Feeds:
Articoli
Commenti

Iinvece di gridare e fare proclami e cercare capri espiatori su cui scaricare la propria impotenza, per affrontare e governare la situazione dell’immigazione basterebbe documentarsi per avere cognizione della complessità del problema e di come è la situazione dei fuggiaschi, dei profughi, degli sfollati : attualmente le persone costrette a lasciare la propria casa , secondo il rapporto annuale dell’Agenzia dell’ONU per i rifugiati ( UNHCR ) sono :

  • 68, 5 MILLIONI, PIù della popolazione italiana;
  • Il flusso è di 44.500 al giorno;
  • ogni due secondi si aggiunge una persona ;
  • UN essere umano su 110 è costretto a fuggire e la fiumana dei fuggitivi dei fuggitivi , non tende a diminuire ed è alimentata, a pertire del 2017, dagle esodi di massa dal Congo, dal Sud Sud, dalla Birmania ( i Rohinga);
  • 25 , 4 MILIONI sono le persone che scappano da guerre,persecuzioni e viloenza;
  • Sono passati da 300 mila  (2016) a 3,1 milioni  (2017) le persone in attesa di un attestato di protezione internazionale, segno che l’esame delle domande si è fatto più difficoltoso;
  • L’85 % dei profughi risiede ( contraddicendo il clima di paura che il nostro ministro degli interni sta alimentando ) fuori dai paese industrializzati , compresa l’Italia e l’Europa, ma nei paesi economicamente più deboli;
  • 40 milioni , pari a due terzi del totale ( 40 milioni)  sono sfollati interni, persone che non hanno ancora varcato i confini del proprio paese nella speranza di poter tornare alle proprie case

QUESTI SONO I NUMERI CHE DIMOSTRANO LA GRAVITA’ DEL PROBLEMA E CHE NON ESISTE ALCUNA INVASIONE. E’ da questi dati che si evidenzia la strumentalità dei proclami di Salvini. Che invece che alimentare diffidenze e rigetti , dovrebbe aprire un tavolo di confronto europeo con gli altri ministri dell’interno. A meno che pensi di trasformare il minstero degli interni in ministero di Polizia.

Molti proclami e “persecuzioni” dei doboli , ma non si hanno notizie che abbia ancora discusso con i sui patner europei le vere e umanitarie misure sull’immigrazione. 

Annunci

 

Il mio caro amico Luca Jahier , con il quale ho condiviso tante speranze sociali, in qualità di Presidente del Consiglio economico e sociale europeo ha oggi rilasciato un’intervista a Alexander Daminano Ricci , pubblicata oggi sull’inserto Economia del Corriere della sera. Mi è sembrato utile e doverose postarla sul mio blog per farla conoscere alle amiche e agli amici a testimonianza che l’ideale europeo resta ancora valido anche in questi tempi di anti-europeismo montante.

 

L’EUROPA E’ PRONTA PER IL NUOVO RINASCIMENTO

Luca Jahier , l’italiano alla guida del comitato economico e sociale europeo, ragiona di populismi e proteste , politici e nuovo governo a di Roma

TESTO DELL’INTERVISTA

Continua a leggere »

LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E LA TEORIA DEL “TRICKLE-DOWN”

In questi giorni si parla molto della flat tax e si sostiene questa riforma fiscale con la teoria  «trickle-down», cioè dello «sgocciolamento», secondo la quale i benefici concessi alle classi più abbienti – ad esempio dal punto di vista fiscale – favoriscono l’intera società e «sgocciolano» anche sui poveri. In sostanza, secondo questa tesi, quando il liquido (la ricchezza) all’interno del bicchiere cresce, ad un certo punto tracima e sgocciola in basso, provocando ricadute favorevoli sia sulla classe media come sui più poveri.

La Dottrina Sociale della Chiesa non sembra apprezzare questa teoria, infatti al numero 54 dell’esortazione apostolica «Evangelii gaudium (novembre 2013), sta scritto: «Alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo. Questa opinione, che non è mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare». Continua a leggere »

Oggi il quotidiano della mia Provincia ” L’ECO DI BERGAMO pubblica, una mia intervista  su Papa Giovanni XXIII , raccolta dal Giornalista Franco Cattaneo che ringrazio sentitamente.

Continua a leggere »

La notizia della morte di Pierre Carniti mi ha colpito nel profondo e mi ha riportato a un tempo entusiasta dell’attività sindacale. Sono spiaciuto che problemi fisici mi impediscano di recarmi a Roma a rendegli omaggio, ma il suo insegnamento, la sua azione e il suo modo di fare mi resterà sempre nel cuore. 

Ho voluto ricordalo con un articolo che viene oggi pubblicato sul quotidiano “il Dubbio”.

________________________________________________________________________________________________________________________________________________

 UN RIFORMISTA IMPAZIENTE E RADICALE

Non è facile ricordare un uomo come Pierre Carniti, personalità complessa e schietta. Sicuramente ha rappresentato il meglio della cultura sindacale: di un sindacato riformista, autonomo e determinato. Ci ha insegnato che non si diventa riformisti perché si pensa che si viva nel migliore dei mondi e che sia sufficiente gestire il presente perché le cose possano cambiare, per Carniti si doveva essere sindacalisti e riformisti perché si pensa e si agisce sempre per combattere le ingiustizie e le subordinazioni. Il suo è stato un riformismo totale perché non si può attendere che le cose migliorino da sole e che bastino alcuni slogan o perché si attente un evento che con il suo apparire cambi la situazione.

Ci ha messo nel cuore una impazienza che ha determinato la nostra gioventù e che ha continuato a provocare i nostri pensieri e il nostro agire negli anni.

Per Carniti fare sindacato non era solo agire e rivendicare riforme, negoziare compromessi proficui o rifiutarne altri, ma vivere la quotidianità costantemente tesi a creare le condizioni perché tutto l’agire serva un’idea di uguaglianza, giustizia e la solidarietà, in modo che il concetto di   emancipazione non sia una parola vuota ma che abbia sempre un lungo futuro davanti a sé.

Persona dolce, veemente e forte ha sempre contrastato ogni manipolazione dell’opinione pubblica, né mai a prestato fianco alla demagogia populista che di tanto in tanto si manifestava anche dentro il sindacato.

Pierre aveva un temperamento forte che a volte appariva scontroso, ma nella reltà e nei rapporti umani era gentile e sapeva essere comprensivo e combattivo. Ha rappresentato con chiarezza il senso e il valore della militanza sindacale che difende i lavoratori fino al conflitto mentre privilegia il negoziato e la contrattazione. Tra i Segretari della Cisl è stato sicuramente il più apprezzato dagli attivisti.

Aver militato nella Cisl guidata da Carniti ha, per un’intera generazione di sindacalisti, significato condividere i valori di un grande leader sindacale che amava combattere, ma che non si rifiutava all’esercizio del pensiero e della riflessione culturale e politica.

Recentemente, di fronte alle emersioni populiste, ha colto l’occasione per inviare una lettera agli attuali dirigenti sindacali invitandoli a puntare con forza su un processo di autoriforma e sull’unità sindacale, come unica possibilità per non lasciare erodere la credibilità dal populismo e dai facili proclami, ma nel contempo  a mantenere alti i riferimenti etici e valorali, il cui declinare non giova alla credibilità sindacale.

Se Cgil, Cisl e Uil, sollecitava Carniti, “intendono invertire la pericolosa frammentazione in atto, debbono fare scelte chiare ed assumere comportamenti coerenti. Ad iniziare da sé stesse. Per dirla in termini chiari la propensione alla dispersione ed alla frammentazione si combatte, innanzi tutto, con l’esempio di un impegno unitario”, superando le diversità anche culturali.

L’invito di avanzato da Carniti e che considero il suo testamento ideale è la ripresa di una forte iniziativa sindacale per “ridare al mondo del lavoro un progetto ed una speranza credibili”.

Ecco perché in questo giorno di dolore vogliamo ricordare l’amico, il maestro e il compagno di tante lotte sociali e civili ,come uomo della speranza.

 

Karl Marx

Oggi il quotidiano ” Il dubbio ” pubblica un interessante DOSSIER , nel quale figura una mia riflessione da titolo:  “UN SINDACALISTA CATTOLICO RACCONTA LE SUA VITA NEL MOVIMENTO OPERAIO  e come sottotitolo : ”  Non ero marxista ma grazie a lui ho capito il lavoro” 

Continua a leggere »

Cresce la spesa militare mondiale: nel 2017 è di 1.739 miliardi di dollari Pubblicati i dati SIPRI con stime che evidenziano una crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente

Continua a leggere »