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Sabato 22 settembre si è svolto a Bologna un seminario : “ Fare giustizia insieme e la questione democratica: il sindacato è un problema o una risposta” , organizzato dai siti : il 9 marzo, in ricerca, sindacalmente” e che ha visto la partecipazione di oltre 70 persone.

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Sulla pagina facebook.com/vittorino.chizzolini associazione ho pubblicato una mia riflessione sull’intervista che Papa Francesco ha rilasciato al quotidiano ” Il sole 24 Ore ” di seguito il testo:

E’ molto significativa, per orientare la nostra vita e il nostro impegno sociale, l’intervista che Papa Francesco a rilasciato al quotidiano economico “Sole 24 Ore” dove invita chi opera  nel campo dell’economia a collocare il lavoro dell’uomo e non la finanza al centro del sistema economico. 

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Sono in Vacanza con mia moglie e i miei nipotini. Come ogni mattina mi reco al Bar a prendere un caffè e a fare colazione. Prendo il giornale e inizio a sfogliarlo quando vengo avvicinato da alcune persone che mi hanno riconosciuto. I nostri discorsi vengono a cadere sulla caduta del ponte di Genova. I commenti sono tra i più disparati , ma predomina comunque il turbamento innanzi alla tragedia e ai morti .

Molti sono i “perché?” che alleggiano nell’aria e che si leggono sui visi anche se non vengono esplicitati. L’esigenza più profonda che parte dalla pietà per le morti e dalle difficoltà che molte persone dovranno superare,  è quella dell’accertamento delle responsabilità verso quanto è accaduto.

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getty – immigrati – Foto Vincenzo Livieri – LaPresse

Sul sito dell’associazione Chizzolini di Bergamo ho pubblicato questo post:

MIGRAZIONE E IMPEGNO DEI CRISTIANI

I vescovi europei riflettono sulla un’iniziativa comune  sui migranti . La chiesa prende atto di essere stretta tra i suoi valori della solidarietà e la riluttanza all’accoglienza di parte della popolazione.

Le tragiche peregrinazioni dell’Acquario nel Mediterraneo sono anche una sfida per le chiese cattoliche europee.

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HO UN SOGNO

 

Non voglio essere portatore solo di un pensiero critico, ma cerco di guardare le questioni con realismo che potrebbe essere definito “ad occhi aperti” .  Anch’io, parafrasando Martin Luther King, ho un sogno che vorrei condividere. Sono due gli elementi che fondano il mio sogno: il lavoro per tutti e l’Unità Europea. Con questo posto vorrei solo affrontare il tema del lavoro e del sindacato, rinviando ad altro momento una riflessione sull’unità europea.

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Più ci allontaniamo dalle elezioni del 4 marzo aumenta la perplessità su quanto proclamano i ministri di questo nuovo Governo e sulle sue strategie che sembrano essere mutevoli e occasionali , anche se va rilevato che l’occasionalità resta ancorata a una visione reattiva e forsanche reazionaria. Non mi avventuro a fare certe definizioni ricorrendo al passato, mi posiziono su una attenzione al presente e alle sue mutevolezze senza rinnegare il buono costruito durante la Repubblica.

Sento che però ci troviamo a fare i conti con una politica ispirata a un individualismo edonistico.

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Iinvece di gridare e fare proclami e cercare capri espiatori su cui scaricare la propria impotenza, per affrontare e governare la situazione dell’immigazione basterebbe documentarsi per avere cognizione della complessità del problema e di come è la situazione dei fuggiaschi, dei profughi, degli sfollati : attualmente le persone costrette a lasciare la propria casa , secondo il rapporto annuale dell’Agenzia dell’ONU per i rifugiati ( UNHCR ) sono :

  • 68, 5 MILLIONI, PIù della popolazione italiana;
  • Il flusso è di 44.500 al giorno;
  • ogni due secondi si aggiunge una persona ;
  • UN essere umano su 110 è costretto a fuggire e la fiumana dei fuggitivi dei fuggitivi , non tende a diminuire ed è alimentata, a pertire del 2017, dagle esodi di massa dal Congo, dal Sud Sud, dalla Birmania ( i Rohinga);
  • 25 , 4 MILIONI sono le persone che scappano da guerre,persecuzioni e viloenza;
  • Sono passati da 300 mila  (2016) a 3,1 milioni  (2017) le persone in attesa di un attestato di protezione internazionale, segno che l’esame delle domande si è fatto più difficoltoso;
  • L’85 % dei profughi risiede ( contraddicendo il clima di paura che il nostro ministro degli interni sta alimentando ) fuori dai paese industrializzati , compresa l’Italia e l’Europa, ma nei paesi economicamente più deboli;
  • 40 milioni , pari a due terzi del totale ( 40 milioni)  sono sfollati interni, persone che non hanno ancora varcato i confini del proprio paese nella speranza di poter tornare alle proprie case

QUESTI SONO I NUMERI CHE DIMOSTRANO LA GRAVITA’ DEL PROBLEMA E CHE NON ESISTE ALCUNA INVASIONE. E’ da questi dati che si evidenzia la strumentalità dei proclami di Salvini. Che invece che alimentare diffidenze e rigetti , dovrebbe aprire un tavolo di confronto europeo con gli altri ministri dell’interno. A meno che pensi di trasformare il minstero degli interni in ministero di Polizia.

Molti proclami e “persecuzioni” dei doboli , ma non si hanno notizie che abbia ancora discusso con i sui patner europei le vere e umanitarie misure sull’immigrazione.