<em>Famiglia umana, comunità di pace</em>»), sulla povertà (2009: «<em>Combattete la povertà, costruire la pace</em>»), sulla custodia del creato (2010: «<em>Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato</em>») e sulla libertà religiosa (2011: «<em>Libertà religiosa, via per la pace</em>»), e che ora si rivolge alle menti e ai cuori pulsanti dei giovani: «<em>Educare i giovani alla giustizia e alla pace</em>». Da questa elencazione si può evincere la chiarezza di un pensiero che ci dovrebbe coinvolgere e trarre fuori dalle nostre pigrizie.</p>
<div><strong><br />
Programma</strong></div>
<div><strong>17.00</strong>   Accoglienza di tutti i partecipanti nel parcheggio dell’IVECO</div>
<div><strong>17.30</strong>   <strong>Preghiera ecumenica e interreligiosa</strong></div>
<div>             Tema: <strong>Il lavoro &#8211; la persona &#8211; la pace</strong></div>
<div>             Presiede S.E. MONS. GIANCARLO BREGANTINI,</div>
<div>             Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace</div>
<div>             Testimonianze:</div>
<div>             AVV. ALFREDO BAZOLI, Presidente di Mine Action Italy</div>
<div>             ZEGGAI NIGHISTI, Coordinatrice regionale dell’Associazione Donne Eritree</div>
<div><strong>18.30</strong>   <strong>Partenza della marcia</strong></div>
<div><strong>18.45 </strong>  Camper Emergenza<br />
<strong>19.00</strong>   Basilica dei SS. Faustino e Giovita</div>
<div>             <strong>Momento di approfondimento</strong></div>
<div>             Tema: <strong>Educare alla giustizia e alla pace</strong></div>
<div>             Presiede S.E. MONS. GIOVANNI GIUDICI, Presidente di Pax Christi Italia<br />
Testimonianze:</div>
<div>             CRISTIANA CALABRESE &#8211; Collettivo giovani di Pax Christi</div>
<div>             CAMILLA LOMBARDI e LAURA ZATTI - Giovani AVS della Caritas Diocesana di Brescia</div>
<div><strong>20.20  </strong> Piazza Loggia</div>
<div>             <strong>Momento di silenzio e deposizione dei fiori</strong></div>
<div><strong>21.00</strong>  Carceri di Canton Mombello</div>
<div>             <strong>Momento di solidarietà</strong></div>
<div>             Tema: <strong>Povertà e solidarietà</strong></div>
<div>             Presiede S.E. MONS. GIUSEPPE MERISI, Presidente della Caritas Italiana<br />
Testimonianza:</div>
<div>             LYDIA KEKLIKIAN, Volontaria del Vol-Ca (Volontariato Carcere)</div>
<div><strong>22.30</strong>  Collegiata dei SS. Nazaro e Celso</div>
<div>             <strong>Celebrazione eucaristica </strong>(diretta su TV2000)</div>
<div>             Presiede S.E. MONS. LUCIANO MONARI, Vescovo di Brescia</div>
<div><strong>23.30</strong>  Oratorio dei SS. Nazaro e celso</div>
<div>             <strong>Momento conviviale</strong></div>
<p style="text-align:justify;" align="center">
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	</item>
		<item>
		<title>BUON NATALE</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 18:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti gli amici , a coloro che passeggiano in internet e che casualmente o volontariamente sono entrati in questo blog, i migliori AUGURI DI BUON NATALE. In questi giorni le nostre città si riempiono di luci e di colori. Noi ci dobbiamo ricordare che questo è il giorno in cui la luce splendette tra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2948&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">A tutti gli amici , a coloro che passeggiano in internet e che casualmente o volontariamente sono entrati in questo blog, i migliori AUGURI DI BUON NATALE.</p>
<p style="text-align:justify;">In questi giorni le nostre città si riempiono di luci e di colori. Noi ci dobbiamo ricordare che questo è il giorno in cui la luce splendette tra le tenebre. Viviamo tempi segnati da tante sofferenze e inquietudini, le famiglie sono attraversate da tante preoccupazioni, la disoccupazione e la mancanza di lavoro segna il nostro ambiente sociale, le disuguaglianze ci segnano, molte persone passeranno queste giornate al freddo e nella solitudine. A tutti loro va il nostro pensiero e il senso del nostro impegno politico. Ci ricordiamo che furono i poveri i primi che accolsero la buona novella .</p>
<p style="text-align:justify;"> La nascita di Gesù non può che sconcertare i grandi, i sapienti e i farisei di tutti i tempi, creare inquietudini e interrogativi in ognuno di  noi,  ma si rivela in tutta la sua importanza ai semplici, che come i pastori di Betlemme, riescono a cogliere il senso della buona novella che viene annunciata a loro  per il semplice fatto di essere, nella loro debolezza, disponibili e generosi, aperti. Nessun respingimento allignava nel loro cuore . Il Natale ci invita a scoprire il  bisogno di salvezza e di liberazione,  ci porta a lottare contro le nostre autosufficienze e a tenere lo sguardo del cuore sempre vigile per  lottare contro le ingiustizie, per essere disponibili verso l&#8217;altro: verso colui che viene e che presenta il suo volto nudo e indifeso . Il nostro impegno è di cercare di lenire tutte le sofferenze, a vincere le nostre paure  e i timori sociali, a riempire i vuoti della nostra esistenza!</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo non possiamo mai  perdere la speranza.<a id="rg_hl" style="text-align:center;" href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.doppiominimo.it/wp-content/uploads/santa_famiglia_natale21.jpg&amp;imgrefurl=http://www.doppiominimo.it/auguri-di-buon-natale-3846.html&amp;h=678&amp;w=480&amp;sz=121&amp;tbnid=IYf3ZXegtbsV-M:&amp;tbnh=102&amp;tbnw=72&amp;prev=/search%3Fq%3Dimmagini%2Bsanto%2Bnatale%26tbm%3Disch%26tbo%3Du&amp;zoom=1&amp;q=immagini+santo+natale&amp;docid=xZIi4QX9PYPeDM&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=iSLyTtb7I8iH4gS8sPCsAQ&amp;ved=0CDoQ9QEwAQ&amp;dur=1343"><img class="aligncenter" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSBy-dJnYGTO5hAcpw9wNkp4zGwO3w29pxcRK-mJWPh6Tt1eeBgFw" alt="" width="189" height="267" /></a></p>
<h1 style="text-align:center;">AUGURI</h1>
<address>&#8220;Questo mondo moderno non è solamente un mondo di cattivo cristianesimo, questo non sarebbe nulla, ma un mondo incristiano, scristianizzato. Ciò che è precisamente il disastro è che le nostre stesse miserie non sono più cristiane. C&#8217;era la cattiveria dei tempi anche sotto i Romani. Ma Gesù venne. Egli non perse i suoi anni a gemere ed interpellare la cattiveria dei tempi. Egli taglia corto. In un modo molto semplice. Facendo il cristianesimo. Egli non si mise a incriminare, ad accusare qualcuno. Egli salvò. Non incriminò il mondo. Egli salvò il mondo.&#8221;<br />
<strong>Charles Peguy, Veronique</strong></address>
<br />Filed under: <a href='http://savinopezzotta.wordpress.com/category/temi-e-dibattiti/'>Temi e dibattiti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/savinopezzotta.wordpress.com/2948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/savinopezzotta.wordpress.com/2948/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2948&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>in memoria di Vaclav Havel</title>
		<link>http://savinopezzotta.wordpress.com/2011/12/19/in-memoria-di-vaclav-havel/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 05:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Savino Pezzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi e dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; morto Vaclav Havel uno dei protagonisti della democrazia europea, un maestro. L&#8217;ex presidente ceco aveva 75 anni ed era malato da tempo. Cio&#8217; non gli aveva impedito, come sempre aveva fatto nel corso della sua vita di combattente per la libertà e la dignità della persona umana, di intervenire con determinazione nel dibattito sulla condizione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=savinopezzotta.wordpress.com&amp;blog=4167242&amp;post=2941&amp;subd=savinopezzotta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">E&#8217; morto Vaclav Havel uno dei protagonisti della democrazia europea, un maestro.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;ex presidente ceco aveva 75 anni ed era malato da tempo. Cio&#8217; non gli aveva impedito, come sempre aveva fatto nel corso della sua vita di combattente per la libertà e la dignità della persona umana, di intervenire con determinazione nel dibattito sulla condizione dei diritti umani e della democrazia nel mondo.<br />
<span id="more-2941"></span>Ricordiamo Vaclav Havel  come uno dei protagonisti della Rivoluzione di Velluto, che nel 1989 contribui  al crollo dei regimi sovietici. Scrittore e drammaturgo, attivista dei diritti umani, autore del manifesto Charta 77, fu l&#8217;ultimo presidente della Cecoslovacchia post-comunista (1989-1993) e il primo della Repubblica ceca dopo la divisione (1992) dalla Slovacchia.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> E’ stato non solo il simbolo della lotta contro l&#8217;oppressione del comunismo nel suo Paese, ma anche quello del dissenso e della lotta alle dittature in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Più volte imprigionato a causa del suo impegno per i diritti umani e la democrazia, fu proprio dietro le sbarre che Havel scrisse  dei capolavori della letteratura, come le lettere alla moglie Olga che in quegli anni molti di noi hanno letto  con passione, coinvolgimento e emozione etica ed estetica.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;essere figlio di imprenditori  gli rese , nella  Cecoslovacchia comunista, la vita difficile , ma nonostante gli impedimenti  riusci a frequentare i corsi serali dell&#8217;Università tecnica di Praga e  a compiere gli studi liceali e universitari. Dopo il servizio militare, negli anni &#8217;60, cominciò a lavorare come macchinista nei piccoli teatri: tra questi, il Teatro della Ringhiera, dove mise in scena le sue prime opere.</p>
<p style="text-align:justify;">La repressione seguita alla Primavera di Praga del 1968 a cui partecipò come esponente di primo piano, non lo risparmiò: Havel fu cacciato dal teatro e inizio la sua lunga lotta  contro il regime , portata avanti con determinazione attraverso  metodi non violenti che facevano capo all’uso della ragione e all’anelito verso la libertà che non abbandona mai, anche sotto i peggiori regimi totalitari, il cuore e la mente dell’uomo. La mitezza del suo agire era accompagnata dalla caparbietà della ragione e della consapevolezza dei fini .</p>
<p style="text-align:justify;">Non è possibile classificare il suo pensiero e la sua prassi politica con le categorie usuali di destra , centro, sinistra o con quelle di progressista, moderato, conservatore,possiamo dire che interpretò un modo di pensare e di fare politica che si potrebbe definire essenzialmente umanista, in cui la centralità della persona , il valore della comunità di vita e di relazione, i diritti umani, il valore della democrazia  e il radicamento nella cultura europea erano i tratti di fondo di un pensare essenzialmente  non violento.</p>
<p style="text-align:justify;">Credo che da questa vita, non priva, come tutte le vite, da contraddizioni derivi per noi e per il nostro stare in politica un forte insegnamento  e che ci si prospetti l&#8217;idea che il pensiero e la prassi politica del prossimo futuro debba concentrarsi sulla dimensione umanitaria, ovvero  su ciò che valorizza la dignità della persona, in ogni momento , in ogni situazione e di come questa dimensione dignitaria debba sempre essere fatta emergere nei confronti del potere, della tecnica, della scienza e dell&#8217;economia.</p>
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