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SERVE UNA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA PER RISTABILIRE IL VALORE DEI CORPI INTERMEDI

Di Savino Pezzotta Articolo Pubblicato su “IL DUBBIO” del 21 giugno 2017

In queste ultime settimane al centro del dibattito sindacale c’è stata la questione dei voucher. Non mi è sembrato un gran dibattito anche se la questione riveste una sua importanza. Nel caso si fosse svolto il Referendum richiesto dalla Cgil con la raccolta di innumerevoli firme non avrei votato per l’abrogazione poiché ritengo che nell’Italia del Lavoro frammentato, disperso e occasionale ci sia bisogno di una normativa che tuteli i prestatori d’opera e li sottragga  all’arbitrio dei gestori dell’offerta di lavoro.

Certamente avrei preferito e preferisco che su questioni di questa natura ci fosse un confronto e un’intesa tra le organizzazioni sindacali e imprenditoriali e il Governo. Si è invece scelto di agire sul puro terreno politico: abolendoli quando si è trattato di evitare il referendum per poi ripristinarli infilandoli nella manovra correttiva su cui è stata posta la fiducia, obbligando la Cgil, come promotrice del referendum, a dare vita a una manifestazione di protesta e a risegnare la divisione sindacale.

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IL DENARO DA “STERCO DEL DEMONIO” STA DIVENTANDO COME SCRIVEVA LEON BLOY, “IL SANGUE DEL POVERO” E PER QUESTO DEVE ESSERE RISPETTATO E USATO COME STRUMENTO DI SOLIDARIETÀ

CIRCA 3500 LAVORATORI DELL’ILVA HANNO ACCOLTO PAPA FRANCESCO NELLO STABILIMENTO DI CORNIGLIANO LO SCORSO 27 MAGGIO

L’idea di papa Francesco per rilanciare la dignità umana partendo dai poveri

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Articolo pubblicato su “IL DUBBIO ” di Giovedì 18 maggio
 
Il rapporto annuale dell’Istat 2017 sulla situazione del Paese fornisce una fotografia dell’Italia che a dir poco è sconfortante. Dopo mesi che ci viene detto che stiamo crescendo ci ritroviamo con un paese indebolito fatto di pensionati, di giovani non occupati e mantenuti dai genitori, di impiegati e con il ceto produttivo, la vecchia classe operaia, in forte declino e con le classi sociali sull’orlo di esplodere. Poi ci si meraviglia se i populisti avanzano. Ancora una volta viene segnalato il distacco esistente tra il ceto politico e la gente. Per l’Istat il gruppo più svantaggiato economicamente è quello delle ‘famiglie a basso reddito con stranieri’, seguono le ‘famiglie a basso reddito di soli italiani’, il gruppo che riunisce persone anziane sole e giovani disoccupati e, meno numerose, le famiglie tradizionali della provincia.

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Mi sto convincendo che la bassa crescita economica che soffriamo è dovuta in buona parte al rallentamento della dinamica salariale. Mi sono stancato delle buone prediche sulla crescita, quello che serve per dimostrare che non sono solo parole i governi, gli imprenditori e i sindacati dovrebbero promuove una espansione della contrattazione salariale e in particolare per i precettori più bassi.

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Sabato scorso ho partecipato a un interessante convegno della Caritas di Cagliari. Un incontro molto interessante che ha visto la partecipazione di molti ragazzio delle scuole , oltre ai miei amici della Cisl . Non essendo per ragioni di tempo riuscito a sviluppare il mio intervento, lo pongo qui anche poer dare agli amici della Caritas di Cagliarli di conoscere integramente quanto avrei voluti dire. Un grazie vero e di cuore per l’accoglienza ricevuta.

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Emmanuel Macron ha vinto nettamente nel secondo turno delle elezioni presidenziali francesi. Molti in Europa e in Italia hanno tirato un sospiro di sollievo. Non credo però che tutti coloro che non condividono i programmi della destra e dei populismi possano solo gioire .

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Sono profondamente turbato nel costatare come una visione pessimistica sull’Europa stia facendosi largo. E questo mi piorta a pensare che  la distinzione degli schieramenti non si misura sull’essere di destra , di centro o di sinistra ( anche se queste distinzione mantengono una loro validità) ma sul tasso di europeismo in cuio si crede e si mette in campo. Ciò che mi preme e che credo sia essenziale per garantire un futuro decente ai miei nipotini , è far passare la convinzione che le nazioni europee possono affrontare la temperie economiche, la crisi del lavoro, l’afflusso di persone che provengono da situazioni di guerra, di discriminazione e di sottosviluppo, solo rafforzando il valore  politico della solidarietà. Nessun paese se la caverà da solo, e tanto meno riducendo la dimensione pluralista delle società contemporanee.

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